Phnom Penh, la missione attraverso Wikipedia di p. Conquer

Il giovane missionario dei Mep volontario  per la pagina in lingua khmer di Wikipedia racconta ad AsiaNews le sfide e le gioie dell’evangelizzazione attraverso la cultura. Anche se l’enciclopedia online “non è uno strumento per fare proselitismo, ma una agorà pubblica per la ricerca della Verità”. 

Phnom Penh (AsiaNews) – Wikipedia come agorà pubblica per la ricerca della Verità. È così che p. Guillaume Conquer vede la più famosa enciclopedia online. E la missione passa anche da qui per p. Will (così lo chiamano tutti) che si trova in Cambogia da quasi due anni. 

Giovane missionario dei Mep (Missions Etrangères de Paris), è stato ordinato sacerdote nella diocesi del principato di Monaco per poi partire alla volta di Phnom Penh per il vicariato apostolico. Ora si trova letteralmente immerso nella missione, in mezzo alle risaie del minuscolo villaggio di Chom Lak alla guida di un modesto gruppo di fedeli. 

Redattore di Wikipedia dal 2008, il 17 agosto ha organizzato (dal vivo) un seminario di Wikimania con 15 partecipanti. La Wikimania è una conferenza annuale che celebra l’accesso alla libera conoscenza grazie a volontari di tutto il mondo. È organizzata e finanziata dalla Wikimedia Foundation, ma quest’anno, causa pandemia, quella che avrebbe dovuto tenersi a Bangkok si è spostata online. 

Ma p. Will voleva farla in presenza, in Cambogia, e così è stato. “La pagina di Wikipedia in lingua khmer è stata creata 15 anni fa, ma dal 2016 c’è stato un calo degli editori”, racconta ad AsiaNews. “Adesso tocca alle nuove generazioni raccogliere il testimone”. L’obiettivo è di raddoppiare il numero di articoli della pagina in cambogiano entro l’anno prossimo. Le entrate in khmer sono circa 8mila, mentre quelle in italiano, per esempio, sono più di un milione e mezzo.

Alla Wikimania di p. Will ha partecipato una piccola fetta di mondo: un imprenditore coreano, una cambogiana che lavora per l’istituto culturale tedesco, un australiano che organizza eventi culturali e un signore di 60 anni che è stato “il primo cambogiano a ottenere un dottorato in archeologia in Germania. È venuto con il nipotino, che ha ascoltato in silenzio tutto il tempo”. continua p. Will, che è riuscito a coinvolgere nel progetto soprattutto giovani studenti. “La situazione Covid in Cambogia è nettamente migliore rispetto a quella della Thailandia, del Vietnam o del Myanmar. Non c’è stato nessun confinement, ma le scuole sono chiuse da più di un anno. Molti hanno abbandonato gli studi. Le ragazze che mi dicevano di voler studiare le ho riviste incinta”. 

Ma cosa c’entra la missione con Wikipedia? P. Will si rifà in realtà a una lunga tradizione missionaria francese: “Nel XIX secolo gli studiosi erano interessati al pali e al sanscrito, che per l’Asia equivalgono al nostro latino. Il cambogiano era la lingua parlata, popolare. I primi dizionari francese-khmer sono stati redatti da dei missionari e alcuni sono così precisi da venire utilizzati ancora oggi”, spiega il missionario. “Il mio lavoro con WIkipedia è lo stesso. È un compito enorme, ma vivo”. 

Ci potrebbe allora chiedere dove sta la missione nei dizionari. “È l’incarnazione del Verbo. La conoscenza che si fa carne”. “Ma – ci tiene a precisare il missionario di 32 anni – Wikipedia non è lo strumento adatto per fare proselitismo. Il suo successo è dato dal neutral point of view. È uno spazio per la conoscenza, non per fare predica”. Ed è comunque una grande sfida. “Ho scritto la pagina di Tommaso d’Aquino. Ma come far capire ai cambogiani che ha rivoluzionato la filosofia? Non è semplice”.

E di sfide ce ne sono tante altre. Ci sono ancora quelle linguistiche, per esempio, anche per père Will. “Qui al villaggio tutti mi trattano con rispetto, ma quando esco non si sanno relazionare con me. Cosa vuol dire per un buddhista essere prete? Dove si inserisce la Chiesa in un Paese che ha una storia così ricca? A volte è difficile tradurre anche concetti base del cristianesimo”. 

Ci sono le sfide materiali. “La maggior parte della popolazione non possiede un computer. Abbiamo 3 milioni di visite al mese, ma solo una dozzina di contributor per questa ragione”. P. Will scopre molte cose guardando i dati di chi accede alle pagine cambogiane di Wikipedia. “Vedo quanti anni hanno e cosa leggono. I cambogiani sono interessati alla loro storia, ai loro politici. Tutti usano il cellulare, ma nelle scuole non ci sono aule informatiche”. Ci sono le sfide date dalla pandemia, come l’alto tasso di abbandono scolastico, e il timore che si verifichi una stretta del governo. “Durante il regime comunista dei Khmer rossi le scuole sono rimaste chiuse per quattro anni. La gente ha paura che possa succedere lo stesso o che il governo non dica la verità sul numero di morti per il Covid-19”.

E infine ci sono le sfide economiche. Siccome il governo cambogiano richiede almeno due settimane di quarantena all’arrivo, non ci sono più turisti. “Tutti quelli che lavoravano nel settore sono rimasti senza lavoro, e sono tantissimi. Le aziende stanno lasciando a casa i dipendenti per necessità”. Ma ci sono anche segnali di speranza. “I grandi eventi sono banditi, ma stiamo continuando a fare messa. Nella mia parrocchia ho 20 persone, è praticamente una casa in Cambogia! Ma non ci sono mai stati così tanti cristiani nel Paese, e in tutte le province. È un momento unico per la Chiesa. Ci rendiamo conto di vivere una situazione privilegiata”.

Fonte : Asia