La denuncia di Virginia alla Nuvola: “Non volevano vaccinarmi, mi dicevano sei un uomo”

“Mi ha detto non sei una donna, le ho dato il documento d’identità, cos’altro avrei dovuto fare?” Virginia Morbidoni oggi si è recata alla Nuvola all’Eur per ricevere la sua prima dose di vaccino contro il Covid, ma si è vista mettere in dubbio il suo genere. Secondo il racconto di Virginia, “al momento della presentazione dei documenti forniti dalla Regione Lazio, leggendo il nome sul documento un’infermiera coetanea mi osservata dicendo ‘guarda, sicuramente hanno sbagliato il foglio, perché mi sembra evidente che tu non ti chiami Virginia Morbidoni” presupponendo il fatto che fossi un uomo, perché ho i capelli corti, mi vesto con i vestiti larghi e non mi trucco”. L’infermiera ha insistito e la ragazza ha risposto: “Sì guardi, mi chiamo Virginia Morbidoni, se vuole le dò il documento”. “Non è possibile – ha continuato l’infermiera – non sei una donna”.

“Messo in dubbio il mio genere”

“A parte di fatto che davanti potresti avere una persona che effettivamente ha delle problematiche, di disforia di genere, di non riconoscimento del proprio corpo, di non riconoscimento in un genere specifico, comunque non sono affari vostri, la base della discriminazione è proprio questa, il non farsi gli affari propri” denuncia Virginia. Un fiume in piena, un lungo sfogo che Virginia ha condiviso con La Repubblica, dopo la vicenda di discriminazione che si è trovata a vivere mentre semplicemente si era recata a fare il vaccino. “Se mi incrociate e vi sembro un uomo non me lo dovete dire, stessa cosa vale se vi sto dando i miei documenti e vi sembro un uomo”. E ha aggiunto: “Posso capire lo sbaglio iniziale che può essere in buona fede, ma se ti mostro un documento e tu sostieni il contrario cos’altro dovrei fare? Soprattutto pensate che, se su dieci persone alle quali vi rivolgete in questo modo, a me non importa nulla, le altre nove magari ci stanno male. Ci vuole attenzione ed empatia nei confronti degli esseri umani”.

Fonte : Fanpage