Scuola, Giannelli a Sky TG24: obiettivo vaccinare 60% studenti 12-19 anni

“Noi aderiamo alle richieste del Cts, che nel parere del 12 luglio ha chiaramente affermato di cercare di perseguire l’obiettivo del 60% degli studenti vaccinati tra i 12 e i 19 anni, perché questo servirà a gestire al meglio la situazione”. Lo ha dichiarato il presidente dell’Associazione Nazionale Presidi Antonello Giannelli, in un’intervista a “Timeline”, su Sky TG24. “La mia idea – ha aggiunto – è proprio che si arrivi a questa percentuale minima. Poi parlare di obbligo per i minori è chiaramente inopportuno, perché comunque si sta parlando di una fascia d’età del tutto differente: sono utenti di un servizio, e c’è un diritto costituzionale all’istruzione. Il punto è che bisogna incentivare al massimo la vaccinazione contro il Covid-19: secondo me è un obiettivo difficile da perseguire ma non impossibile”.   
“Alla fine, se facciamo i conti, abbiamo circa 4 milioni di ragazzi tra i 12 e i 19 anni, di cui il 60% è 2,4 milioni, e se ci limitiamo solo alle scuole superiori, che sono quelle  che presentano i maggiori problemi di  distanziamento, scendiamo a 2 milioni: sono numeri importanti ma certamente non impossibili  per la nostra macchina vaccinale che si è dimostrata rodata e abbastanza efficiente, almeno negli ultimi tempi”, ha precisato Giannelli. (VACCINO COVID: DATI E GRAFICI SULLE SOMMINISTRAZIONI IN ITALIA, REGIONE PER REGIONE)

Giannelli: “Obiettivo di tutti è scuola in presenza”

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Sempre sul tema della scuola, il presidente della Associazione Nazionale Presidi ha spiegato: “L’incontro di ieri con il Ministro Bianchi è andato sostanzialmente bene, però va detto che era interlocutorio”. “Non sono uscite decisioni particolari, sono state sentite tutte le organizzazioni sindacali, e ognuno ha esposto le proprie idee e visioni. Dopodiché il Ministro presenterà domani, in conferenza Stato-Regioni, il piano scuola per il prossimo anno scolastico e ci risentiremo a breve per capire anche che cosa è stato deciso in conferenza Stato-Regioni”, ha aggiunto, per poi ribadire che “l’obiettivo di tutti deve essere quello del ritorno, della frequenza in presenza”. “Lo stiamo dicendo, ne siamo tutti apparentemente convinti. Il problema è passare dalle parole ai fatti, perché evidentemente la politica ha difficoltà a prendere delle decisioni come quella, ad esempio, dell’obbligo di vaccinazione per tutto il personale scolastico. Questione che, ribadisco, tratterei come per tutti i servizi pubblici: per me non ci può essere differenza tra servizio sanitario, servizio scolastico ed altri tipi di servizi pubblici. I dipendenti devono essere vaccinati, e poi se non lo faranno non ci saranno conseguenze disastrose ma queste persone non dovranno avere contatto con gli utenti. Tutto qui”, ha precisato Giannelli. Quanto alle 220mila persone del personale scolastico che risultano ancora non vaccinate, secondo il presidente della Associazione Nazionale Presidi si tratta di un numero “piuttosto sovrastimato”. “A partire da una certa data non si è più proceduti alla vaccinazione per categorie ma per fasce d’età, per cui molti docenti si sono vaccinati senza più dire di essere docenti. Faccio l’esempio di un’amica che si è vaccinata la settimana scorsa: nessuno le ha chiesto nulla e non è stata depennata da quel numero. Quindi come si fa a dire che stiamo andando a 50 vaccinazioni al giorno? Sono un po’ scettico”, ha precisato.
 

“Trasporti? In un anno e mezzo non si è riusciti a renderli più efficienti”  

Nel corso del suo intervento, Giannelli si è poi espresso sul tema dei trasporti. “Abbiamo constatato, in questo anno e mezzo, sostanzialmente una impossibilità di riuscire a rendere più efficiente la macchina dei trasporti”. “Ce la presentano tutti come talmente complessa, intricata, da gestire e cambiare nelle sue procedure di funzionamento che non si è riusciti in un anno e mezzo a comprare più mezzi e ad assumere più autisti. Tralascio ogni giudizio, però è sicuramente uno dei punti più critici di tutta questa vicenda. Il Ministro Bianchi ci ha garantito di essersi impegnato presso il ministero dei Trasporti, e credo sia un problema che debbano risolvere altri. Ognuno deve occuparsi della sua attività”, ha concluso il presidente della Associazione Nazionale Presidi.

Fonte : Sky Tg24