Eriksen, impiantato il defibrillatore cardiaco: futuro all’Inter in dubbio. Le ultime news

Il defibrillatore sarà temporaneo se, dopo un periodo di circa 2-3 settimane, i medici riterranno che il problema sarà risolto. Altrimenti la soluzione potrebbe diventare permanente e, a quel punto, Eriksen non potrebbe più giocare in Italia

In attesa delle dimissioni dall’ospedale, Christian Eriksen è stato sottoposto a un intervento chirurgico che ha consentito l’installazione di un defibrillatore cardiaco. Un intervento di routine in ambito medico per impiantare quello che è un sistema di protezione che regolarizza l’aritmia cardiaca. Il defibrillatore sarà temporaneo se, dopo un periodo di circa 2-3 settimane, i medici, che valuteranno l’evolversi della situazione, riterranno che il problema sarà risolto. Altrimenti la soluzione adottata in questo momento potrebbe rendersi permanente.

Futuro in Italia in dubbio 

La priorità per Christian Eriksen resta un recupero fisico completo, poi si penserà al campo. E il suo futuro in Italia e all’Inter è in dubbio proprio a causa del defibrillatore impiantato. Nel caso in cui diventasse permanente, Eriksen non potrebbe più giocare in Serie A. Se in alcuni Paesi è consentito per i giocatori scendere in campo dopo un intervento simile, come nel caso dell’olandese Blind, in Italia è vietato dal protocollo del Cocis (Comitato organizzativo cardiologico per l’idoneità sportiva) che specifica come non sia possibile fare uno sport di contatto con un defibrillatore attaccato al cuore.

Il medico che lo ha rianimato: “Mi ha detto: sono tornato con voi”

Il medico che ha rianimato Eriksen in campo, Jens Kleinefeld, ha raccontato ai media tedeschi i momenti successivi alla rianimazione dopo l’attacco cardiaco del centrocampista danese. “Gli ho chiesto: -sei tornato con noi?- e lui mi ha risposto: – Sì, sono tornato con voi”. Subito dopo la consapevolezza del pericolo scampato da parte di Eriksen: “Dannazione, ho solo 29 anni”. Kleinefeld ha poi raccontato che il defibrillatore è stato usato dopo aver praticato il massaggio cardiaco e che il giocatore si è risvegliato circa 30 secondi dopo l’uso del defibrillatore: “È stato un momento molto commovente perché le possibilità di avere successo in un salvataggio di questo tipo, in situazioni di quotidianità, non sono così alte. Ma questo tipo di trattamento funziona di più negli atleti professionisti sani rispetto ai pazienti che spesso hanno condizioni preesistenti”. Eriksen è rimasto sempre cosciente dal momento del risveglio, fino all’arrivo in ospedale. Kleinefeld racconta: “Ero sicuro al 99 per cento che sarebbe arrivato in ospedale in condizioni stabili”.

Fonte : Sky Sport