A Teacher e le altre miniserie che trattano storie controverse e disturbanti

Disponibile da oggi, 30 luglio, nella sezione Star di Disney+, la produzione ispirata all’omonimo film di Hannah Fidell fa discutere. Così come Dr. Death, The Act, Unbelievable ed Escape at Dannemora

Ognuno di noi si rivolge alle serie con un obiettivo diverso: c’è chi vuole divertirsi, chi evadere in mondi fantastici, chi riflettere… E c’è anche chi spera di essere colpito nel profondo. Molti dei titoli più recenti, che raccontano gli angoli oscuri e infimi della realtà, lasciano lo spettatore in una situazione di disagio che può essere catartica. Da eclatanti casi di cronaca a fenomeni che impongono un giudizio morale complesso, ecco alcuni titoli che vi consigliamo se volete farvi trasportare in territori emotivi stimolanti (anche se non sempre edificanti):

1. A Teacher

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Debutta oggi, 30 luglionella sezione Star di Disney+ la miniserie A Teacher, creata da Hannah Fidell a partire dal suo film dallo stesso titolo realizzato nel 2013. I 10 episodi raccontano la vicenda di Claire Wilson, nuova insegnante di inglese in un liceo di Austin, Texas, la quale inizia una relazione sessuale con un suo studente di 17 anni. Il rapporto ambiguo e pericoloso si trasforma ben presto in un’ossessione che i due non riescono a controllare e che impatta anche sulle vite di un’intera comunità con conseguenze drammatiche. Degna di nota è l’interpretazione dei due protagonisti, Kate Mara (House of Cards, Pose) e Nick Robinson (Tuo, Simon), che mettono in scena personaggi tormentati, sfumati e non facilmente giudicabili.

2. Dr. Death

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Non è ancora arrivata (il 12 settembre su StarzPlay) e sta già facendo scalpore. Tratta dal podcast omonimo che racconta una storia vera, la miniserie Dr. Death vede il ritorno sul piccolo schermo di Joshua Jackson (Dawson’s Creek, Fringe, The Affair), questa volta nei panni di Christopher Duntsch, neurochirurgo che nei primi 2000 è stato accusato e poi condannato per aver volontariamente causato gravi danni ad almeno 33 pazienti negli ospedali nella zona di Dallas in cui ha lavorato. Mosso da un narcisismo malato e da ossessioni mentali senza controllo, il medico riesce a sfuggire per qualche tempo ai sospetti di colleghi e famigliari dei pazienti, fino all’inevitabile epilogo. In questa produzione a stargli alle calcagna sono due colleghi, Randall Kirby e Robert Henderson, interpretati rispettivamente da Christian Slater e Alec Baldwin.

3. The Act

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Sempre su StarzPlay è disponibile un’altra miniserie tratta da una storia vera raccapricciante: la giovane Gypsy Blanchard (Joey King) cresce sulla sedia a rotelle convinta di avere una malattia incurabile, accudita al limite dell’ossessione dalla madre Dee Dee Blanchard (una straordinaria Patricia Arquette, che ha vinto l’Emmy per questa interpretazione); si scopre, però, che la donna ha finto che la figlia fosse inferma per attirare l’attenzione su di sé e questo porta Gypsy a commissionare l’omicidio della mamma. Gli otto episodi conducono lo spettatore in un labirinto mentale malato e al contempo straordinariamente magnetico, in cui si sfiorano universi impensabili, come quello della sindrome di Münchhausen per procura, un disturbo che spinge le persone a inventare o aggravare le malattie delle persone che devono accudire per appagare il proprio bisogno di attenzioni.

4. Unbelievable

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La cronaca del nostro paese (e non solo) è stracolma di casi in cui le donne vittime di violenza non vengono credute. La miniserie su Netflix Unbelievable, tratta da un’inchiesta giornalistica del 2016 che ha vinto il premio Pulitzer, parla proprio di questo e lo fa in modo franco, diretto, a volte persino sfrontato. Le otto puntate ricostruiscono la vicenda di Marie (Kaitlyn Dever), un’adolescente che, dopo aver denunciato di aver subito una violenza sessuale nella sua camera, finisce per essere denunciata lei stessa per falsa testimonianza, dato che nessuno sembra crederle. Quando due detective, Grace Rasmussen (Toni Colette) e Karen Duvall (Merritt Wever), riscontrano inquietanti coincidenze in altri casi di stupro, la aiutano finalmente a ristabilire la verità e riprendersi la propria vita. In questa produzione è inquietante anche la rappresentazione realistica dello scetticismo incontrato da molte, troppe, donne vittime di violenza.

5. Escape at Dannemora

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Ecco un’altra miniserie che ricostruisce fatti realmente accaduti: Escape at Dannemora è una produzione Showtime (da noi disponibile su Sky On Demand e Now) diretta da Ben Stiller, noto per ruoli e lavori decisamente più leggeri. Qui dimostra di avere una mano fermissima e il piglio giusto per rappresentare l’evasione rocambolesca dal carcere di Clinton, nello stato di New York, avvenuta nel 2015. Due detenuti per omicidio, Richard Matt (Benicio del Toro) e David Sweat (Paul Dano), seducono una dipendente del penitenziario, Tilly Mitchell (un’altra interpretazione esemplare di Patricia Arquette), affinché li aiuti a fuggire. Segue una caccia all’uomo senza precedenti e dalle conseguenze drammatiche che mette in scacco le forze dell’ordine. Oltre all’azione di altissimo livello, la serie riesce bene al rappresentare i meccanismi psicologici stranianti e perversi che possono abitare certi luoghi.

Fonte : Wired