INTERVISTA | Alessandro Onorato: “Con Gualtieri apriamo alle competenze e alla società civile”

Non sarà candidato direttamente, ma sarà in prima linea per sostenere l’unica lista civica a sostegno di Roberto Gualtieri. Alessandro Onorato giura di non puntare a poltrone, ma si impegnerà per il successo della civica del candidato di centrosinistra. Nell’ultima settimana il suo nome si è imposto nella campagna elettorale romana.

Capogruppo della Lista Marchini, del 40enne di Ostia si erano perse le tracce. Combattivo consigliere comunale, sembrava pronto all’addio alla politica. A fargli cambiare idea Gualtieri e il suo progetto, “l’unico in grado di rilanciare Roma”. Mercoledì la presentazione ufficiale della lista civica. Noi abbiamo voluto chiedergli del progetto che lo vede in prima linea e che potrebbe anche essere l’ago della bilancia delle prossime amministrative. Sì, perché la civica di Gualtieri è chiamata a togliere voti al centro, al progetto di Carlo Calenda (che guardacaso questa mattina ha attaccato il proliferare delle liste, ndr )e più a sinistra al Movimento Cinque Stelle. Professionisti, giovani e pezzi di società costituiranno il parterre della lista. 

Alessandro Onorato, è tornato attivo sulla scena politica romana dopo un sacco di tempo. Che fine aveva fatto? 

Oltre al consiglio comunale ho fatto una seconda figlia. Un dono di Dio. Anche per questo in futuro non potrò più dedicarmi a tempo pieno alla politica. Ma la passione non passa mai.

La ricordiamo come motore e promotore principale del progetto Marchini, capofila di una serie di giovani. Che cosa rimane oggi di quel progetto? 

Abbiamo fatto qualcosa di unico e non ripetibile. Partire dal nulla e affrontare due elezioni contro tutti gli altri partiti allora al massimo del loro consensou è stato qualcosa di unico. Ora largo ai più giovani e ai professionisti,molti dei quali lavorarono al nostro piano industriale per Rona, pronti a mettere in campo proposte concrete.

In cosa pensa sia stato particolarmente deficitario il progetto di Virginia Raggi?

La analisi politica di Alfio era giusta. Roma per rinascere doveva liberarsi dal vecchio consociativismo e non affidarsi alla sterile e irreale utopia grillina. I fatti gli hanno dato ragione. Il degrado e il declino di Roma non hanno bisogno di commenti ed oggi finalmente a Roma Gualtieri ha capito che è giunto il tempo di aprire veramente alle competenze della società civile.

Anche l’opposizione è apparsa però latitante, non crede? 

Essere in consiglio comunale in questi anni devo ammettere ci ha fatto rimpiangere Marino dove almeno c’era qualcosa e qualcuno a cui fare opposizione.

Cosa salverebbe dell’esperienza Raggi? 

Il lavoro di Enrico Stefano sulla mobilità. E un paio di presidenti di commissione che hanno provato a mettere ordine su tematiche importanti come urbanistica, lavori pubblici, servizi sociali. 

E’ pentito di aver mandato a casa Marino? Gualtieri, per esempio, ha fatto ammenda.

Il nostro progetto era contro il consociativismo storico dove di giorno litigavano e di notte spartivano tutto. E Marino stesso alla fine come si è visto  non era il padrone del suo destino e non avrebbe potuto comunque incidere radicalmente.

Quindi nessun rimpianto? 
No. Eppure Marino era partito bene. Raccogliemmo oltre 15.000 firme per delle proposte di delibere popolari. 
Il Sindaco ci ricevette pubblicamente per il loro deposito e prese l’impegno per 5 di esse. Ma poi come detto non ha mantenuto quel impegno.

Convinto dal progetto di Gualtieri. Cosa ha in più rispetto a Michetti e Calenda?

Una forza civica o si presenta da sola e oggi senza più la disponibilità della leadership di Alfio non è più possibile , oppure, supporta il sindaco più aperto, competente, aggregante e credibile. E Gualtieri ha dimostrato tutto ciò con i fatti. Prima in Europa e poi da super ministro dell’economia in uno dei periodi più drammatici della storia del nostro paese. 

A proposito di Calenda, il progetto del leader di Azione appare simile, sotto diversi aspetti, a quello di Alfio Marchini del 2013 e del 2016. E’ d’accordo?

Abbiamo fatto qualcosa di unico e non ripetibile prendendo 250,000 voti in ben due elezioni con tutti i partiti al loro massimo consenso. Il nostro consenso per la prima volta nella storia di una civica ha preso voti in entrambi gli schieramenti di centro sinistra e centro destra.  Calenda nasce come ministro del PD ed è oggi un parlamentare europeo eletto con i voti del PD. 

E’ vero che ha incontrato Calenda? 

Si una volta. Ci è sembrato più convincente e più solido il programma e la forza aggregante di Gualtieri

Che impressione ha avuto? 

