Onu: Il Covid non ferma le migrazioni. Record di sfollati nel mondo

Il numero complessivo di profughi ha toccato quota 82 milioni e presto sfonderà i 100 milioni. In cima alla lista la Siria, con 6,8 milioni di persone in fuga da guerra e violenze e 13,5 milioni totali di sfollati. La Turchia è la nazione che ne ospita il maggior numero. Fra il 2018 e il 2020 almeno un milione di bambini sono nati in condizioni di rifugiati.

Damasco (AsiaNews) – Il numero di persone in tutto il mondo costrette ad abbandonare le loro abitazioni è cresciuto nell’ultimo anno, fino a toccare la quota record di 82 milioni nonostante l’impatto della pandemia di Covid-19 che ha bloccato a lungo gli spostamenti. É quanto affermano gli esperti dell’agenzia Onu per i rifugiati (Unhcr), secondo i quali il numero complessivo è più che raddoppiato nell’ultimo decennio; il dato mostra inoltre che più dell’1% del totale della popolazione mondiale vive in condizioni di sfollamento, lontano – e non sempre per scelta – dalla propria terra. 

Secondo il rapporto delle Nazioni Unite, l’emergenza sanitaria globale ha causato un calo significativo delle richieste di asilo politico e ha messo un freno, in generale, al fenomeno migratorio. Tuttavia, anche lo scorso anno si è registrato un significativo aumento con 11,2 milioni di sfollati in più rispetto alle cifre del 2019. 

Molti hanno dovuto abbandonare le loro case e le loro terre a causa di persecuzioni, conflitti, violenze e violazioni ai diritti umani. La grande maggioranza è composta di sfollati interni, anche perché le restrizioni agli spostamenti fra Stati determinata dalla pandemia e la relativa chiusura dei confini ha reso in molti casi pressoché impossibile attraversare le frontiere. 

Di contro, dai dati contenuti nel Global Trends Report dell’Alto commissariato Onu solo 250mila rifugiati hanno potuto fare ritorno nei Paesi di origine e 34mila sono riusciti a ricollocarsi in nazioni terze. Ed è solo “questione di tempo”, aggiungono, prima che il numero complessivo di profughi nel mondo superi quota 100 milioni. 

Circa l’80% dei rifugiati provengono da soli 10 Paesi, mentre è del 67% circa se prendiamo in considerazione solo le prime cinque nazioni al mondo. In cima alla lista di questa classifica vi è la Siria, con 6,8 milioni di persone in fuga da guerra e violenze, e 13,5 milioni totali di sfollati dall’inizio del conflitto nella primavera del 2011 (oltre la metà della popolazione). A seguire il Venezuela, con quattro milioni. La Turchia è invece la nazione al mondo che nel 2020 ha ospitato il maggior numero di rifugiati: 3,7 milioni. 

La popolazione sfollata include anche un numero crescente di bambini, privati del diritto allo studio e di crescita. Stime Unhcr indicano che fra il 2018 e il 2020 almeno un milione di bambini è nato in condizioni di rifugiati. L’agenzia Onu prevede una intensificazione dei conflitti nell’anno in corso, per un generale allentamento delle restrizioni imposte nel recente passato per contenere la pandemia globale di coronavirus. Destinate a peggiorare anche l’emergenza alimentare, il prolungamento dei conflitti e i fenomeni atmosferici estremi, fra i quali il riscaldamento globale, che causeranno ulteriori crisi nelle scorte di cibo. Per gli esperti, Sud Sudan, Repubblica Centrafricana e ancora la Siria sono a rischio carestia.

Infine, a causa della pandemia il numero di persone in condizioni di estrema povertà nel mondo dovrebbe toccare una quota variabile fra 119 e 124 milioni. Più della metà del totale – circa 48 milioni – sono sfollati interni.

Fonte : Asia