Legge Zan in bilico: Di Maio pronto alla diplomazia mentre si rafforza il fronte della trattativa

Il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio è pronto a risolvere la questione a livello diplomatico direttamente con il Vaticano. Lo si apprende da fonti vicine al Movimento 5 Stelle e allo stesso Ministro dopo l’intervento della Santa Sede sulla legge Zan. La questione infatti si è aperta proprio a seguito della consegna di una nota a firma del Segretario Vaticano per i rapporti con gli Stati, monsignor Paul Richard Gallagher, all’ambasciata italiana a Città del Vaticano. Di Maio dunque, che in queste ore si trova in Serbia per incontrare i vertici del governo balcano, avrebbe rassicurato i promotori del disegno di legge sul fatto che questa non verrà ostacolata da un atto senza precedenti nella storia dei rapporti fra i due Stati.

Vaticano su legge Zan, legge a rischio e serve trattativa

Intanto però, tra chi grida “Ddl Zan subito” e chi fa di tutto per ostacolarlo, si ingrossa il fronte di chi, cerca una via di fuga in mezzo: cioè trattare. Anche perché il testo di legge rischia di perdere in Senato. Se si mettono insieme Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia, Italia Viva, la minoranza Pd e alcuni parlamentari cattolici di altri gruppi, con un emendamento, la legge a firma Zan tornerebbe dritta alla Camera. Così, in assenza di un accordo politico, ci sarebbe il forte rischio di una ripresa dell’ostruzionismo a Montecitorio, con un arretramento dunque delle trincee arcobaleno in Parlamento. Lunica via sembra l’accordo fra le parti

Così, se il caso della nota vaticana legherebbe le mani anche al Governo nell’ipotesi remota di un voto di fiducia, scendono in campo i due big della politica Matteo Salvini ed Enrico Letta. Il primo, direttamente da Lamezia Terme dove si trova per inaugurare la sede della Lega, ringrazia il Vaticano per il buonsenso e spiega: “Abbiamo sempre contestato il fatto che fosse un bavaglio nei confronti della libertà di opinione. Quindi, se c’è la volontà di ragionare insieme su un testo che non intacchi questo principio e che tuteli da ogni discriminazione noi siamo assolutamente d’accordo”.

Cos’è il Concordato del 1984 tra Stato e Chiesa

Sembra averlo preso in parola il segretario del Partito Democratico che si è detto pronto a discutere il Ddl Zan, pur difendendone l’impianto. ” favorevoli a queste norme e al ddl Zan ma siamo sempre stati aperti al confronto in Parlamento. Quindi guarderemo con la massima attenzione e con spirito di apertura ai nodi giuridici” del provvedimento. Siamo sicuramente aperti a guardare i nodi giuridici pur mantenendo il favore sull’impianto della legge. Si tratta di norme di civiltà”, ha concluso Letta.

Ai due fa eco Ostellari, presidente della Commissione Giustizia in Senato, dove il disegno di legge è impatanato: “La mia proposta è sempre valida. Riuniamo i presidenti dei gruppi del Senato e i capigruppo in commissione e sediamoci a un tavolo. Le audizioni si possono ridurre. Inauguriamo, finalmente, una fase di confronto, leale e costruttivo. Letta dia seguito a questa apertura e il Pd si sieda al tavolo”. Il tavolo dove è pronto a sedersi anche Salvini che, su Twitter, si è detto pronto ad incontrare Letta anche domani.

Perché la legge Zan preoccupa il Vaticano 

Vaticano preoccupato dunque perché “alcuni contenuti attuali della proposta legislativa in esame presso il Senato—recita il testo—riducono la libertà garantita alla Chiesa Cattolica dall’articolo 2, commi 1 e 3 dell’accordo di revisione del Concordato”, quello rivisitato nel 1984. I timori sono stati confermati anche stamattina in una conferenza stampa dal cardinale Kevin Joseph Farrell, Prefetto del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita: “Certamente c’è la preoccupazione della Santa Sede e di ciascuno di noi. Non conosco i dettagli della legge, ma potete chiedere alla Segreteria di Stato”. Intanto però sempre dalla Santa Sede fanno sapere che nessuno vuole cancellare o boicottare la legge.

L’obiettivo è “di rimodularlo in modo che la Chiesa possa continuare a svolgere la sua azione pastorale, educativa e sociale liberamente”. Infatti uno dei nodi al centro del dibattito è la libertà del magistero, cioè la preoccupazione del mondo cattolico è che con la legge Zan non si possa più insegnare il cattolicesimo, praticarlo, professarlo nella piena libertà. In Vaticano si guarda con paura anche all’articolo 7 del disegno di legge, quello che istituisce Giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia e la transfobia, senza prevedere deroghe per le scuole private o comunque gli istituti cattolici che, sempre stando alla nota vaticana, non sarebbero più liberi di scegliere cosa celebrare e quando.

Legge Zan, i promotori rassicurano sul Concordato 

“Alla Camera sono sempre state ascoltate con grande attenzione tutte le preoccupazioni e, come anche confermato dal Servizio Studi Senato, il testo non limita in alcun modo la libertà di espressione, così come quella religiosa e risppetta l’autonomia di tutte le scuole” ha twittato proprio il deputato Alessandro Zan. 

Paure infondate per la senatrice Alessandra Maiorino del Movimento 5 Stelle, una delle principali sostenitrici della legge che replica subito: “La nostra modifica dell’art. 604bis sui crimini di odio e incitamento all’odio, esclude la propaganda di idee, e per quanto riguarda l’art. 7 della legge, quella sull’istituzione della giornata contro l’omofobia, le scuole sono libere di scegliere se avviare i percorsi di educazione al rispetto ad essa associati o meno. Nessuna scuola sarà obbligata per legge ad avviarli, come è ovvio che sia anche in base al Titolo V su autonomia scolastica. E per quanto riguarda la predicazione dei sacerdoti, potranno continuare il loro magistero esattamente come sempre, dato che la propaganda di idee non è toccata dalla legge”.

“Il Ddl Zan è una legge di civiltà, non viola alcuna libertà, anzi difende la libertà per tutte e tutti di vivere liberamente, senza dover essere vittime di discriminazioni e violenze per ragioni legate al sesso, al genere, alla disabilità. – dice il senatore di LeU Francesco Laforgia. – Cosa che purtroppo accade di frequente nel nostro Paese. E’ una legge contro i reati d’odio che anche larga parte del mondo cattolico sostiene. L’incursione della Segreteria di Stato del Vaticano, secondo cui questa proposta violerebbe l’accordo di revisione del Concordato appare, pur con il dovuto rispetto, fuori luogo e fuori dal tempo”.

Fonte : Today