Mi sono dato un codice comportamentale in questa campagna: non parlare degli altri candidati ma solo di programmi e come realizzarli e concentrarmi per supportare al massimo la Lista Civica di Gualtieri

Animerà la lista civica di Gualtieri. Sarà un cacciatore di teste? 

Mi spenderò con la passione di sempre per convincere i migliori a scendere in campo. Quelli capaci che rifiutano le logiche dei partiti, silenziosi ma operosi.

Che profili sta cercando per farne parte?

Professionisti, imprenditori, studenti, operatori del sociale, rappresentanti del mondo dello sport, della cultura, del volontariato. Grandi conoscitori dei quartieri. Gente carica che non si rassegna e sa cosa fare.

Personalità della società civile, ci può anticipare qualche nome? 

Tutti sono concentrati sui nomi. Mercoledì prossimo ci sarà la presentazione e si saprà qualcosa di più. Simbolicamente posso segnalare  due giovanissimi Trabucco, 27 anni che ha già fatto il consigliere con la lista civica di Marchini in 4 municipio e Federico Lobuono. 2 giovani che rappresentano una gioventù capace, preparata che vuole incidere nel cambiamento.

Cosa chiederete a Gualtieri?

“Roma non la salva un uomo solo al comando. Servono la competenza e la passione di oltre 100 donne e uomini in grado di fare squadra. E Roberto, è in grado di garantire questo processo.E abbiamo affidato a Gualtieri 100 proposte attuabili nei primi 100 giorni che dovranno dare il segno chiaro di rinascita. Vogliamo una Roma normale, efficiente, civile.

Ci dica 3 priorità?

Decoro, rilancio economico, sicurezza stradale.

Cosa chiede per il decoro?

La città è sporca perché viene pulita male o non viene pulita affatto, serve una rivoluzione dell’efficienza. Ama, ditte subappaltatrici, servizio giardini. I cittadini devono sapere ogni parco, giardino, strada a chi è davvero affidata la pulizia e manutenzione. La partecipazione della cittadinanza è la più grande garanzia di efficenza. Ognuno deve riscoprire l’orgoglio di lavorare per Roma e chi sbaglia paga.

E poi?

Partecipazione dei privati sulla manutenzione degli spazi verdi. Non vuol dire rinunciare al diritto dei cittadini visto che pagano le tasse. Ma a coloro i quali si vogliono impegnare dare spazio ed agevolazioni 

Qualche esempio?

La manutenzione dei giardini di piazza Cavour la fa chi ha costruito e gestisce i box sotto la piazza. Basta andarci per vedere che sono stupendi. E a ponte Milvio c’è sempre un privato che in cambio di una piccola visibilità ha restituito bellezza e decoro. Roma ha una estensione infinita e il rapporto tra pubblico e privato deve essere forte.

Per il rilancio economico cosa intende proporre?

Puntare sul turismo di alta gamma. Migliorando i servizi cittadini. Roma deve essere pulita, profumata, il contrario di oggi. Deve essere accogliente. Attrarre grandi investitori internazionali per rendere Roma una capitale europea. Sviluppare un’urbanistica sana, rigenerazione urbana, efficientamento energetico, piano del colore. Riscoprire il bello. E poi investire nella cultura, nella musica, nella scienza.

Come?

Faremo una casa comunale della Musica con sale prove, studi registrazioni e spazi d’incontro gratuiti per stimolare i giovani talenti a mettersi in gioco. Del resto siamo la città che sta sfornando grandi cantanti penso a Ultimo, Paradiso, Achille Lauro, Maneskin, Coez, Gazzelle, Elodie. E una Casa comunale dello startUp per aiutare i tanti cervelli romani a non scappare a Milano o all’estero e avviare la loro iniziativa imprenditoriale dove sono nati e cresciuti.

Sicurezza stradale è invece una priorità strana, di cui in pochi, per non dire nessuno, parla…

Le strade, gli incroci sono delle roulette russe. Riprogettare la grande viabilità e i quartieri per mettere in sicurezza pedoni, ciclisti e automobilisti è una sfida obbligata. E poi dobbiamo puntare su semafori intelligenti, rendere Roma una Smart city.

Qual è l’obiettivo che vi date? 

Sarà una grande sorpresa. Ci stanno chiamando tantissime persone che vogliono partecipare attivamente. Sono molto fiducioso.

Lei però non sarà tra i candidati. Dobbiamo aspettarci qualche altro tipo di incarico futuro?

Se fossi stato in cerca di poltrone mi sarei candidato.

In conclusione. possibile che Roma si sia dovuta rivolgere, nelle tre più importanti candidature contro Virginia Raggi, a personalità esterne alla classe dirigente romana? E’ così scadente la classe dirigente romana?

Cinque anni  fa pur di non farci vincere, tutti i big scesero in campo. Oggi l’interesse e la visibilità è molto minore e solo Gualtieri che è  romano è tra i big che ha avuto il coraggio di mettersi in gioco.

Fonte : Roma Today