La prima immagine della nuova regina Elisabetta di The Crown

Imelda Staunton, l’insopportabile Dolores Umbridge dei film di Harry Potter, darà il volto alla sovrana inglese negli anni della tarda maturità, caratterizzati da scandali e grandi scossoni politici, al centro della quinta stagione della serie Netflix

Qualcuno la ricorderà per Il segreto di Vera Drake, anche se il grande pubblico la conosce soprattutto come l’insopportabile Dolores Umbridge dei film di Harry Potter. Ora l’attrice inglese Imelda Staunton è pronta per un’altra parte difficile e ambiziosa: erediterà il testimone da Olivia Colman nella serie Netflix The Crown. Sarà, dunque, la regina Elisabetta II. Le riprese della quinta stagione sono iniziate proprio in questi giorni e per l’occasione la piattaforma di streaming ha diffuso la prima immagine ufficiale di Staunton nei panni regali.

Dopo che Claire Foy ha dato il volto alla monarca agli inizi del suo regno e Olivia Colman l’ha accompagnata negli anni ’70 e ’80, alla nuova interprete tocca adesso affrontare il periodo della tarda maturità della regina, che comprende alcuni dei momenti più dolorosi della sua vita (fra cui il celebre annus horribilis, il 1992). In effetti dai ’90 in poi la Corona britannica è attraversata da scandali privati, diversi eventi infausti come l’incendio al castello di Windsor, la tragica morte di Lady Diana e gli scossoni politici (tra i quali la perdita definitiva dell’impero e l’adesione alla Comunità europea).

Accanto a Imelda Staunton, nel cast della quinta stagione di The Crown figurano: Jonathan Pryce (Game of Thrones, I due papi) nei panni del principe Filippo, recentemente scomparso; Lesley Manville (Il filo nascosto) ed Elizabeth Debicki (Tenet), ovvero la principessa Margaret e Lady Diana; Dominic West (The Wire, The Affair) è il nuovo principe Carlo e Johnny Lee Miller (Elementary) l’ex premier John Major. Gli episodi – ripetiamo – sono attualmente in lavorazione dopo mesi di ritardi dovuti al Covid e dovrebbero debuttare nel corso del 2022.

Fonte : Wired