Britney Spears in tribunale contro la tutela del padre: “Sono infelice. Rivoglio la mia libertà”

La cantante ha rotto il silenzio e parlato apertamente degli abusi che sostiene di avere subito dalla famiglia, in particolare dal papà Jamie, chiedendo di poter riprendere il controllo delle sue finanze e della sua vita

(Foto: Instagram, @britneyspears)

Una serie di rivelazioni scioccanti. Abusi e privazioni della libertà personale. È quello che emerge dalla testimonianza pubblica resa in queste ore da Britney Spears nell’ambito del processo per confermare o revocare la conservatorship, una specie di tutela legale attualmente affidata al padre Jaime Spears e a Jodi Montgomery. Stabilita nel 2008 dopo il ricovero in una clinica psichiatrica, la conservatorship ha sostanzialmente privato l’artista della facoltà di decidere per sé delle sue proprietà e della sua attività musicale. Sono anni che i fan, attraverso il movimento #FreeBritney, denunciavano lo stato di cattività in cui si trovava la cantante, posizioni ulteriormente avvalorate dal recente documentario del New York Times Framing Britney Spears.

Lo scorso pomeriggio Spears ha parlato per la prima volta pubblicamente: “Ho detto al mondo intero che stavo bene ed ero felice: ma è una bugia”, ha dichiarato. “Non sono felice, non riesco a dormire. Sono così arrabbiata che quasi impazzisco, e sono depressa. L£ex popostar ha parlato ininterrottamente per quasi 24 minuti tanto che la giudice Brenda Penny ha dovuto chiederle più volte di rallentare per permettere le trascrizioni della deposizione. Britney Spears ha ribadito la volontà di “denunciare la famiglia”, rivolgendo soprattutto al padre l’accusa di aver amato tutte le imposizioni a cui l’ha sottoposta in questi anni.

“Non dovrei essere sotto tutela se posso lavorare, guadagnare e pagare altre persone. Le leggi dovrebbero cambiare”, ha insistito. “Tutto ciò che voglio è possedere i miei soldi, voglio che finisca tutto, e lasciare che il mio fidanzato mi accompagni nella sua fottuta macchina”. Il riferimento è a una serie di limitazioni a cui la donna è sottoposta, quali non potersi muovere se non accompagnata, non poter possedere un telefono… La rivelazione più agghiacciante: “Ho una spirale intrauterina che mi impedisce di rimanere incinta. Volevo farla rimuovere per provare ad avere un altro bambino, ma questo cosiddetto team mi impedisce di farlo”.

Vivian Thoreen, la legale di Jamie Spears, ha parlato per il suo assistito mantenendo la linea sempre sostenuta in questi anni: “È affranto di vedere sua figlia soffrire e stare così male. Il signor Spears la ama e le manca tantissimo”. Da parte sua Britney continua a sostenere di “volere indietro la sua vita”, supportata anche dalle centinaia di fan che si sono radunati fuori dal tribunale di Los Angeles per protestare in suo sostegno.

Fonte : Wired