In Ungheria si terrà un referendum sulla legge contro la comunità lgbt+

La legge è stata oggetto di una risoluzione di condanna da parte del Parlamento europeo e causa dell’avvio di una procedura di infrazione contro l’Ungheria, perché discriminatoria e contraria ai diritti umani

(foto: Sven Hoppe/dpa)

In Ungheria si terrà un referendum sulla recente legge contro la comunità lgbtq+, con la quale il governo di estrema d’estra ungherese ha vietato di trattare argomenti legati all’omosessualità alla presenza di minori, in qualunque contesto pubblico e sociale. Da quando è entrata in vigore è stata oggetto di una risoluzione di condanna da parte del Parlamento europeo e causa dell’avvio di una procedura di infrazione contro l’Ungheria, da parte della Commissione europea. Così, a seguito di queste pressioni, il primo ministro Viktor Orban ha annunciato la consultazione pubblica, descrivendola come un referendum “sulla protezione dei bambini” e continuando a confondere omosessualità e pedofilia.

La nuova legge ungherese è entrata in vigore lo scorso 15 giugno e, come il primo ministro, sembra confondere l’omosessualità e la pedofilia. Le nuove norme sono state in parte modellate su una legge russa che ha vietato la cosiddetta “propaganda gay” tra i minori. Tuttavia, quella ungherese va oltre, rendendo reato “il promuovere o ritrarre” l’omosessualità o il cambiamento di genere ai minori, anche negli annunci pubblicitari o in televisione, limitando l’educazione sessuale nelle scuole alle organizzazioni approvate dal governo e impedendo alle organizzazioni lgbtq+ di svolgere attività informative in pubblico.

“Gli attivisti lgbtq visitano asili e scuole e conducono lezioni di educazione sessuale. Vogliono farlo anche qui in Ungheria”, ha detto Orbán in una dichiarazione video su Facebook pubblicata mercoledì 21 luglio. Il primo ministro ha poi accusato Bruxelles di aver abusato dei suoi poteri per contestare le leggi ungheresi sull’istruzione e sulla protezione dei bambini. “Il futuro dei nostri figli è in gioco, quindi non possiamo cedere terreno in questa questione”, ha aggiunto.

Il referendum

Il referendum, la cui data non è ancora stata rivelata, sarà composto di cinque domande, che non sembrano esattamente formulate con l’intenzione di essere chiare e non fuorvianti per i votanti. Le domande chiedono: “Sei favorevole allo svolgimento di attività che parlino di orientamento sessuale ai minori nelle scuole, senza il consenso dei genitori? Sei favorevole alla promozione di terapie per il cambio di sesso ai minori? Sei favorevole alle terapie per il cambio di sesso per i minori? Sei favorevole alla diffusione, senza restrizioni, di contenuti mediatici di natura sessuale ai minori, che potrebbero influenzarne lo sviluppo? Sei favorevole alla diffusione, senza restrizioni, di contenuti mediatici che ritraggono il cambiamento di genere ai minori?”.

Orbán, che ha chiesto alla cittadinanza di votare no al referendum, affronterà le elezioni della prossima primavera, contro una coalizione di opposizione che potrebbe strapparlo dai suoi 10 anni ininterrotti di governo. La sua retorica anti LGBT sembra essere parte di una strategia politica volta a trovare un nuovo nemico comune su cui consolidare l’elettorato a sostegno del partito di governo Fidesz, di ispirazione nazional-conservatrice e cristiana, dopo gli anni di campagna elettorale contro i rifugiati e i migranti. Infatti, nel 2016 Orban aveva indetto un referendum simile sui migranti, chiedendo alla popolazione se fosse d’accordo o meno ad accogliere i rifugiati, come previsto dai trattati europei. A quel referendum partecipò meno del 50% dell’elettorato, ma la possibilità di accettare le quote di migranti fu respinta dal 98% delle schede. Tuttavia, il rifiuto dell’Ungheria di partecipare al sistema di ricollocazione venne giudicato contrario agli obblighi legali sanciti dal diritto dell’Unione dalla Corte di giustizia europea.

Fonte : Wired