Elian prima di Eitan: vent’anni fa il caso del bambino conteso che divise il mondo

AGI – Elian prima di Eitan. Non è solo un’assonanza nel nome a rendere simili le vicende di Elian Gonzales ed Eitan Biran. In entrambi i casi bambini contesi, che hanno subito lutti terribili. 

Nel caso di Elian Gonzales c’era di mezzo la politica, anzi un confronto internazionale del livello di quello tra Stati Uniti e Cuba. Nell’altro il confronto aspro tra due famiglie e l’imbarazzo di due Paesi amici che devono fare i conti con le alzate di testa di familiari troppo intransigenti.

Ma chi era Elian Gonzales e cosa rende la sua storia ciosì simile a quella di Eitan? Innanzitutto l’età: quando divenne protagonista delle cronache di tutto il globo. il piccolo cubano aveva sei anni, come Eitan. Il mondo che si appassionò alla sua storia era lontano anni luce da quello di oggi. Per dirne una: non c’erano i social. Anzi, non c’erano neppure gli smartphone. C’erano ancora le Torri Gemelle e di pandemia si parlava solo nei film distopici.

I giornali, le tv e un web che tutto sommato era diventato cosa pubblica da meno di 5 anni erano ansiosi di gettarsi in una storia fatta di sentimenti, intrighi internazionali e confronto politico. L’occasione fu offerta da Juan Miguel Gonzalez il 22 aprile del 2000, quando arrivò a Miami e portò via, a Cuba, il figlio Elian. Il bambino era arrivato a Miami su una barca che aveva fatto naufragio: la madre, Elizabeth Brotons, era morta ed era stato affidato ad alcuni parenti che già si trovavano in Florida. Secondo il padre, il piccolo era stato portato via senza il suo permesso, e si diede così il via a una querelle legale e familiare che si trasformò in confronto tra gli Stati Uniti e Cuba.

La storia

Il 21 novembre 1999 Elizabeth Brotons era partita con Elian e altre 12 persone su una barca  per scappare da Cuba a Miami, in Florida. Un guasto al motore – una scena vista decine e decine di volte nel Canale di Sicilia – causò il naufragio e la morte di 11 persone su 14. Il bambino e altri due riuscirono a sopravvivere in acqua per due giorni, quando furono soccorsi da due pescatori che li consegnarono alla Guardia costiera degli Stati Uniti. Il servizio immigrazione affidò Elian Gonzalez ai parenti paterni, che erano già residenti in Florida: in particolare a Marisleysis González, figlia di Lazaro Gonzalez, prozio del bambino.

Il padre, cugino di Marisleysis e nipote di Lazaro, chiese subito che il bambino gli fiosse restituito. Le due nonne del bambino – come ricostruisce il Post – volarono dall’Avana agli Stati Uniti e si misero in mezzo membri del Congresso statunitense. Lazaro e la figlia chiesero agli Stati Uniti di concedere il diritto d’asilo a Elian e al padre del bambino il permesso di lasciare Cuba e trasferirsi anche lui a Miami dove avrebbe trovato un’auto e una casa. Juan Miguel Gonzalez rifiutò l’offerta e tra gennaio e febbraio del 2000 scrisse diverse lettere aperte, indirizzate al governo degli Stati Uniti, per chiedere il rientro del figlio a Cuba.

Gli Stati Uniti respinsero la richiesta di asilo dello zio di Elian e la procuratrice generale Janet Reno fissò il 13 aprile 2000 come data limite per il rientro del bambino a Cuba; poco dopo il sindaco di Miami, Alex Penelas, un americano di origine cubana, promise che non avrebbe fatto nulla per aiutare l’amministrazione americana e le autorità federali a portare via Elian.

I parenti paterni opposero resistenza alla decisione del governo e non accettarono di lasciare andare il bambino. Si avviò così una settimana di trattative Il 20 aprile 2000 il governo chiese alle autorità federali di intervenire direttamente. La mattina del 22 aprile 2000 agenti federali  armati fecero irruzione per portare via il bambino. In quel caos fu scattata la foto che fece il giro del mondo.

Elian fu riconsegnato al padre, che nel frattempo era arrivato a Miami, ma rimase negli Stati Uniti fino a giugno 2000 per attendere che il ricorso per la richiesta di asilo degli zii venisse nuovamente respinto: la Corte Suprema americana sostenme che era troppo piccolo per avanzare attivamente e spontaneamente la richiesta. Il 28 giugno 2000 Elian Gonzalez e il padre fecero ritorno a Cuba.

Fonte : Agi