Salto in avanti nell’intelligenza artificiale: ora forse ci capirà davvero

ROMA – Basta una domanda con una parola di troppo o leggermente diversa dal solito per mandarli nel pallone. Gli assistenti virtuali di oggi, nessuno escluso, si perdono troppo spesso per esser definiti propriamente intelligenti. A quanto pare ora le cose stanno cambiando, almeno nel campo della comprensione del linguaggio, arrivando a sistemi in grado afferrare domande complesse e interpretare e produrre interi paragrafi di testo di senso compiuto.
 
Nvidia, azienda americana specializzata nella produzione di chip grafici (gli stessi che per la loro velocità vengono impiegati in gran numero in tutte le applicazioni legate all’intelligenza artificiale), ha realizzato un software per la creazione di algoritmi che potrebbero rendere gli assistenti virtuali e i chatbot un po’ meno ottusi.   
Nvidia breaks records in training and inference for real-time conversational AI https://t.co/7QbzCgq3qW by @etherington pic.twitter.com/LDmsbnAU5K— TechCrunch (@TechCrunch) August 13, 2019 Alla spalle ci sarebbe la combinazione di due nuovi approcci all’apprendimento profondo delle macchine, la tecnica più usata per insegnare loro a riconoscere oggetti come parole, ovvero Transformer e Bert (acronimo di Bidirectional Encoder Representations from Transformers). Entrambi di Google, prima nel 2017 e poi nel 2018 hanno iniziato a cambiare il volto della ricerca.
 
“La combinazione di Transformer e Bert ha avuto un impatto enorme”, ha confermato alla Mit Technology Review il professor Alexander Rush dell’Università di Harvard. “Fondamentalmente è all’avanguardia in ogni aspetto e consente a semplici studenti universitari di produrre modelli di altissima qualità con poche righe di codice”.
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Fonte : Repubblica