Il Parlamento Ue approva la legge sul clima. Insorgono i Verdi: “Inadeguata”

Tommaso Lecca 24 giugno 2021 18:01

Via libera definitivo al Parlamento europeo alla legge Ue sul clima, il provvedimento pensato per raggiungere i traguardi previsti dal Green Deal. Il lungo cammino verso l’azzeramento delle emissioni nette di CO2 nel 2050 partirà con l’abbattimento dell’inquinamento nel decennio già iniziato del 55 per cento rispetto ai livelli del 1990. La precedente normativa fissava tale soglia al 40 per cento. “Avrei preferito andare anche oltre, ma questo è un buon accordo basato sulla scienza che farà una grande differenza”, ha detto Jytte Guteland, eurodeputata dei Socialisti & Democratici e relatrice del provvedimento. 

Le nuove norme prevedono anche l’istituzione del cosiddetto “bilancio dei gas serra”, con il quale verranno previste le quote massime di emissioni anno per anno. A stabilire, di fatto, quanto potranno inquinare gli europei sarà la Commissione Ue. La legge è stata approvata dall’Aula con 442 voti favorevoli, 203 contrari e 51 astensioni.

A votare contro sono stati anche gli eurodeputati dei Verdi, che ritengono la norma “inadeguata” in quanto “non si è avuto il coraggio di bloccare i finanziamenti ai combustibili fossili”. Una nota congiunta degli europarlamentari Verdi italiani Eleonora Evi, Rosa D’Amato, Piernicola Pedicini ed Ignazio Corrao prende di mira anche la soglia di riduzione delle emissioni al 55 per cento, che gli ecologisti definiscono “non effettiva” perché “nel calcolo sono state inserite le emissioni assorbite dal suolo e dalle foreste, cosicché la percentuale reale si riduce al 52,8%”.

Il Partito popolare europeo, che ha votato a favore, ha replicato definendo “irrazionale, sciocco e assurdo” il voto dei Verdi “con l’estrema destra”, anch’essa contraria alla norma ma per ragioni opposte. “Non sostenere questo accordo fondamentale che, per la prima volta, include chiaramente in una legge la protezione del clima, sarebbe di una totale cecità ideologica”, ha detto l’eurodeputato tedesco del Ppe Peter Liese prima del voto. Una tensione tra le forze politiche destinata a crescere con i nuovi dossier sulla tutela ambientale, nei quali gli obiettivi astratti dovranno tradursi in pratica.

La nuova legge europea sul clima aumenta l’obiettivo dell’Ue per la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra (Ghg) entro il 2030, dal 40 per cento ad almeno il 55 per cento, rispetto ai livelli del 1990. Inoltre, un’imminente proposta della Commissione sul regolamento Lulucf per regolare le emissioni e le rimozioni di gas serra dall’uso del suolo (dal cambiamento di uso del suolo e dalla silvicoltura), aumenterà i pozzi di carbonio dell’Ue e quindi aumenterà de facto l’obiettivo dell’UE per il 2030 al 57 per cento. La Commissione presenterà poi una proposta per un obiettivo per il 2040 al più tardi sei mesi dopo la prima revisione globale nel 2023 prevista dall’Accordo di Parigi.

In linea con la proposta del Parlamento, Bruxelles pubblicherà la quantità massima di emissioni di gas serra che l’Europa può emettere fino al 2050 senza mettere in pericolo gli impegni comunitari nell’ambito dell’accordo. Questo cosiddetto “bilancio di gas serra” sarà uno dei criteri per definire l’obiettivo rivisto dell’Ue per il 2040. Entro il 30 settembre 2023, e successivamente ogni cinque anni, la Commissione valuterà i progressi collettivi fatti da tutti i Paesi membri, così come la coerenza delle misure nazionali, verso l’obiettivo per la neutralità climatica entro il 2050.

Fonte : Today