I gatti indimenticabili dei cartoni animati

A un passo dalla Giornata internazionale del gatto, che si celebra l’8 agosto, ecco la nostra classifica dei felini degli anime, i più buffi e memorabili dagli anni ’80 in poi

Infestano Internet, spopolano su Instagram, sono i signori dei meme, hanno già conquistato Tiktok e, ovviamente si meritano una Giornata internazionale che si celebra l’8 agosto. Ma ben prima della rete, i gatti la fanno da padroni anche al cinema e in tv: principi degli horror, compagni dei viaggiatori dello spazio, mascotte fantastiche, protagonisti di buffe avventure e silenziosi giudici che criticano serafici e inesorabili le debolezze dei loro conoscenti umani irrimediabilmente inferiori. Qui trovate in particolare i felini degli anime, i più memorabili, s’intende.

1. Gatto Giuliano – Kiss Me Licia

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Il micio di uno dei cartoni più popolari di sempre in Italia (tanto da meritarsi uno spin-off nostrano, la zuccherosissima sitcom con Cristina D’Avena), si chiama Giuliano – questo il suo nome anche in originale – ed è tigrato, voluminoso, dal passato triste di randagio, adottato da Andrea, il fratellino dell’idol Mirko. È anche mortalmente pigro, diffidente, criticone (nella versione italiana parla e con la sua buffissima voce commenta sarcasticamente le azioni degli umani), estremamente goloso. Si nutre di polpette (gli okonomiyaki del burbero umano Marrabbio) e disdegna tutte le rappresentanti del sesso femminile. Giuliano è uno dei responsabili dell’adozione di centinaia di gatti rossi tutti battezzati con il suo nome dai bambini degli anni ’80.

2. Gattobus – Il mio vicino Totoro

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Il gattobus (nekobus) è il mezzo di trasporto dei sogni: in quello che è senza ombra di dubbio il film di animazione per bambini più bello della Storia del cinema, il maestro Miyazaki immagina una corriera magica in grado di condurre i più piccoli ovunque vogliano. Il gattobus è un gigantesco felino arancione a forma di bus, appunto: soffice, ospitale e munito di dodici zampe, ha il sorriso imperturbabile e un po’ sinistro dello Stregatto di Alice nel paese delle meraviglie e il potere meraviglioso di correre silenziosamente nella notte con grazia e velocità senza essere visto (quasi) da nessuno, per poi ricomparire nel momento del bisogno, come accade a Satsuki e Mei, le bimbe con la mamma malata che fanno amicizia con il rotondeggiante e bonario spirito della foresta Totoro.

3. Micia – Hello Spank

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Antesignana dei numerosissimi felini che invadono i cartoni dagli anni ’80 in poi, Micia è un personaggio secondario di Hello Spank, il cartone più tenero e strappalacrime di sempre dopo Dolce Remi. Si tratta di una gattina aristocratica: di razza siamese, appartiene alla studentessa snob Serino e di conseguenza mantiene un atteggiamento simile, lezioso ma anche un po’ sprezzante nei confronti degli altri animali domestici di estrazione sociale e pedigree inferiori. Nonostante i suoi modi sofisticati e sdegnosi, è in realtà di buon cuore, ma come tutti i felini non ama mostrarsi troppo affettuosa, specialmente con Spank, l’impacciato cagnolino frignone follemente innamorato di lei.

4. Kuroneko – Trigun

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Primo gatto photobomber della Storia. Questa micia nera dagli enormi occhi verdi è la presenza enigmatica e costante del cartone (e del manga) fantascientifico di Yasuhiro Nightow. Inventata dal mangaka per scaricarsi disegnando qualcosa di facile (provateci, non dovete neanche staccare la matita dal foglio), Kuroneko compare in quasi tutti gli episodi spuntando dal nulla e piazzandosi nelle inquadrature nei momenti più disparati. La sua esistenza è fondamentalmente motivata dal dare sollievo comico grazie all’aspetto stilizzato e longilineo e alle espressioni bizzarre, però potrebbe anche nascondere una natura soprannaturale, considerato l’incredibile sfortuna che porta al protagonista, il quasi-immortale Vash.

5. Kirara – Inuyasha

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Nata sulle pagine del manga Inuyasha alla fine degli anni ’90, Kirara è il demone–gatto (un nekomata, ovvero uno yokai – una creatura soprannaturale della mitologia nipponica – a forma di felino a due code) che accompagna la sterminatrice di demoni Sango nelle sue avventure. Ha l’aspetto kawaii, tenero e accattivante delle migliori mascotte dei cartoni animati, almeno finché non si tramuta nella sua seconda forma, quella di gigantesco e zannuto felino in grado di combattere ferocemente.

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Per il resto si comporta come un gatto qualsiasi, anche nel suo non andare particolarmente d’accordo con il protagonista Inuyasha, mezzo-demone cane. Kirara non parla come altri mici dei cartoni, ma produce versetti deliziosi che la rendono ancora più adorabile.

Fonte : Wired