È morto Roberto Calasso, l’editore di Adelphi

Dal 1971 alla guida della prestigiosa casa editrice Adelphi, lo scrittore e intellettuale si è distinto per le sue complesse traduzioni ma anche per le opere in cui fondeva letteratura, arte, filosofia e politica

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(Foto: Stefania D’Alessandro/Getty Images)

Roberto Calasso è morto all’età di 80 anni, dopo una lunga malattia. È stato uno dei più grandi scrittori e intellettuali italiani nella seconda metà del Novecento e dal 1971 guidava la prestigiosa casa editrice Adelphi. Nel corso della sua attività ha tradotto Ecce homo di Friedrich Nietzsche e gli Aforismi di Zürau di Franz Kafka, ha scritto numerosi saggi narrativi che intrecciano letteratura, mitologia, arte, filosofia e riflessione politica: Le nozze di Cadmo e Arianna (viaggio indefinibile e indecifrabili fra aneddoti mitici e qualità umanissime), La letteratura e gli dei (otto lezioni tenute a Oxford sulla letteratura assoluta), Il rosa Tiepolo, La Folie Baudelaire e molti altri. Proprio oggi, 29 luglio, arrivano in libreria le sue ultime opere, Bobi, dedicato alla memoria di Roberto Bazlen, uno dei fondatori della casa editrice, e Memè Scianca, storia nostalgica di un padre che racconta la propria infanzia ai figli.

Roberto Calasso partecipa anche alla nascita di Adelphi – fondata nel 1962 da Luciano Foà e Roberto Olivetti – insieme ad altri giovani intellettuali, come appunto Bazlen, Sergio Solmi, Franco Volpi e Giuseppe Pontiggia. L’obiettivo è fin da subito ambizioso: curare tutta l’opera di Nietzsche (“In Italia dominava ancora una cultura dove l’epiteto irrazionale implicava la più severa condanna. E capostipite di ogni irrazionale non poteva che essere Nietzsche”, spiegava lo stesso Calasso) e inaugurare una collana di classici impostata sulla novità e sulla curatela più attenta. Insomma, si vuole pubblicare “libri unici”: “Libro unico è quello dove subito si riconosce che all’autore è accaduto qualcosa e quel qualcosa ha finito per depositarsi in uno scritto”, spiegava ne L’impronta dell’editore.

Nato il 30 maggio 1941 a Firenze dal giurista Francesco Calasso e da Melisenda Codignola, fratello del regista Gian Pietro, studia letteratura a Roma laurendosi con il grande critico Mario Paz e avventurandosi, appena ventunenne, nell’impresa adelphiana che coinciderà con la sua stessa vita: dal 1990 ne è consigliere delegato, dal 1999 presidente, nel 2006 dopo una parentesi in Rcs e prima della fusione di quest’ultima con Mondadori ne riacquista la maggioranza. Il suo lavoro di editore è stato sempre improntato al rigore e alla curiosità, che si riflettono nelle copertine iconiche, in un catalogo variegato e serissimo, nello status symbol che i volumi Adelphi rappresentano: “Un buon editore è quello che pubblica circa un decimo dei libri che vorrebbe e forse dovrebbe pubblicare”, ha dichiarato.

Fonte : Wired