I 1.500 delfini radunati a riva e uccisi: “Fermate questo massacro”

Anto. Pic. 15 settembre 2021 20:17

“La Danimarca fermi questo scempio”. È l’appello lanciato dal Wwf dopo le immagini della mattanza di delfini nelle Isole Faroe  dove il mare e la spiaggia si sono tinte di rosso per il sangue degli animali morti. La caccia si chiama Grindadrap. Una tradizione a cui gli animalisti chiedono di mettere fine una volta per tutte. Come spiegavamo ieri, i delfini vengono sospinti da motoscafi verso la riva e radunati. Poi vengono uccisi a riva usando arpioni e persino trapani elettrici. Una mattanza. Anzi, diciamolo senza infingimenti: una barbarie. 

La parola faroese Grindadráp (pronuncia: [ˈgɹɪndaˌdrɔap]) viene spesso tradotta come caccia alle balene, pur trattandosi generalmente di caccia a vari generi di delfini. Parliamo di una pratica che ogni anno porta alla morte di centinaia di globicefali (Globicephala melas, presenti anche in Mediterraneo), lagenorinchi acuti (Lagenorhynchus acutus) e altre specie di delfini.

Secondo la BBC sono circa 600 i cetacei sgozzati annualmente tra globicfali – inseriti dalla IUCN nella categoria DD, Data deficient in quanto non si dispone di dati sufficienti sulla dimensione della popolazione – e lagenorinchi e 35-40 delfini appartenenti ad altre specie. Nel 1940 ne furono uccisi 1200, ma come sottolinea il Wwf “questa ‘caccia ai cetacei’ lo scorso fine settimana ha segnato un record senza precedenti: 1.458 animali, compresi cuccioli e femmine incinte, sono stati uccisi durante la mattanza sulla battigia di Skalabotnur a Eysturoy”. 

La mattanza dei poveri delfini ha provocato un’ondata di sdegno in tutto il mondo, ma anche nella popolazione locale. Nonostante questo, più dell 80% degli abitanti delle Isole Faroe, secondo un sondaggio effettuato da una tv locale, continua ad essere favorevole alla Grindadràp, trattandosi di una delle più grandi risorse economiche del XX secolo dell’arcipelago danese bagnato dalle acque dell’Atlantico.

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Gli attivisti per i diritti degli animali però non vogliono più stare a guardare. La Blue Planet Society ha esortato le autorità danesi e l’UE a fermare la caccia. Il Wwf parla di una “vera e propria pratica barbarica” e di un macabro “massacro di cetacei”. “È assurdo – si legge nella nota dell’associazne – che si voglia tenere in piedi un’attività fuori dal tempo, lontana dalla scienza e lontanissima dalla sensibilità comune. E’ scandaloso che nel 2021 la Danimarca continui a permettere la Grindadràp – una vera e propria caccia ai cetacei – massacro anacronistico e senza alcuna giustificazione – se non una subcultura dura a morire – che rischia di causare danni irreversibili alle popolazioni di diversi odontoceti (i cetacei con i denti), tra cui specie come il globicefalo e il lagenorinco”.

Fonte : Today