Dai princìpi all’azione concreta: inclusione e Roma Semplice

I provvedimenti principali attuati durante il mio assessorato erano inseriti nell’ambito delle Linee programmatiche e in particolare delle 4 aree di intervento dell’Assessorato Roma Semplice:

  1. open government
  2. competenze digitali
  3. agenda digitale (servizi digitali, semplificazione dei processi, connettività)
  4. smart city

Saranno 5 i post su questo macro argomento, uno per ogni area di intervento:

  1. inclusione
  2. trasparenza
  3. trasformazione digitale aperta e universale
  4. partecipazione e ascolto
  5. pari opportunità
     

Inclusione
La prima delibera, dopo neanche un mese dall’insediamento, relativa all’istituzione dei Punti Roma Facile (PRoF), è quella di cui vado più fiera perché semplificazione, partecipazione, trasparenza, smart city, sono obiettivi possibili da raggiungere solo se al contempo ci si occupa della cultura digitale dei cittadini e dell’inclusione digitale. La Rete dei PRoF oggi conta più di 20 sedi attive in tutti i Municipi, situate all’interno di uffici municipali, biblioteche, centri associativi. Lo scopo della Rete, animata da dipendenti capitolini e giovani del Servizio Civile Nazionale, è quello di contrastare il divario digitale, diffondere l’uso dei servizi online, facilitare i cittadini nell’ambito dei processi partecipativi digitali favoriti dal nuovo sito e previsti dal nuovo Statuto di Roma Capitale. Grazie anche alla collaborazione con l’Istituzione Biblioteche di Roma e ai progetti formativi posti in essere con l’Assessorato alla Persona e la Fondazione Mondo Digitale sono stati inaugurati alcuni PRoF all’interno di biblioteche e centri anziani, oltre che in scuole e spazi privati.

L’iniziativa conta inoltre sul supporto di formatori messi a disposizione da associazioni, istituzioni e università, che con il loro contributo rendono possibile la “Scuola Diffusa per la Partecipazione e la Cittadinanza digitale”, il cui scopo è organizzare presso i PRoF, seminari, corsi e workshop per la promozione della cultura e delle competenze digitali. Nel 2017 e nel 2018 abbiamo organizzato diverse iniziative in questo senso, come quelle legate alle collaborazioni con il Progetto Scuole Sicure della Questura di Roma e il progetto “Road to Grand Tour”, realizzato insieme con Google Arts & Culture, Outdoor Festival e l’Assessorato alla Crescita Culturale, che ha coinvolto, nell’ambito del “Google Grand Tour”, centinaia di studenti in un’esperienza unica di sperimentazione delle tecnologie più innovative al servizio dell’Arte e del Paesaggio.

Mi piace ricordare che l’iniziativa dei PRoF si è guadagnata una Menzione speciale a dicembre 2017 dall’Osservatorio Agenda Digitale del Politecnico di Milano (premio Agenda Digitale, categoria “Agende Digitali degli Enti Locali”) ed è stata premiata a ForumPA (premio “PA sostenibile, 100 progetti per raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 2030”).

Il 20 Settembre 2019, 3 giorni prima della mia dipartita da Roma Capitale, scrivevo insieme con Giuseppe Iacono, ora coordinatore del progetto Repubblica Digitale presso il Dipartimento per la Trasformazione Digitale presso la Presidenza del Consiglio, un articolo in cui definivamo obiettivi e confini della Scuola diffusa. “Con l’avviso pubblico aperto a soggetti pubblici e privati interessati ad aderire all’iniziativa promossa da Roma Capitale della Scuola diffusa per la partecipazione e la cittadinanza digitale e dei PRoF (una sorta di chiamata all’azione su un tema fondamentale e trasversale) si completa il quadro delle linee di intervento poste in essere per realizzare il modello per le competenze digitali della cittadinanza sul territorio romano.

L’ambizione è che questo modello possa essere di riferimento alle amministrazioni locali per affrontare il tema dell’analfabetismo digitale e dello sviluppo della cultura digitale nei territori. La convinzione è che solo un programma capillare e organico possa consentire all’Italia di recuperare, nei confronti degli altri Paesi europei, l’attuale divario che si concretizza con il 56% di popolazione italiana con competenze digitali inferiori a quelle di base, il 19% che afferma di non aver mai navigato in Internet, il 90% delle Pmi che non utilizzano la vendita online, il 63% della popolazione utente di Internet che non utilizza i servizi digitali pubblici pur avendone l’esigenza.

Un programma di questa portata deve essere sostenuto e indirizzato da una strategia nazionale, come più volte suggerito dalla commissione europea e dall’Ocse nei loro rapporti, ma è anche vero che la costruzione dal basso, dai territori, di un modello d’intervento può essere il percorso più efficace e rapido per cogliere i primi, concreti risultati, mobilitare velocemente le energie già presenti e rendere evidente il compito che deve svolgere l’amministrazione centrale in base a casi concreti, esperienze visibili. È proprio sul territorio che si può realizzare concretamente l’integrazione e il raccordo delle iniziative delle istituzioni e dei vari soggetti pubblici e privati.

Diventa così esempio di questo approccio la macro-azione dedicata alle competenze digitali inserita nel quarto piano nazionale per l’open government, in cui si inserisce l’impegno di Roma Capitale con l’iniziativa dei Punti Roma Facile e della Scuola Diffusa, con un coordinamento a cura di AgID”.

E così è stato, la ex ministra Pisano ha adottato soluzioni analoghe a quanto proposto per la scuola diffusa, in particolare con il progetto Repubblica Digitale e, con un accordo con l’ex ministro Spadafora, ha promosso il Servizio Civile Digitale analogamente a quanto progettato e attuato nei PRoF. Un dato per capire l’importanza dei PRoF è il numero di accessi mensili che sono stimati in circa 2mila.

