Mosca vuole un paradiso fiscale alle isole Curili

Putin punta a stimolare gli investimenti nelle aree remote dell’estremo oriente russo. Le proteste di Tokyo, che rivendica l’arcipelago. Il Cremlino: si tratta di territori russi. Decenni di trattative non hanno portato ad alcun accordo tra le due parti.

Mosca (AsiaNews) – Il Cremlino vuole trasformare le Curili in un paradiso fiscale. Lo ha dichiarato il premier Mikhail Mišustin, che il 25 luglio ha visitato Iturup, una delle isole amministrate dalla Russia, ma contese dal Giappone.

Secondo Mišustin, “questo è un progetto senza precedenti, di cui discuterò con Vladimir Vladimirovič [Putin] per vedere che cosa si può fare”. Il 23 luglio lo stesso presidente russo aveva anticipato al Consiglio di sicurezza “una sorpresa” riguardo all’arcipelago dell’estremo oriente, “per sollecitare la curiosità degli imprenditori”.

Dopo la Seconda guerra mondiale, le isole Curili sono rimaste un territorio conteso tra Unione Sovietica e Giappone, che per questa ragione non hanno mai sottoscritto un trattato di pace. La Russia considera la catena insulare come parte della regione di Sakhalin, mentre il Giappone rivendica la sovranità sulle isole meridionali (Iturup, Kunašir, Šikotan e il gruppo delle piccole Khabomai) come territori della prefettura di Hokkaido.

Negli anni ’90 il primo presidente russo Boris Eltsyn aveva reso le Curili un territorio offshore, ciò che oggi Mišustin afferma di non voler ripetere: “All’epoca le zone di libero scambio venivano messe a disposizione degli investitori privati, per sollevarli dalle pressioni fiscali, senza andare a vantaggio del territorio”. Nel 2019 l’allora governatore di Sakhalin, Valerij Limarenko, aveva chiesto l’azzeramento della pressione fiscale sulle isole; il premier in carica Dmitrij Medvedev l’aveva giudicata “una proposta interessante”.

Per mano del vice ministro degli Esteri Takeo Mori, il Giappone ha presentato una protesta al governo russo contro la visita di Mišustin a Iturup. In risposta, ieri il vice ministro russo degli Esteri Igor Morgulov ha convocato l’ambasciatore del Giappone a Mosca, Toyohisa Kozuki. Morgulov ha trasmesso all’inviato nipponico la “decisa protesta” del Cremlino contro le “pretese territoriali del Giappone” nei confronti della Russia.

Nella loro dichiarazione i russi invitano con insistenza i giapponesi a non scivolare in una linea distruttiva nelle relazioni bilaterali. Mosca chiede a Tokyo di tornare al rispetto degli accordi raggiunti in precedenza sul miglioramento delle relazioni russo-giapponesi. Essa esorta la controparte a lavorare per arrivare a un nuovo livello qualitativo, tramite lo sviluppo in tutti campi della cooperazione economica e commerciale, “individuando ambiti comuni di fiducia nella sicurezza e nelle relazioni internazionali”.

Lo stesso giorno l’ambasciatore russo a Tokio, Mikhail Galuzin, ha espresso al ministero nipponico degli Esteri tutta la contrarietà del suo governo per la protesta contro il viaggio di Mišustin, ribadendo la piena sovranità dei russi sulle isole Curili.

In realtà il premier russo ha iniziato da Iturup un ampio itinerario dall’Estremo oriente per tutta la Siberia, su espressa indicazione di Putin. L’obiettivo è di verificare la fattibilità di un piano economico che possa risollevare le sorti dei territori asiatici della Russia, dove la crisi economica si fa sentire in modo pesante.

Il controverso rapporto col Giappone è uno dei nodi da sciogliere per i progetti di Mosca, che ha deciso con questa iniziativa di affrontare il problema in modo diretto, visto che i tanti decenni di trattative con Tokio non hanno finora dato i risultati sperati. La visita di Mišustin non è una mossa molto originale, facendo seguito alla visita del suo predecessore Medvedev nel 2010: la prima volta che un dirigente della Russia andato alle Curili dopo il crollo dell’Unione Sovietica. Ora si aspetta il pieno disvelamento della “sorpresa putiniana” per la Russia asiatica.

Fonte : Asia