Adil Belakhdim: il sindacalista investito e ucciso da un camion durante un picchetto a Biandrate

A.M. 18 giugno 2021 09:10

Aveva solo 37 anni Adil Belakhdim: lascia moglie e due figli. E’ morto davanti ai cancelli mentre difendeva i propri diritti di lavoratore insieme a 20 compagni. Succede nell’Italia del 2021. Tragedia a Biandrate, in provincia di Novara. Il giovane sindacalista è morto investito da un camion davanti ai cancelli della Lidl in via Guido il Grande, durante una manifestazione di lavoratori della logistica. Il deposito territoriale della catena di supermercati Lidl si trova nell’area industriale di Biandrate, alle porte di Novara, dove ha sede anche la direzione regionale della catena. La logistica è un settore in subbuglio. Da settimane le proteste dei lavoratori si sono intensificate per numerosi licenziamenti effettuati da varie aziende. Dopo il dramma di oggi, la tensione sale ancora.

Biandrate: sindacalista investito e ucciso da un camion

Secondo una prima ricostruzione, da confermare, l’autista del camion avrebbe investito durante una manovra Adil Belakhdim e poi è fuggito. Non è chiaro se fosse o meno un tentativo di forzare il blocco: i sindacalisti presenti assicurano che sia così. Ci sarebbe stato anche un diverbio prima del drammatico investimento. A fermare in autostrada il mezzo pesante sono stati poi i carabinieri del Reparto Operativo di Novara, diretti dal colonnello Sandro Colongo, all’autogrill dell’A4 tra i caselli di Novara Est e Novara Ovest. Si trova in caserma, per essere ascoltato. 

Sul posto è intervenuto anche il 118. Vani tutti i soccorsi, le condizioni del 37enne erano parse subito disperate. La vittima è un rappresentante dei Cobas, italiano di origini marocchine: il sindacalista è stato trascinato per metri sull’asfalto. La dinamica dell’accaduto è al vaglio delle forze dell’ordine. Il camion avrebbe urtato anche altri due manifestanti: si trovano ora in ospedale, non sono gravi. Un altro manifestante che si trovava vicino alla vittima quando è stata investita dal camion si è sentito male: sotto shock, è stato soccorso dal 118.

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L’ultima immagine pubblicata da Adil Belakhdim su Facebook ieri sera

Si chiamava Adil Belakhdim, aveva due figli piccoli

Si chiamava Adil Belakhdim ed era il coordinatore dei SiCobas di Novara il giovane 37enne, cittadino italiano di origini marocchine, morto questa mattina dopo essere stato investito da un camion a Biandrate durante il presidio davanti al magazzino territoriale Lidl. Sulla loro pagina Facebook i Cobas confermano la ricostruzione più accreditata della dinamica dei fatti: “Il camion – scrivono – ha forzato il presidio all’esterno del magazzino investendo i lavoratori, tra cui Adil”.

Padre di due figli, di 4 e 6 anni, era residente con la famiglia a Vizzolo Predabissi, nell’area metropolitana di Milano.

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Sono alte le tensioni nell’ambito dei settori della logistica e trasporti; solo pochi giorni fa il caso di Tavazzano nel Lodigiano con alcuni lavoratori aderenti ai Cobas che erano rimasti feriti durante un presidio di protesta.

La morte di Adil è molto simile a quella di Abd Elsalam Ahmed Eldanf, un altro lavoratore della logistica ucciso da un camion che voleva sfondare il picchetto a Piacenza nel 2016.

Le reazioni

“Sono molto addolorato per la morte di Adil Belakhdim. È necessario che si faccia subito luce sull’accaduto”, è la dichiarazione del premier Mario Draghi al suo arrivo oggi a Barcellona.

“Così non è possibile andare avanti. È necessario un patto sociale che riconosca la centralità del lavoro contro ogni forma di svalorizzazione e di sfruttamento brutale. Prepariamoci a sostenere le manifestazioni indette dai sindacati per il 26 di giugno”, scrive su Facebook l’ex presidente della Toscana Enrico Rossi.

Barbara Pollastrini, deputata Pd, commenta: “Che dramma, a 37 anni la vita spezzata mentre da sindacalista lottava con i suoi compagni in un presidio per difendere il lavoro. Penso al dolore dei suoi cari e di chi gli voleva bene”.

Aboubakar Soumahoro, attivista sindacale e sociale, parla di “dolore atroce” e chiede di “fare piena luce sulle circostanze dell’accaduto”.

“È un fatto di una gravità inaudita la morte del sindacalista di 37 anni, padre di due figli, investito stamattina durante un presidio sindacale davanti ai cancelli della Lidl di Biandrate, nel Novarese insieme ad altri due lavoratori feriti” dice il Segretario Generale della Cisl, Luigi Sbarra, a Potenza a margine del Consiglio Generale della Cisl Basilicata. “Siamo profondamente vicini alla famiglia di questo nostro collega. Autorità giudiziaria e Forze dell’Ordine dovranno fare piena chiarezza perché è davvero intollerabile quello che è accaduto. Ora basta. Nel settore dellla logistica si stanno consumando episodi continui di violenza, di intimidazione e di inciviltà che riportano indietro nel tempo le relazioni industriali nel nostro paese. La Cisl condanna fermamente questo clima di ostracismo nei confronti della libera attività sindacale in particolare in un settore dove in molti casi perdura una situazione selvaggia di sfruttamento dei lavoratori, di mancato rispetto dei contratti, dei diritti e delle tutele fondamentali”.

“Basta violenze contro i lavoratori della logistica – dichiara Chiara Gribaudo, deputata Pd – L’assassinio di Adil a Novara come le bastonate sui facchini a Lodi devono essere puniti, la mancanza di tutele deve essere affrontata. E’ inaccettabile morire davanti ai cancelli per i propri diritti, nel 2021 come nell’800”.

“Sgomenti e addolorati – le deputate e i deputati del MoVimento 5 Stelle in commissione Lavoro – Un terribile episodio che ha portato anche al ferimento di altre due persone e che si verifica a una settimana di distanza dai violenti scontri di Tavazzano. In attesa che la magistratura faccia il suo corso, riteniamo assolutamente necessario che su alcune questioni urgenti che riguardano il mondo del lavoro si arrivi subito a soluzioni concrete. Non è il momento delle contrapposizioni. Al contrario, serve forte senso di responsabilità da parte di tutti, nessuno escluso”.

Fonte : Today