Il New European Bauhaus è l’utopia di cui abbiamo bisogno

Il 18 gennaio 2021, Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea, ha varato il “New European Bauhaus” (NEB), un programma ambizioso che chiama a raccolta le migliori menti creative d’Europa, anzi del mondo. Obiettivo: lavorare insieme per un radicale rapido cambiamento culturale: “Beautiful, Sustainable, Together”.

Bauhaus significa letteralmente «casa del costruire» e originariamente si riferiva alla scuola di design ideata dall’architetto Walter Gropius, che operò in Germania dal 1919 al 1933, nel contesto storico-culturale della Repubblica di Weimar. Ebbe sede a Weimar dal 1919 al 1925, a Dessau dal 1925 al 1932, e a Berlino dal 1932 al 1933 quando chiuse perché invisa al nazismo.

Al Bauhaus insegnarono famosi architetti e artisti, tra cui Ludwig Mies van der Rohe Josef Albers, Wassily Kandinsky, Paul Klee, Adolf Meyer e molti altri; fu molto di più di una scuola che combinava arte, architettura e artigianato, fu un vero e proprio Movimento con tanto di Manifesto.

Il Bauhaus inaugurava probabilmente la prima stagione del lavoro multi-disciplinare e trans-disciplinare in cui le varie discipline della creatività lavoravano insieme per realizzare edifici funzionali oltre che belli e la figura dell’artigiano aveva un ruolo centrale.

L’ideologia Bauhaus riconosceva la ricerca, l’innovazione e ovviamente anche la tecnologia per lo sviluppo di prototipi di prodotti per la produzione di massa. Gli esponenti del movimento Bauhaus miravano a controllare i costi, minimizzare i tempi d’esecuzione, ridurre materiali di scarto e spazio inutilizzato. Molti ritengono che IKEA si sia ispirata ai valori del Bauhaus.

Dopo quasi cinque mesi dal lancio di NEB, sono state riconosciute come Partner Ufficiali 139 Organizzazioni su più di 550 richieste. Con un pizzico di sorpresa l’Italia è seconda solo alla Spagna per numero di Partner Ufficiali; Spagna 27, Italia 25, Francia e Germania 24…

In merito alla tipologia di settori delle Organizzazioni Partener: Ricerca & Educazione 23, Architettura & Design 20, Arte & Cultura 15, Sviluppo Urbano e Rurale 12…

Nella fase di design sono arrivati a NEB 702 esempi, 297 idee e visioni e 101 sfide e bisogni più 91 papers e saggi.

Più della metà dei partecipanti alla prima fase di design appartengono al settore della creatività, con prevalenza di Architetti e Designer, ma anche di cittadini attivi, imprenditori sociali, scienziati, artisti e community manager.

Forse a questo punto vi starete chiedendo: per fare cosa?

Tre sono i pilastri.

Riconnettersi con la Natura. Dalle Foreste nelle città con le piante che si impossessano degli edifici alla permacultura nelle aree rurali. La domanda per tutti è: Quali sono i modi per stabilire un nuovo rapporto con la natura?

Due. Ritrovare un senso di Comunità e un rinnovato senso di appartenenza, progettare “Polmoni Urbani” intorno ai quali stimolare pensiero critico, far crescere consapevolezza e dare nuova identità ad un territorio.

Ed infine riequilibrare e redistribuire in modo equo le risorse, progettando una maggiore comunicazione tra diverse parti di una città ma anche tra le città e le aree rurali.

Ad oggi New European Bauhaus è ancora una bella, grande utopia ma i primi cinque mesi mi hanno convinto un sacco. Finalmente Bruxelles ha capito che le politiche vanno costruite insieme e con tutti. E se il laboratorio NEB fosse l’apripista di un nuovo modo di costruire la Politica Europea?

Credo che ancora oggi, la sfida più grande sia quella di allargare il cerchio, coinvolgere “i non addetti ai lavori”, spiegare loro che nessuno cambierà loro la vita e la loro città se non decideranno loro stessi di metterci un poco di tempo, un poco di denaro, un poco della propria testa. Soprattutto senza più lamentarsi.

Il tempo è ora.

Fonte : Repubblica