Dengue, zanzare infettate con un batterio riducono casi del 77%

Nel corso di un esperimento condotto sul campo a Yogyakarta, in Indonesia, alcune zanzare sono state infettate da un batterio definito dagli esperti “naturalmente miracoloso” ed è emerso come questo processo contribuisca a ridurre la trasmissione della febbre Dengue del 77% e dell’86% i ricoveri per questa infezione da 400 milioni di casi l’anno nel mondo. Protagonista dell’esperimento il batterio Wolbachia, che impedisce al virus Dengue di infettare le zanzare e quindi ne blocca la trasmissione all’uomo, secondo quanto si apprende sul “New England Journal of Medicine” che ha pubblicato lo studio in questione.

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Di origine virale, la dengue è causata da quattro virus molto simili ed è trasmessa agli esseri umani dalle punture di zanzare che hanno, a loro volta, punto una persona infetta. Lo spiega l’Istituto Superiore di Sanità, secondo cui non esiste un contagio diretto tra esseri umani, sebbene l’uomo sia il principale ospite del virus, il quale circola nel sangue della persona infetta per 2-7 giorni, periodo durante cui la zanzara può prelevarlo e trasmetterlo. Nell’emisfero occidentale il vettore principale è la zanzara Aedes aegypti, con l’infezione che è particolarmente presente durante e dopo la stagione delle piogge nelle zone tropicali e subtropicali di Africa, Sudest asiatico e Cina, India, Medioriente, America latina e centrale, Australia e diverse zone del Pacifico. Di solito la malattia dà luogo a febbre nell’arco di 5-6 giorni dalla puntura della zanzara, con temperature anche molto alte. La febbre può essere accompagnata da mal di testa acuti, dolori nell’area degli occhi, forti dolori muscolari e alle articolazioni, nausea e vomito e irritazioni cutanee che possono comparire sul corpo dopo 3-4 giorni dall’insorgenza della febbre.

I test eseguiti in Indonesia   

A svelare i retroscena di questo studio, come si legge anche in un articolo pubblicato su “BBC Health”, ci ha pensato Katherine L. Anders, uno dei ricercatori a capo del progetto World Mosquito Programme, che ha definito l’esperimento “rivoluzionario”. Yogyakarta, nel corso dei test, è stata divisa in 24 zone e le zanzare sono state rilasciate solo in metà di esse. La tecnica, comunque, ha avuto un tale successo che le zanzare sono state poi rilasciate in tutta la città indonesiana e il progetto si dovrebbe presto spostare nelle aree circostanti con l’obiettivo di eradicare la dengue nell’intera regione. “Pensiamo che questo processo possa avere un impatto ancora maggiore quando viene distribuito su larga scala nelle grandi città di tutto il mondo, dove la dengue rappresenta un importante problema di salute pubblica”, ha detto l’esperta.

Il batterio Wolbachia

Il batterio Wolbachia, hanno riferito gli esperti, non è pericoloso per le zanzare, ma si inserisce esattamente nelle zone dell’insetto necessarie al virus Dengue per infettare la zanzara e, in seguito, trasmettersi all’uomo. In sostanza il batterio compete con il virus all’interno dell’insetto, eliminandolo. Tra l’altro, hanno spiegato gli studiosi, dopo 9 mesi di test le zanzare col batterio hanno praticamente colonizzato le aree in cui le uova erano state rilasciate. Ed è stato possibile stabilire che, dove si è intervenuto, il tasso di infezioni da Dengue si è ridotto, così come quello di ospedalizzazione. Quale il vantaggio di questa pratica? Quella secondo cui il batterio influenzi direttamente la fertilità della zanzara, per cui accade che le popolazioni di insetti che hanno il batterio prevalgano su quelle che non lo contengono, diffondendosi. E, inoltre, che lo stesso batterio abbia la potenzialità di trasmettersi anche alle generazioni a venire, garantendo una protezione duratura.

Fonte : Sky Tg24