99 anni dalla nascita di Margherita Hack

Filippo Bonaventura 13 giugno 2021 12:24

Ne avrebbe compiuti 99, ieri. Margherita nacque l’anno della marcia su Roma. Nacque a Firenze, da padre contabile (le cui origini svizzere sono tradite dal cognome) e da madre diplomata alle Belle Arti. Giocava a pallacanestro, fu campionessa di atletica, ma la sua vita era l’astronomia.

Oltre all’astronomia ebbe due grandi amori: Aldo de Rosa, suo marito per settant’anni, e Trieste, la città che l’accolse e che le dette tanto. Quando morì mi trovavo proprio lì, e appena appresi la notizia ebbi la giornata completamente rovinata. Marga aveva da poco compiuto 91 anni e lasciava una carriera straordinaria come scienziata, accademica e divulgatrice. Di esempio e ispirazione per molti di noi, contribuì a portare l’astronomia in Italia e nel cuore di generazioni di italiani. Non nascondiamoci dietro al dito: in molti siamo qui anche grazie a lei. Io senz’altro.

Ho avuto la fortuna di conoscerla nell’epoca in cui coordinavo la rivista di astronomia «Le Stelle» fondata proprio da lei e Corrado Lamberti, che purtroppo ci ha lasciato la scorsa primavera portato via prematuramente dal Covid-19 e lasciando un grande vuoto nel mondo dell’astronomia e della divulgazione.

Non serve che vi dia conferma di quanto Margherita fosse in gamba, di quanto brillante era il suo carattere e acuta la sua intelligenza. Come è superfluo ricordarvi del suo impegno nell’ambito dei diritti civili, della laicità dello Stato, dei diritti degli animali. Icona del pensiero libero e anticonformista, aveva una cultura sterminata, un entusiasmo incommensurabile e una lucidità di pensiero davvero cristallina. Per non parlare della disponibilità e della bontà d’animo che mi ha sempre dimostrato, nonostante i problemi di salute. Vi sto dicendo cose ovvie.

Ma era anche una grande donna di scienza, testarda e instancabile, cresciuta professionalmente in un periodo in cui anche solo accostare le parole “donna” e “scienza” suonava eretico. Marga poteva osservare lo spettro di una stella e dirti a occhio che tipo di stella era. Capacità che – vi assicuro – sembra pura magia agli occhi di un astronomo moderno abituato a dare i suoi spettri in pasto ai computer.

Scientificamente legò il suo nome soprattutto ai suoi studi sulle stelle Cefeidi, ma noi la amiamo e la ammiriamo soprattutto per la capacità che aveva di usare i misteri dello spazio per avvicinare persone di tutte le età alla scienza. «L’astronomia – scrisse – ci ha insegnato che non siamo il centro dell’universo, come si è pensato a lungo e come qualcuno ci vuol far pensare anche oggi. Siamo solo un minuscolo pianeta attorno a una stella molto comune. Noi stessi, esseri intelligenti, siamo il risultato dell’evoluzione stellare, siamo fatti della materia degli astri.»

Buon compleanno, Marga.

Fonte : Today