Il candidato sindaco di Milano che dice di andare in giro armato

Redazione 27 luglio 2021 07:48

Non si ferma la polemica attorno alla pistola di Luca Bernardo, candidato sindaco di Milano sostenuto dalla coalizione di centrodestra. “Ho un porto d’armi da difesa personale, il che vuol dire che in tutta Italia, tranne nelle aggregazioni politiche, posso portare l’arma addosso – ha detto il primario della pediatria del Fatebenefratelli a margine di una conferenza stampa a Palazzo Pirelli per presentare il progetto di legge per l’istituzione del ‘garante regionale per la tutela dei diritti delle persone anziane’-. Quindi, idealmente anche in ospedale, in corsia, sul metro, in tram, in macchina, ovunque. In corsia non l’ho mai portata e non la porterò mai. È un titolo che può essere rilasciato solo dalla Prefettura, non dalla Questura, e può essere rilasciato solo per motivazioni”.

Parlando della richiesta di accesso agli atti avanzata dal Pd all’ospedale Fatebenefratelli di Milano lo stesso Bernardo ha spiegato: “Al Pd ignorano le cose, perché se uno ha un porto d’armi da difesa personale ha la possibilità di trasportarla ovunque e sempre e non deve avvertire nessuno per legge perché si chiama ‘porto occulto’. Il Fatebenefratelli non deve neanche rispondere perché posso andare ovunque tranne che nelle aggregazioni politiche”.

La legge per limitare le armi

L’annuncio di Bernardo arriva nel contesto dell’ondata emotiva generata dall’omicidio di Voghera con l’assessore Massimo Adriatici che ha sparato, uccidendolo, un 39enne al termine di una lite. Walter Verini, deputato Pd e componente delle commissioni Giustizia e Antimafia, ha rilanciato una proposta di legge presentata nel 2018 (sottoscritta da 29 deputati dem e firmata anche da parlamentari di M5s, Leu e Italia Viva), per rivedere e correggere le norme attualmente in vigore per il rilascio del porto d’armi.

Fonte : Today