La nuova crisi Argentina: la Borsa di Buenos Aires ha perso fino al 48%

Il presidente dell’Argentina Mauricio Macri domenica 11 agosto è stato sconfitto alle primarie dal suo rivale di centro-sinistra, Alberto Fernandez, che è ora considerato il favorito per le elezioni presidenziali di ottobre. Sua alleata è l’ex presidente Cristina Fernandez de Kirchner, leader di un’amministrazione ricordata per l’alto grado di protezionismo e un pesante intervento statale nell’economia.

La valuta argentina ha perso circa il 15 per cento rispetto al dollaro, dopo essere calato di circa il 30 per cento (minimo storico). Alcuni dei titoli più scambiati del Paese hanno inoltre perso metà del proprio valore in un’unica giornata.

Tra le più colpite l’azienda che produce cemento Loma Negra, con il suo prezzo azionario calato del 55 per cento. Anche la società di servizi finanziari Galicia Financial ha fatto registrare un calo del 46 per cento nel suo valore azionario.

Argentina, la nuova crisi

L’Argentina è un Paese che ha sofferto tutti i tipi di problemi economici che sono insegnati nei libri di testo. Ma anche per i suoi standard, questo tracollo del mercato non ha precedenti. In sole due ore, un terzo dell’indice Merval (che rappresenta le azioni più scambiate nel Paese) ha perso il suo valore.

Gli investitori stanno spingendo il pulsante “vendi”, poiché molti credono che sarà impossibile per il presidente Mauricio Macri vincere le elezioni di ottobre. Se perdesse, sarebbe la fine di un’agenda filo-imprenditoriale per salvare l’economia argentina che è stata attuata da quando Macri è salito al potere nel 2015, che include prestiti del Fondo Monetario Internazionale, misure di austerità e la fine dei controlli sui capitali.

Fonte: Buenos Aires Times →
Fonte : Today