Papa Francesco: “L’Europa chiude i porti ai migranti sulle navi ma li apre alle armi”

Gridano le persone in fuga ammassate sulle navi, in cerca di speranza, non sapendo quali porti potranno accoglierli, nell’Europa che però apre i porti alle imbarcazioni che devono caricare sofisticati e costosi armamenti, capaci di produrre devastazioni che non risparmiano nemmeno i bambini”. Sono le parole pronunciate da Papa Francesco, che questa mattina ha preso parte alla Riunione delle Opere di Aiuto alle Chiese Orientali (Roaco) ed in quel contesto ha sferrato un duro attacco ai governi che vendono armamenti utilizzati in conflitti come quello siriano, salvo poi scagliarsi contro uomini, donne e bambini in fuga dalle bombe: “Tante volte penso all’ira di Dio che si scatenerà con quelli responsabili dei paesi che parlano di pace e vendono le armi per fare queste guerre: questa è ipocrisia, è un peccato”.

A venti giorni dallo sciopero dei lavoratori del Porto di Genova, che con la loro mobilitazione hanno impedito a una nave saudita di imbarcare armamenti e altro materiale bellico da utilizzare nel conflitto in Yemen, il Pontefice si è apertamente schierato ancora una volta a favore della pace e di politiche che concretamente – e non solo a parole – contrastino l’insorgere di ogni guerra. Anche per questo Bergoglio ha annunciato: “Un pensiero insistente mi accompagna pensando all’Iraq, dove ho la volontà di andare il prossimo anno perché possa guardare avanti attraverso la pacifica e condivisa partecipazione alla costruzione del bene comune di tutte le componenti anche religiose della società, e non ricada in tensioni che vengono dai mai sopiti conflitti delle potenze regionali”.

Il Pontefice argentino ha poi aggiunto: “Penso con tristezza, ancora una volta, al dramma della Siria e alle dense nubi che sembrano riaddensarsi su di essa in alcune aree ancora instabili e ove il rischio di una ancora maggiore crisi umanitaria rimane alto. Quelli che non hanno cibo, quelli che non hanno cure mediche, che non hanno scuola, gli orfani, i feriti e le vedove levano in alto le loro voci. Se sono insensibili i cuori degli uomini, non lo è quello di Dio, ferito dall’odio e dalla violenza che si può scatenare tra le sue creature, sempre capace di commuoversi e prendersi cura di loro con la tenerezza e la forza di un padre che protegge e che guida. Ma anche – ha aggiunto – tante volte penso all’ira di Dio che si scatenerà con quelli responsabili dei paesi che parlano di pace e vendono le armi per fare queste guerre: questa è ipocrisia, è un peccato. Gridano le persone in fuga ammassate sulle navi, in cerca di speranza, non sapendo quali porti potranno accoglierli, nell’Europa che però apre i porti alle imbarcazioni che devono caricare sofisticati e costosi armamenti, capaci di produrre devastazioni che non risparmiano nemmeno i bambini”.