Il nonno materno di Eitan Biran agli “arresti domiciliari” in Israele

Redazione 14 settembre 2021 21:03

Il nonno di Eitan Biran, Shmuel Peleg, è agli arresti domiciliari in Israele. La misura restrittiva, prevista per almeno i prossimi cinque giorni, è stata presa al termine dell’interrogatorio di oggi da parte dell’unità speciale 433 della polizia israeliana. L’uomo è indagato per sequestro di persona aggravata dalla Procura di Pavia per aver portato il piccolo in Israele, sottraendolo alla zia paterna Aya Biran, che ne è la tutrice legale, ma al momento non pare che la decisione delle autorità israeliane sia legata a un mandato d’arresto italiano. La pollizia israeliana ha interrogato Peleg, contestandogli le accuse di aver “rapito il nipote e averlo portato in Israele”. Dopo l’interrogatorio l’uomo è stato rilasciato, ma con l’obbligo di restare nella sua abitazione almeno fino a venerdì (i media israeliani definiscono esplicitamente la misura restrittiva come ‘arresti domiciliari’), e gli è stato sottratto il passaporto. Nella stessa abitazione continua a vivere anche Eitan. 

Secondo il sito del Jerusalem Post gli zii paterni hanno chiesto ad un tribunale di Tel Aviv che sia loro riconsegnato il bambino, unico superstite della tragedia della funivia del Mottarone. 

“Eitan è arrivato in Israele in modo legale e dopo consultazioni con esperti di diritto”, ha detto Peleg che – secondo i media locali – ha collaborato con la polizia e risposto a tutte le domande. Secondo la difesa di Peleg, l’uomo “è stato interrogato dalla polizia israeliana, come è normale che sia, che lo ha invitato a essere a disposizione rimanendo a casa”. Alla difesa, interpellata dall’Adnkronos, tecnicamente “non risulta che” il nonno “sia agli arresti domiciliari”.

“La famiglia Peleg tiene Eitan Biran come un detenuto in una prigione di Hamas” aveva detto nel pomeriggio Or Nirko, zio del piccolo Eitan e marito di Aya Biran. “Il fratello di Aya è andato all’ospedale di Sheba e non ha trovato Eitan”, ha denunciato l’uomo in un’intervista a N12. Ieri la nonna di Eitan, Etti, in dichiarazioni alla radio israeliana 103 Fm, aveva difeso la famiglia dall’accusa di sequestro e sostenuto, come riportava il Jerusalem Post, che Eitan stesse effettuando controlli e terapie presso lo Sheba Medical Center di Tel Hashomer. Per Or Nirko la vicenda che riguarda il piccolo è “un gravissimo reato penale”.

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Fonte : Today