La svolta sexy di Bassetti: da virologo a testimonial di una nota sartoria

Redazione 04 agosto 2021 17:42

La notorietà, arrivata con la pandemia, non dispiace a Matteo Bassetti, che già diversi mesi fa aveva ammesso: “La telecamera è una droga. Mi piace piacere, che c’è di male? Ho 50 anni, professore e direttore, ora anche la notorietà. Perché dovrei vergognarmene?”. E così, la sfrutta. 

Il virologo – direttore della Scuola di Specializzazione in Malattie infettive dell’Università di Genova e, nell’ultimo anno, prezzemolino televisivo – è il nuovo volto della Sartoria Litrico. “Una sfida, la nostra, nata un po’ per gioco – ha spiegato Luca Litrico, erede e direttore creativo della sartoria omonima, nata nel 1951 – Da tempo pensavamo ad un medico illustre come immagine del brand, come era accaduto, in passato, con nostro zio Angelo e il professor Barnard. Matteo Bassetti ci ha convinti sin dall’inizio e c’è stata subito, tra di noi, una straordinaria empatia. Il suo essere spesso in tv in giacca e cravatta è in fondo una forma di rispetto nei confronti di chi lo ascolta”.

“Una persona carismatica”

Un cambio di immagine e di look fatto su misura: “Matteo Bassetti è una persona carismatica, estremamente educata e riservata, di grande gusto, ama l’arte, ricerca il bello anche nella vita privata, un lusso sofisticato, di qualità” aggiunge Litrico, che continua: “E poi è un professionista serio, uno scienziato, ma anche un uomo sportivo, che ama la vita all’aria aperta, con un corpo atletico, prestante. Si allena tutti i giorni per un’ora e mezza, fa ginnastica a corpo libero, jogging. Un messaggio importante che vogliamo trasmettere ai nostri clienti e che il professor Bassetti incarna alla perfezione”.

Testimonial sì, modello no

Perfetto come nuovo volto, ma a ognuno il proprio mestiere. Su questo la nota sartoria non ha dubbi. Vedrebbe sfilare in passerella il professor Bassetti? “No. Lo vedrei piuttosto in prima fila, nel parterre dei nostri défilé, tra gli ospiti più illustri. Però mi piacerebbe dedicargli una collezione. Chissà, magari prestissimo”.

Fonte : Today