Nell’ambito dell’inclusione digitale abbiamo attivato, tra le azioni prioritarie di Roma Semplice incluse nell’Agenda Digitale di Roma Capitale 2016-2021, il progetto Casa digitale del cittadino, coerente con la Strategia pluriennale 2016-2018 di sviluppo e di razionalizzazione delle risorse ICT di Roma Capitale, nel cui contesto è prevista la realizzazione di piattaforme abilitanti lo sviluppo e l’erogazione dei servizi, concepite in una logica trasversale e citizen driven.

I cittadini sono gli utenti finali per cui la Casa Digitale viene costruita. Il progetto s’inquadra anche nel più ampio programma nazionale Italia Login – La casa del cittadino (incluso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri nella Strategia Nazionale per la Crescita Digitale 2014-2020). L’obiettivo dell’iniziativa nazionale è facilitare l’utilizzo dei servizi digitali pubblici definendo i requisiti per la realizzazione dei siti della PA e disegnare una modalità di interazione basata sull’accessibilità attraverso il Servizio Pubblico d’Identità Digitale (Spid), e sull’Anagrafe nazionale della Popolazione residente (Anpr), con l’abilitazione della profilazione e la realizzazione di un sistema di notifiche a cittadini e imprese.

In questa stessa direzione, la Casa Digitale intende (in coerenza con le progettualità avviate e coordinate dall’AgID e fondandosi e integrandosi con le infrastrutture immateriali Spid, Anpr e PagoPA) soddisfare il fabbisogno dei cittadini di una PA più vicina, semplice e aperta alle loro esigenze. In coerenza con il programma nazionale, l’iniziativa facilita gli accessi ai servizi delle altre PA, attraverso le Api (Application Programming Interface) rese disponibili dalla PA, con un’estensione progressiva a tutti i principali Service Provider in una logica di configurabilità personalizzata della Casa Digitale.

Oltre a divenire l’interfaccia unica di accesso profilato ai servizi online attualmente già esistenti e disponibili, l’istituzione della Casa Digitale diverrà il vettore attraverso cui saranno resi fruibili anche servizi già in corso di sviluppo o che saranno rilasciati in futuro come oggetto di progetti distinti, come ad esempio lo Sportello Unico del Contribuente. Si prevede inoltre la possibilità di integrare anche ulteriori servizi sviluppati dalle aziende partecipate di Roma Capitale. La Casa Digitale si presta per ospitare anche collegamenti diretti a nuovi ambienti in via di definizione, come il Portale della Partecipazione e lo Sportello virtuale URP.

Anche la ristrutturazione del sito di Roma Capitale è stato un intervento a favore dell’inclusione digitale. Infatti è stato ristrutturato in una logica centrata sul cittadino, con progettazione condivisa e partecipata ma soprattutto i servizi digitali sono stati resi più facili da utilizzare.

Basandoci su un lavoro che ha coinvolto l’Amministrazione e i cittadini, che hanno preso parte attivamente a due consultazioni online inviando più di 4.500 contributi, abbiamo ridotto da 9 a 3 il numero medio di click per trovare l’informazione richiesta e siamo passati da un vecchio sito disomogeneo, formato da 39 siti indipendenti basati sull’organizzazione delle strutture Capitoline, a un nuovo sito che ha messo in comune tutte le informazioni e i servizi dell’Amministrazione, all’interno di uno spazio unico, articolato in 18 Aree Tematiche. E soprattutto siamo passati da un sito amministrativo-centrico, a un sito che mette al centro il cittadino e le sue esigenze, con servizi e modulistica uniformi.

È stata creata la nuova area Partecipa (non prevista nella gara aggiudicata dalla precedente consiliatura) supportata anche dal nuovo Statuto di Roma Capitale; nel nuovo sito i contatti degli uffici sono in evidenza così come la possibilità di segnalare disservizi e problemi: in ogni pagina si trovava il pulsante “Segnala” (Sistema Unico di Segnalazione) col quale si potevano inviare suggerimenti, segnalazioni o reclami riguardo le attività degli uffici Capitolini, con riferimento anche a Polizia Locale di Roma Capitale, Agenzie e Aziende collegate. Il pulsante segnala è stato di recente sostituito da “Casa digitale del cittadino” cui si accede con SPID.

Il vecchio sito era utilizzabile in maniera efficace solo da computer, mentre nel nuovo sito le pagine sono responsive (adattabili a tutti i dispositivi indipendentemente dalla loro dimensione); il nuovo sito ha favorito anche la conoscenza del territorio con mappe aggiornate e interrogabili per acquisire informazioni utili sui servizi e allo stesso tempo, attraverso “i filtri a faccette”, per consentire al cittadino di scegliere che cosa visualizzare sulla base dei propri interessi.

Parlando di competenze digitali si dovevano anche attivare interventi interni all’Amministrazione, non solo per quanto riguarda la formazione ma anche per valorizzare le competenze esistenti. A dicembre 2017 abbiamo a tal fine approvato una memoria di Giunta per istituire la Comunità degli Innovatori all’interno dell’Amministrazione Capitolina. L’iniziativa si colloca nel quadro dell’Agenda digitale di Roma Capitale, ed è finalizzata a sostenere il cambiamento della macchina amministrativa attraverso la valorizzazione delle competenze e delle esperienze dei dipendenti del Campidoglio. L’innovazione digitale e la semplificazione passano infatti anche attraverso un impegno finalizzato al miglioramento della performance che coinvolga lavoratori e organizzazioni sindacali.

Fonte : Repubblica