Dammuso, masseria o trullo? In vacanza nelle dimore della tradizione

In Val d’Aosta si incontrano i Rascard, costruzioni realizzate in pietra e legno (rascard è proprio la parte in legno usata per la trebbiatura e il deposito dei cereali), diffusi nella Val d’Ayas e dalla particolare struttura che proteggeva raccolto e abitazione dai topi: veniva elevata su pilastri di legno sormontati da grossi dischi di pietra a forma di fungo oppure aveva un basamento in pietra poggiato a terra con applicazione laterale di ardesie sporgenti per evitare che i roditori si arrampicassero. I Rascard si ereditavano di generazione in generazione e spesso finivano per essere abbandonati perché indivisi, invece Au Rascard a Brusson è un Rascard del 1700, perfettamente restaurato in modo conservativo, che profuma di legno e dove vale la pena trascorrere una vacanza originale ed in intimità, chiedendo consiglio alla proprietaria Laura Saudin su cosa fare e dove andare.

In Puglia il nostro viaggiatore si immerge nell’affascinante scenario delle distese di uliveti in campagne, che spesso sono ventilate dalla brezza del vicino mare, per provare la vita della masseria, in particolare la Masseria Torre Maizza a Fasano di Rocco Forte Hotels. Gli ulivi centenari circondano la maestosa struttura originale del XVI secolo, un’azienda agricola costituita da diversi edifici che venivano utilizzati come ricovero attrezzi, deposito, per proteggere il bestiame e come abitazione. Adesso invece è un intimo rifugio di lusso – completamente diverso dai canonici hotel – dove il senso della tradizione, il distacco dalla realtà, il contatto con la natura generano pace nel viaggiatore.

Nello stesso contesto rurale pugliese ma con un’architettura decisamente singolare si trova il trullo, una costruzione che veniva realizzata come abitazione temporanea o talvolta permanente per gli agricoltori nelle campagne. Alberobello è celebre per i suoi tanti spettacolari trulli divenuti Patrimonio dell’Umanità Unesco. Questi coni rovesciati costruiti in tufo sabbioso regalano originali sensazioni al viaggiatore che ci soggiorna: nel Trullo Agathea, preservato dalle trasformazioni del tempo, immerso nelle colline della Valle d’Itria e affacciato sul mare Adriatico, il relax si gusta dentro e fuori il “cono” fra uliveti, terra rossa cotta, muretti a secco bassi e color crema, fiori rampicanti, arredi di design, che non compromettono l’integrità della dimora.

A Bolzano, nel centro storico, le case dei portici anticamente fungevano allo stesso tempo da abitazione, bottega e magazzino, nel periodo in cui la città altoatesina era un’importante tappa mercantile. La struttura tipica era molto stretta, circa 4 passi (meno di 4 metri), lunga una cinquantina di metri, con tre piani di cantine sottoterra ed un piano terra ed un primo piano sopra, affacciati su tre cortili interni per avere luce nelle varie sezioni dell’edificio. Queste particolari dimore sottolineano il profilo dei bei portici antichi; in alcuni di essi si può soggiornare per vivere Bolzano da dentro la città e dentro la sua storia: il Goldenstern è una casa dei portici fra le più antiche (ha almeno 800 anni) meglio conservate e attentamente restaurata combinando design moderno con antichi soffitti in stucco ed affreschi di scuola giottesca. La sensazione di vivere nel medioevo sarà fortissima.  

Masi e baite sono le dimore che nell’immaginario comune regalano momenti di quiete e romanticismo più di ogni altra casa: di baite sull’Alpe di Siusi, in Alto Adige, ce ne sono tante, piccole, interamente realizzate in legno (talvolta con basamento in pietra), che sembrano sortire da una fiaba. Riuscire a prenotarne una per la vacanza è difficile, perché sono richiestissime, essendo un passe-partout per l’immersione nella natura: oggi ce ne sono di accessoriate e servite a 5 stelle, come quelle dell’Adler Lodge Alpe che danno il privilegio di vacanze di lusso nel fascino raccolto della baita, con panorama mozzafiato e senza gli svantaggi del vivere spartano ed isolato qual era fino al secolo scorso. Il maso invece è una proprietà fondiaria che comprende il podere, l’abitazione, il fienile, la stalla, ed il bestiame. Si tratta quindi di grandi tenute che, essendo in alcuni casi state ristrutturate per accogliere ospiti, permettono di fare agri-turismo partecipando ai lavori della proprietà. Un maso da non mancar di visitare è il duecentesco Maso Grottner, a Novale di Fiè allo Sciliar, sottoposto a tutela dei beni culturali, dove, soggiornando in uno dei due appartamenti ricavati nel restauro, ci si può far guidare nella storia di questo bellissimo edificio, toccando con mano stanze e funzioni di antica memoria.

In Sicilia il baglio è la casa colonica fortificata dell’epoca dei feudi che racchiude un cortile e che sembra avere una connotazione intrinseca di ricettività, forse perché si tratta di una struttura calata completamente nel suo territorio e nelle sue peculiarità (l’ospitalità è sacra per i siciliani) con il paesaggio delle vigne, dei fichi d’india, degli ulivi, degli agrumeti: il Baglio Occhipinti a Ragusa, di origine seicentesca, è un rifugio raffinato dove tutti gli elementi, compreso l’orto biologico, il muro di cinta a secco, i mobili d’epoca, contribuiscono a rigenerare e far sentire nobile anche il più umile viaggiatore.

Sono di Pantelleria i dammusi tradizionali, quelle strutture architettoniche arabeggianti in pietra lavica o anche in pietra bianca, col tetto caratteristico a volta (soprattutto in quelli più piccoli), nei quali il viaggiatore cerca un pizzico di esotismo, o ancor più l’ozio in veranda spettinato dal vento mentre guarda il mare. I muretti a secco che li circondano rendono ancor più suggestivo il contesto vacanziero. Per soggiornarvi basta munirsi di pazienza, cercando annunci di associazioni turistiche o di privati oppure rivolgersi al Sikelia, scegliendo il dammuso preferito: piccolo o grande, in pietra bianca o nero lava sarà sempre una casa splendida.

I sassi di Matera sono un altro esempio di quanto l’uomo, fin dall’antichità, si attrezzasse per antropizzare il territorio da lui scelto. Si tratta di edifici e architetture rupestri scavati nella roccia della Murgia materana, che vanta il riconoscimento di Patrimonio dell’Umanità Unesco. Qui la sosta va fatta alla Corte San Pietro, dove il nostro viaggiatore trova un ambiente ricercato pur nella semplicità e nel minimalismo degli arredi. 

Fonte : TgCom