Giù le mani

Avvertenza. Il linguaggio di questa rubrica è diretto ed esplicito.

Sono una trentacinquenne eterosessuale del Midwest. Per tre anni sono andata da un massaggiatore con cui è nata una bella amicizia. Gli ho mandato diversi amici, aiutandolo a far crescere l’attività. A un certo punto mi ha rivelato di aver cominciato a provare dei sentimenti per me. Per me è stato uno shock, gli ho detto che cascavo dalle nuvole e pensavo che tra noi si stesse solo sviluppando un’amicizia. Mi ha spiegato che non poteva non dirmelo, e che spettava a me decidere se me la sentissi ancora di frequentarlo. Frastornata dalla scoperta, all’inizio ho pensato che ci sarei riuscita, ma solo dopo ho capito quanto mi sentivo sconvolta e violata. Ho smesso di andarci. Ho poi scoperto che durante il covid ha chiuso l’attività. La mia domanda è: devo segnalarlo al comitato etico dell’associazione di categoria?

–Really Upset By Bewildering Erotic Disclosure

No.

Lui all’inizio era il tuo massaggiatore, RUBBED, ma con il tempo siete diventati amici. Immagino che l’amicizia fosse consensuale, ovvero che l’ex massaggiatore non ti abbia costretto a diventare sua amica, e che la sua amicizia ti facesse piacere. Ne consegue che, pur avendolo conosciuto in uno contesto professionale specifico, il rapporto che hai stabilito con lui viaggiasse su due binari: era il tuo massaggiatore ma anche un amico. Non è raro che tra amici ci si innamori, e dev’essere stato in questo ruolo – quello di amico – che il tuo massaggiatore si è innamorato di te.

Considerato che a innamorarsi è stato lui, non vedo come avrebbe potuto evitare di dirtelo, anzi. Se avesse tenuto nascosti i suoi sentimenti e continuato ad averti come cliente, o smesso di riceverti senza darti una spiegazione (spiegazione che a te, in quanto amica, sarebbe spettata), allora sì che avrebbe commesso una violazione etica.

“Ciò che ha fatto era al limite, ma non immorale”, dice un fisioterapista a cui ho girato la tua domanda. “A mantenerlo entro in confini etici è stato il fatto di averle detto che poteva/doveva valutare l’ipotesi di non vederlo più. La cosa più corretta sarebbe stata mantenere una distanza e non diventare amici”.

Secondo un massaggiatore a cui ho fatto leggere la tua mail, il tuo ex massaggiatore ha agito seguendo i criteri che gli hanno insegnato per gestire situazioni del genere al corso di etica professionale che ha dovuto seguire per ottenere la licenza: rivelare e interrompere il rapporto professionale.

Un altro massaggiatore con cui ho parlato pensa che il tuo massaggiatore abbia commesso una violazione dell’etica professionale. Mi ha consigliato di consultare il codice di condotta professionale pubblicato dalla sua associazione di categoria – il College of massage therapists of British Columbia – che vieta di stabilire con i clienti “rapporti personali stretti”. Secondo lui la violazione etica è stata diventare amici; se il tuo massaggiatore avesse agito nel modo corretto, mantenendo il vostro rapporto strettamente professionale, non avrebbe cominciato a provare sentimenti per te. E se non avesse cominciato a provarli, RUBBED, non sarebbe stato costretto a rivelarteli, né avrebbe dovuto importi la sua imbarazzante rivelazione.

Capisco che tu non voglia più andarci, RUBBED, così come capisco che possa averti turbato. Al tuo posto, probabilmente mi chiederei quanto tempo sia passato, ammesso che ne sia passato, tra quando il mio amico/massaggiatore si è reso conto di provare dei sentimenti per me e quello in cui me li ha rivelati – e al pensiero proverei un certo ribrezzo. Ma per quanto sia sgradevole il pensiero che un massaggiatore ricavi piacere dalle nostre sedute, va detto che il rischio c’è sempre (un po’ come quello di innamorarsi tra amici). Ci aspettiamo che i massaggiatori siano professionali, e che mentre ci trattano tengano a bada i desideri sessuali indipendentemente da quanto tempo li frequentiamo, dal rapporto che possiamo avere con loro fuori dello studio.

Alcuni dei massaggiatori con cui ho parlato pensano che dovresti segnalarlo, ma la maggior parte no, e io resto dell’idea che tu non debba. Ma la decisione spetta a te.

