Sospesi dal lavoro e senza stipendio: chi sono (e dove sono) i medici e gli infermieri irriducibili no vax

Un decreto per convincerli. Con provvedimenti severi, come il demansionamento o la sospensione temporanea dal servizio con annesso stop allo stipendio. Ma non basta nemmeno questo. Perché a quanto pare sono irriducibili, ostinati nella loro convinzione di tenersi lontani da siringhe e fiale anti covid, anche se questo può comportare un rischio per i pazienti che hanno in cura. L’ultimo caso a Reggio Calabria, dove l’azienda sanitaria provinciale ha sospeso 15 operatori sanitari no vax per essersi rifiutati di sottoporsi alla vaccinazione anti coronavirus, malgrado l’obbligo vaccinale imposto dal governo per medici, infermieri, oss, farmacisti e parafarmacisti, veterinari e tutti quei professionisti che lavorano negli studi privati, quindi sempre a stretto contatto con i pazienti.

La sospensione da parte dell’Asp di Reggio Calabria è stata confermata dal commissario Gianluigi Scaffidi e arriva dopo una diffida con cui l’azienda aveva invitato i sanitari riluttanti a sottoporsi alla vaccinazione, a tutela della propria salute e di quella dei loro pazienti. Non è bastato, e così si è arrivati alla soluzione più drastica, come previsto dalla legge. Oltre ad essere stati sospesi dal servizio, i 15 operatori sanitari resteranno senza stipendio fino al 31 dicembre o, comunque, fino a quando non accetteranno di farsi vaccinare.

Quello di Reggio Calabria è solo l’ultimo caso. I numeri parlano chiaro. Stando ai dati dell’ultimo report elaborato dalla struttura del commissario per l’emergenza Covid-19, sono in totale 45.753 gli operatori sanitari che non hanno ancora ricevuto la prima dose di vaccino, nonostante la loro categoria sia stata la prima a poter accedere alla campagna di immunizzazione del nostro Paese. Si tratta del 2,3% del totale di 1,9 milioni di operatori nei nostri ospedali e strutture sanitarie.

L’approvazione del decreto del governo Draghi a fine marzo ha convinto molti scettici a sottoporsi all’immunizzazione, ma permane una quota di no vax. I medici non vaccinati si attestano attorno a quota 200/300, ma a rendere più alto questo dato è il numero degli operatori sanitari. La non adesione al piano vaccinale è diffusa su tutto il territorio italiano, ma con notevoli differenze tra le regioni. Ecco alcuni numeri:

  • Emilia Romagna (14.390 no vax: il 7,87% rispetto al numero di operatori sanitari in tutta la regione);
  • Sicilia (9.214 – 6,52%);
  • Puglia (9.099 – 6,50%);
  • Friuli-Venezia Giulia (5.671 – 11,91%);
  • Piemonte (2.893 – 1,90%);
  • provincia autonoma di Trento (2.205 -11,03%);
  • Marche (1.181 – 2,58%);
  • Umbria (928 – 3,02%);
  • Liguria (172 – 0,29%).

Dal demansionamento alla sospensione della professione senza stipendio, ogni tipo di provvedimento nei confonti degli operatori sanitari no vax sarà valido fino all’avvenuta vaccinazione e comunque non oltre il prossimo 31 dicembre.
 

Fonte : Today