INTERVISTA | Presidente Botteghe storiche nella lista per Gualtieri: “Roma deve diventare Capitale europea”

Prende forma la lista civica a sostegno di Roberto Gualtieri.  E’ “l’unica puramente civica” perchè, come ha specificato il suo coordinatore Alessandro Onorato, punterà unicamente su professionisti, accademici, sportivi. Persone prese dalla società civile, come il fondatore delle Botteghe storiche di Roma Giulio Anticoli.

Anticoli, lei è alla prima esperienza politica. Scenderà in campo a sostegno di Roberto Gualtieri. Quando era ministro, però, lo aveva contestato…

Sì è vero, lo avevo contestato perché i Dpcm andavano a gravare troppo su una sola parte del tessuto produttivo. Al contrario io ritenevo che quello dovesse essere il motore per la ripresa economica dell’Italia. Lo scrissi in un documento che poi è stato letto anche dal premier Conte, durante una conferenza stampa.

Ed allora cosa l’ha spinta a scendere in campo proprio a sostegno di Gualtieri?

Ho apprezzato la sua forza persuasiva. Mi ha spiegato che non era alla ricerca di persone necessariamente allineate, perchè voleva anche candidati con cui confrontarsi per costruire un progetto sulla città. L’ho trovato un approccio intelligente, costruttivo, e sarebbe stato sciocco rifiutare.

E quindi ha deciso di accettare una candidatura nella lista civica che coordina il consigliere Onorato. Già lo conosceva?

Sì, ci siamo conosciuti durante il suo primo mandato ed in particolare in occasione della battaglia che, con le Botteghe storiche, abbiamo fatto  per salvare il Caffè della Pace, sfrattato dalla sua sede tradizionale senza possibilità d’appello. Devo dire che Onorato, con la lista Marchini, è stato sempre a fianco delle iniziative che abbiamo promosso per sostenere le attività commerciali di prossimità.

Ha citato le Botteghe storiche di Roma. Quante sono e che storia ha questa associazione?

L’ho fondata io nel 2010, che sono titolare di un’attività commerciale aperta da mio padre nel 1955. Inizialmente erano 15 botteghe oggi sono 110 quelle associate. Da quell’esperienza è nata Roma Produttiva, un’associazione più grande che mette insieme varie realtà da via Margutta all’associazione La Rotonda, fino a quella di piazza Anco Marzio ad Ostia.

Dal commercio alla politica, è un grande passo. Dicevamo che è la prima volta che si candida per una carica istituzionale. Cosa la spinge a farlo?

Ho sempre allontanato la politica perchè l’ho sempre sentita come una narrazione, un racconto lontano dai fatti. Questa volta però ho la percezione che non sia così anche perchè è diventato ormai necessario compiere un cambio di passo significativo. La prossima giunta dovrà essere infatti quella della svolta, che consentirà a Roma di diventare la porta sull’Europa, la capitale anche sul piano economico, un ruolo che finora è stato delegato a Milano. Roma deve essere una capitale europea, una città in cui organizzare fiere, congressi. Non abbiamo più bisogno di amministratori che festeggino interventi di manutenzione ordinaria, bisogna fare di più.

Come si raggiunge l’obiettivo di trasformare Roma in questo modo?

Bisogna lavorare sull’attrattività di questa città, ad esempio spingendo proprio sull’aspetto congressuale. Un congressista che viene a Roma, in due o tre giorni lascia nella Capitale 1500 euro. E quello è tutto ossigeno per chi vi lavora. Ma per farlo serve avere una visione di città, renderla attraente, investire nelle sue prerogative. Penso ad esempio alla sua ricchezza archeologica, che potrebbe essere messa a disposizione per organizzare eventi. Immagino una sfilata di moda realizzata in un contesto archeologico, sarebbe impossibile riuscire a competervi.  A Milano la fanno in via Tortona, una strada di condomini. Ma lì c’è un’amministrazione che, negli anni, ha saputo muoversi.

A proposito di amministrazione, cosa imputa a quella pentastellata che è al governo della città? Quali sono le maggiori criticità?

Non è mio costume criticare la controparte politica, la ritengo anzi un’abitudine un po’ meschina, quella di puntare l’indice per ciò che non è stato fatto. Non che non ci siano cose da dire, beninteso, ma preferisco per attitudine mentale dedicare le energie a cercare di fare delle cose, invece che a criticare.

 

Fonte : Roma Today