L’ultimo report dell’Onu sul clima dice che ci stiamo avvicinando troppo velocemente al punto di non ritorno

Le prime conclusioni degli analisti dell’Ipcc evidenziano che gli effetti negativi del cambiamento climatico sono più vicini di quanto si pensasse, con gravissime conseguenze

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L’estinzione di alcune specie, una maggiore diffusione delle malattie, l’innalzamento delle temperature, il collasso degli ecosistemi, l’innalzamento dei mari e altri possibili e diversi impatti climatici diventeranno sempre più frequenti e devastanti nei prossimi 30 anni. È quanto è emerso dalla bozza dell’ultimo report del Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (Ipcc), il principale organismo internazionale di valutazione dei cambiamenti climatici, composto da due organismi delle Nazioni Unite: l’Organizzazione meteorologica mondiale e il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente.

Gli scienziati dell’Ipcc, che riunisce i maggiori esperti mondiali sul clima, stanno preparando un rapporto storico sugli effetti del cambiamento climatico, che verrà pubblicato in diverse sezioni a partire da questa estate e per tutto il prossimo anno. La bozza dello studio è stata ottenuta dall’agenzia stampa France Presse e alcuni passaggi sono stati pubblicati da France24 e dal Guardian. Il testo denuncia come gli effetti negativi del surriscaldamento globale sono probabilmente molto più vicini di quanto ci si possa aspettare. “Il cambiamento climatico – si legge sul Guardianrimodellerà fondamentalmente la vita sulla Terra nei prossimi decenni, anche se gli esseri umani possono tenere sotto controllo le emissioni di gas serra che riscaldano il pianeta”. Secondo il report le quantità di CO2 che abbiamo emesso nell’atmosfera hanno già minato la capacità delle foreste e degli oceani di assorbirle, trasformando in “nemici” i nostri maggiori alleati nella lotta contro il riscaldamento globale.

A differenza di altri report dell’Ipcc, quest’ultimo di si concentra sull’analisi di una serie di punti di non ritorno, dodici secondo quanto riportato da France Presse, oltre i quali recuperare il collasso dell’ecosistema del pianeta Terra potrebbe diventare impossibile. I “punti di non ritorno” sono causati dall’aumento delle temperature che, oltre un certo livello, possono innescare delle reazioni a catena con conseguenze devastanti per l’ambiente. Per esempio, lo scioglimento dei ghiacci artici non porterà solamente all’innalzamento del livello dei mari, ma causerà anche la dispersione del gas metano trattenuto nel terreno congelato, che contribuirà ulteriormente a riscaldare l’atmosfera. Un altro punto di non ritorno potrebbe essere la devastazione della foresta pluviale amazzonica e la sua trasformazione in una savana, evento che, secondo gli scienziati, potrebbe avvenire rapidamente e con aumenti della temperatura relativamente piccoli.

“Se la nostra specie prospererà o semplicemente sopravviverà nel ventunesimo secolo” avverte l’Ipcc nel rapporto, dipenderà dalle scelte che le società prenderanno non nei prossimi anni, ma immediatamente. “Il peggio deve ancora avvenire – si legge ancora su France 24incidendo sulla vita dei nostri figli e nipoti”. Infine, il report sottolinea come i cambiamenti climatici vadano ad aumentare le disuguaglianze sociali, per cui saranno “i meno responsabili del riscaldamento globale” a soffrire in modo sproporzionato per i suoi effetti.

Fonte : Wired