INTERVISTA | Primarie XIII Municipio, Roberto Fera: “L’esperienza sul territorio è il mio valore aggiunto”

“Partire dai servizi base e affiancare una visione di una Roma federale ed avere Municipi con una discreta autonomia”. Di questo ci parla Roberto Fera, candidato del Partito Democratico per le Primarie del centro sinistra nel Municpio XIII di Roma. Roberto Fera, sindacalista CGIL e iscritto e militante al Partito Democratica nato e cresciuto a Montespaccato nel 13esimo Municipio porta nel suo territorio la visione del partito. Un insieme di idee per interventi a breve termini ma anche nel lungo periodo, che facciano del bene al municipio ma anche a tutta la Capitale. 

Perchè si candida?

La candidatura è il ruolo che si ha nelle istituzioni di prossimità che sono i municipi, ed è fondamentale poter pensare che noi possiamo svolgere alcuni obblighi che sono quelli che la legge ci dà. Mi candido perchè ho una certa aderenza a tutto il territorio, dalla periferia alle zone più centrali e ho il sostegno di una parte del quadro dirigenziale del partito. La mia candidatura nasce da un percorso lungo in cui ho ricoprto incarichi a livello istituzionale e non. 

Qual è il suo programma per il Municipio XIII?

Io sono contrario all’idea che ogni candidato abbia il proprio programma. Io faccio parte di un partito che ha lavorato per sviluppare un programma messo  a disposizione per l’intera coalizione di centrosinistra. Il compito del sottoscritto sarà dare un approccio differente rispetto agli altri, dare un maggiore peso alla scuola ma anche ad altri temi aderenti al territorio municipale ma inseriti in un contesto più ampio.

Ma se non ha un programma personale, perchè gli elettori dovrebbero scegliere Lei e non la sua competitor politica sempre del Partito Democratico?

Penso per la mia esperienza di poter raccogliere un pezzo del territorio che potrebbe sentirsi distante dai cortili politici. Per il mio attivismo civico, per il rapporto con le scuole, per la presenza viva col territorio penso di rappresentare un filo conduttore che guarda, vive e respira l’aria del territorio in tutte le sue sfaccettature, non distante da tutte le realtà.

Cosa ha in mente per la scuola?

La scuola, è un punto prioritario e va intesa come realtà socio-educativa ma anche come un polo di centro civico di eccellenza. Sarà fondamentale per ricucire parti del territorio che si possono sentire isolati, la scuola deve essere un punto nevralgico dei quartieri. Ma bisognerà puntare molto sulll’ordinario e sul creare un’intesa con tutte le associazioni della la società civile. 

Che intende quando dice che i municipi vanno inseriti in un contesto più ampio?

Che i municipi sono federazioni di macro territori ma che hanno un bilancio derivato.

Che vuol dire?

Che le aree sono ampie. Il nostro parte da Cavalleggeri, passando per Gregorio VII, parte di Torrevecchia, Montespaccato, Boccea, Casalotti, Castel Guido. Ciascuna parte deve sentirsi rappresentata nel proprio ambito e questo deve fare il presidente del municipio. Essere più vicini ai territori che si sentono più emeraginati, puntare alle cose ordinarie dal decoro urbano ai trasporti, e sfruttare quello che è sfruttabile attraverso degli accordi, intese con associazioni delle società civile dove sviluppare iniziative virtuose. E poi i municipi da soli non possono risolvere tutti i problemi. Il tema dei trasporti per esempio, non può essere affrontato e risolto in maniera esclusiva ed autonoma dal municipio 13 perchè ci sono territori limitrofi ai nostri con cui abbiamo lavorato come il 14esimo. Stesso discorso per i rifiuti. Ci sono questioni da affrontare che ricadono nel nostro municipio come la questione dell’ ex Campari a Montespaccato, l’Auditorium, il Parco Piccolomini o quella importantissima del Parco della Cellulosa, la chiusura del cantiere a Cavalleggeri aperto da almeno 15 anni, ma bisogna creare squadra con gli altri municipi, con la regione, con il governo centrale.

Quindi si auspica una “Roma federale”?