Sono un settantaduenne sano e attivo che ha trovato l’amore per la seconda volta. Non solo ho scoperto di poter amare con una profondità che non pensavo possibile, ma il sesso con la mia nuova compagna è anche il più intenso e appagante che abbia mai conosciuto. Ma. Dopo aver passato quasi un anno a elaborare in solitudine la fine del mio matrimonio, mi sono per caso imbattuto in alcuni testi sul sesso tantrico, rimanendone affascinato. Ho cominciato ad allenarmi a trattenere l’eiaculazione, una pratica tantrica che comporta enormi benefici. Uno di questi è provare un desiderio costante per la persona che ho accanto, e una deliziosa corrente continua di energia sessuale tra noi. Ma dopo due anni passati a trattenere lo sperma, oggi mi risulta quasi impossibile venire quando lo decido io, come se il mio sciamano tantrico interiore avesse preso il sopravvento. La donna meravigliosa con cui sto ha sempre orgasmi multipli, mentre io riesco a venire ogni sette o otto volte, e solo quando facciamo sesso a lungo, in modo passionale e con un’intesa profonda. Quando succede, il rilascio è sempre spettacolare, ma mi piacerebbe avere più controllo sui miei orgasmi. Hai qualche suggerimento?

–Wanting A Direction

Molti uomini che praticano la negazione dell’orgasmo – che siano loro stessi a trattenerlo o se lo facciano ritardare dal/la partner dominante – sostengono di vivere in un piacevole stato di arrapamento costante. E spesso chi domina il partner rinchiudendogli il cazzo in un dispositivo di castità (anziché lasciare che sia lui a trattenersi dall’orgasmo o evitare di masturbarsi) dice che un partner perennemente arrapato a letto è più attento. Pur essendo questi vantaggi allettanti, personalmente non sono mai stato tentato di intraprendere quella strada. Innanzitutto, venire mi piace troppo per rinunciarci. Secondo ma non meno importante, diversi studi mettono in relazione un’alta frequenza di eiaculazione con una minor incidenza di cancro della prostata. Forse a 72 anni il cancro alla prostata non ti preoccupa – non essendoti venuto finora – ma chi non vuole rischiarlo conviene che le palle se le svuoti (anziché rompersele).

Quanto al tuo problema, WAD, se trattenendo gli orgasmi ti risulta difficile raggiungerli quando vuoi, be’, forse ti conviene smettere di trattenerli. Ma considerato il piacere che ti dà trattenerli – l’arrapamento costante, gli orgasmi rari ma spettacolari – forse l’imprevedibilità dell’orgasmo è un prezzo che sei disposto a pagare. È anche possibile che l’età abbia cominciato a pesare, e che i tuoi orgasmi siano diventati un po’ meno affidabili proprio mentre ti aprivi alle pratiche tantriche (per la cronaca: il tantra è una tradizione/dottrina millenaria nata in India e praticata perlopiù da induisti e buddisti. Il sesso ne fa parte, ma non è l’unica cosa).

***

Leggo da poco la tua bellissima rubrica, e ho due domande: 1. Rispondi personalmente a tutte le email che ricevi? O solo alle domande per la rubrica? (Stamattina ti ho mandato una mail e non ho ancora avuto risposta). 2. È possibile ricevere aggiornamenti quotidiani via email? Mi piacerebbe leggere la rubrica tutti i giorni.

–Response Sought Very Persistently

  1. Non posso rispondere a tutte le email che ricevo; sono troppe, e io uno solo. E pur essendo un progressista di quelli che si sentono in colpa per tutto e tutti, per questa cosa più di tanto non mi ci sento. Perché dopo essermi sentito dire da tante persone che il semplice fatto di scrivermi – di formulare il loro problema in una mail – le aveva aiutate, e da altrettante che le mie risposte sono pessime, RVSP, ho da tempo stabilito che le persone che aiuto di più sono quelle a cui non rispondo.

  2. Ho un sito nuovo di zecca – grazie alla giovane a rischio esperta di tecnologia – da cui ci si può iscrivere alla mia nuova newsletter settimanale, che contiene i link alle rubriche vecchie e nuove, il mio podcast settimanale, i prossimi eventi legati ai libri e altro. La rubrica esce una sola volta alla settimana, RSVP, ma l’archivio ne contiene a sufficienza perché tu possa leggerne una al giorno per il resto della tua vita.

(Traduzione di Matteo Colombo)

Fonte : Internazionale