34 donne hanno fatto causa a Pornhub per aver diffuso video che le ritraggono

L’azienda ha definito “assurde” le accuse, ma non è la prima volta che vengono sollevati dubbi sulla moderazione dei contenuti del portale

Pornhub causa(foto: Gabe Ginsberg/FilmMagic)

Trentaquattro donne hanno accusato Pornhub – uno dei principali portali di porno online del mondo – di avere guadagnato tramite dei video caricati sulla piattaforma senza il loro consenso. Le donne hanno intentato una causa contro Mindgeek, la società che gestisce Pornhub e altri 100 siti pornografici, presso un tribunale californiano.

Cbs ha parlato con quattro di queste donne. Una di loro ha raccontato di avere avuto 17 anni all’epoca in cui girò il video finito online e di esserne venuta a conoscenza solo anni dopo, informata da alcuni conoscenti. La donna ha detto anche che Pornhub non l’ha mai contattata per chiederle il consenso alla pubblicazione e verificare che fosse maggiorenne. Il video è stato riprodotto più di 200.000 volte.

L’accusa, più nello specifico, chiama in causa Pornhub per aver sfruttato questi video. Nella bozza della causa si afferma che MindGeek “ha accolto contenuti di minori, non consensuali e piratati nella sua attività” e si aggiunge che la società “ha tratto profitto dai contenuti prodotti attraverso il traffico di esseri umani”.

Pornhub ha 130 milioni di utenti al giorno, più di Netflix o Amazon e una buona parte dei video che ospita non sono professionali ma provengono dalla community. Il sito ha definito queste accuse “false” e “assurde” in un comunicato e ha garantito che tutti i video caricati dagli utenti sulla piattaforma sono controllati da moderatori prima di essere messi online.

Non è la prima volta però che Pornhub si trova a fronteggiare accuse di questo tipo sui contenuti che pubblica. Già lo scorso anno Pornhub fu accusato dal New York Times di diffondere video frutto di revenge porn, contenuti che mostrano abusi sessuali o nei quali sono presenti minori. Dopo questo scandalo Pornhub aveva subito gravi perdite economiche per l’allontanamento di alcuni sponsor e partner, ed era stato costretto a cancellare milioni di video.

La mancanza di regole e di supervisione nel porno online sono criticate da tempo, ma un’azienda come Pornhub non richiede ancora ai suoi utenti di verificare l’identità o l’età di coloro che compaiono nei loro video, cosa che è standard nell’industria del porno tradizionale. La società inoltre non ricerca il consenso di tutti coloro che appaiono nei video pubblicati sul sito, una misura che le vittime di abusi ritengono aiuterebbe a mantenere i contenuti non consensuali fuori dai siti porno.

Fonte : Wired