Sì. Noi abbiamo un regolamento sul decentramento amministrativo del municipio che deriva dal secondo mandato di Rutelli. e questa fase non si è conclusa. L’idea di affrontare i temi del municipio è quella che deve passare attraverso la revisione dell’assetto istituzionale anche attraverso la modifica costituzionale di Roma città metropolitana. I comuni e le province diventano come una regione e i municipii assumano quasi la funzioni di comuni con parte del bilancio proprio. Ad oggi il presidente del municipio deve avere una visione strabica, uno strabismo di Venere, nel senso che da una parte deve fare politica del territorio e dall’altro deve sentirsi parte di una squadra con il sindaco di Roma per avere una città degna di essere una capitale europea. Questo è l’approcio che deve avere il presidente del municpio. 

Secondo lei Roma è pronta per questa visione? E crede che questo progetto del centrosinistra possa essere vincente?

Sì perché ora viviamo in un sistema tripolare dove il centrodestra è molto presente su Roma, un centrosinistra che sta fortemente recuperando a partire dal perno che è il Partito Democratico, e poi c’è il Movimento 5 Stelle che ha un sua fetta di popolazione. Sulla base di questo penso si possa auspicare un ballottaggio fra centrodestra e centrosinistra, ipotizzando che in ballottaggio di portare dalla nostra tutti quegli elementi in comune che pensano che Roma debba essere gestita e goveranata partendo da centrosinistra. Alcuni aspetti sono condivisi con i 5 Stelle come la solidarietà per i più deboli o la ricucitura tra terriotri centrali e perifierici, o ancora con il sociale che funzioni meglio, così come l’dea di una Capitale verde ed in tutto ciò c’è di mezzo tuta la parte del commercio e lavoro. Su questo campo dobbiamo provare a vincere. Arrivando al ballottaggio la destra si fermerà su quello che raccoglierà al primo turno, noi possiamo avere un margine per un aumento, incremento importante. La figura di Gualtieri è una garanzia per far funzionare al meglio il rapporto fra sindaco di Roma e governo centrale, Roma non si può governare da sola. 

E se al secondo turno invece che del centrodestra e centrosinistra si trovassero Virginia Raggi e Carlo Calenda?

Non rispondo perchè semplicemente non lo ritengo uno scenario realistico. 

Ma quindi come valuta il lavoro dell’Amministrazione Cinque Stelle, nel suo Municipio?

Noi abbiamo pagato uno scotto forte dovuto all’inesperienza da parte di tutta l’Amministrazione, dalla giunta Raggi a quella della Castagnetta. Questo è innegabile. Dopodichè ci sono stati dei passaggi che hanno portato a dei frutti, a situazioni, iniziative fatte dalla giunta che hanno portato un valore aggiunto, ma tutto ciò è accaduto negli utlimi mesi perché hanno avuto negli anni la possibilità di fare esperienza.

Cosa ha visto di positivo?

Il mondo della scuola. L’assessora Paola Biggio ha lavorato bene come l’assessora all’Ambiente. Ma critico anche il fatto che ad esempio avevano promesso di portare avanti i lavori per l’ex Campari ma dopo cinque anni non sono ancora partiti. Oppure per quanto riguarda la ciclabile di Gregorio Settimo ci sono diverse criticità. Io sono d’accordo per la smart city, ma creare imbottigliamento no. Andrebbe fatta un ragionamento che deve abbracciare trasporto pubblico urbano, aumentare ciclabili, valutare ingressi scansionati per i lavoratori e scuole, questo è sarebbe progetto serio no mettere pista ciclabile senza idea organica. A me piace più lìidea di città umana vicina intesa più vicina ai cittadini. In conclusione, non tutto si deve buttar via ma è chiaro che la consigliatura Castagnetta è insufficiente.

In conclusione, cosa promette ai suoi elettori?

I cittadini ci chiedono di partire dalle cose fondamentali, non ci chiedono la luna. Prometto i servizi base ovvero decoro urbano, funzionamento delle scuole e del trasporto pubblico. A questo però aggiungo un progetto a lungo termine. Il concetto che ho io del governo del tredicesimo Municpio che conta circa 140mila abitanti è quello di partire dalle cose ordinarie dopodichè ragiono come militante del Partito Democratico e dico che bisogna far parte di un contesto iscritto in una comunità più ampia che si chiama Roma che richiede la visione e collaborazione con i municipi limitrofi e gli attori cittadini, nazionali, e regionali. 

Fonte : Roma Today