Choc a Saxa Rubra, litiga con i proprietari di un labrador e uccide il cucciolo a calci: salvato dal linciaggio

Redazione 14 giugno 2021 15:57

Dopo una lite in strada con i proprietari di un labrador, si è accanito sul cucciolo di appena due mesi e lo ha ucciso a calci. È quanto successo venerdì scorso a Roma, in piazza Saxa Rubra. Secondo la ricostruzione, l’autore del gesto è un cinquantenne romeno senza fissa dimora che, al culmine di una lite nata per futili motivi, ha sfogato la sua rabbia contro il cane. 

La scena si è svolta davanti ad alcuni passanti, che hanno provato a fermarlo, ma il cucciolo è morto subito, inutili i soccorsi e ogni intervento dal veterinario. Il cinquantenne ha rischiato il linciaggio, a salvarlo dall’ira dei presenti gli agenti del Commissariato di Villa Glori e Ponte Milvio, che sono prontamente intervenuti e hanno allontanato l’uomo che è stato poi denunciato per l’uccisione dell’animale ai sensi dell’articolo 544 bis del Codice penale.

Sulla vicenda l’organizzazione internazionale protezione animali (Oipa) si è costituita parte civile e presenterà denuncia querela: “I reati contro gli animali sono puniti con pene troppo esigue e nessuno finisce in carcere, neanche per i casi più gravi”, osserva la delegata dell’Oipa di Roma, Rita Corboli. “Le sanzioni vanno inasprite, affinché siano un vero deterrente contro il loro maltrattamento. Le nostre guardie zoofile, in tutta Italia, ricevono continuamente segnalazioni di maltrattamento. Occorre un inasprimento delle pene”.

È in discussione in Commissione Giustizia del Senato un disegno di legge che vorrebbe rafforzare la tutela giuridica degli animali sotto vari profili. “Nel testo si fa presente che i procedimenti per reati a danno degli animali sono tutt’altro che in calo e che oggi le vittime non sono adeguatamente tutelate, anche in ragione della esiguità delle pene previste per i reati a loro danno”, spiega l’avvocato Claudia Taccani, responsabile dello Sportello legale dell’Oipa. “La legge propone, tra l’altro, di modificare l’art. 544 bis portando la pena da uno a cinque anni, cui si aggiungerebbe per il colpevole una multa dai 5 mila ai 50 mila euro. Per quanto riguarda il maltrattamento, la pena potrebbe invece variare da un minimo di tre mesi a un massimo di tre anni. Anche in questo caso il reo dovrebbe pagare anche una multa, che però dovrà essere comminata in aggiunta e non in sostituzione della pena detentiva”.

Sul caso è intervenuto anche Walter Caporale Presidente degli Animalisti Italiani: “C’è un potere superiore insito nella sacralità di ogni vita al quale nessuno si può sottrarre. Neanche l’assassino di questo cucciolo indifeso. I reati contro gli animali si registrano quotidianamente ed è tempo di inasprire le pene per chi si macchia di azioni tanto orribili. Da tempo portiamo avanti una petizione per richiedere l’adeguamento del sistema sanzionatorio, attualmente non idoneo: le pene non sono commisurate ai reati e le vittime non sono realmente tutelate. Auspichiamo l’approvazione in Commissione Giustizia del Senato del disegno di legge che vorrebbe rafforzare la tutela giuridica degli animali sotto vari profili. 

Aggiunge il Vice Presidente Riccardo Manca: “La follia e la violenza del gesto non sono passate inosservate. Atti di una violenza inaudita che restano troppo spesso impuniti in barba a qualsiasi concezione che abbia a che fare con il vivere civile. Sangue innocente che macchia indelebilmente le nostre coscienze e che preclude ogni tipo di vera evoluzione”.

Fonte : Roma Today