Defibrillatori, ancora senza fondi la delibera votata nel 2018: “Serviva a rendere Roma cardio protetta”

Redazione 13 giugno 2021 13:44

Il caso di Christian Eriksen, il calciatore danese accasciatosi a terra durante la partita contro la Finlandia, ha riportato l’attenzione su un tema. Il pronto intervento, nelle situazioni che hanno a che fare con improvvisi problemi cardiocircolatori, è fondamentale.

Una città Cardio Protetta

La necessità di dotare scuole, uffici pubblici, mercati rionali e centri anziani di defibrillatori era in effetti già stata affrontata dal Campidoglio. Nel novembre del 2018 l’assemblea capitolina aveva infatti votati una delibera (120/2018) che fissava delle linee guida per rendere Roma una città Cardio Protetta. Prevedeva l’acquisto di defibrillatori semi automatici e la formazione di personale non sanitario per affrontare le emergenze cardiovascolari ed anche nella disostruzione pediatrica.

La delibera definanziata

Quella delibera, “è stata approvata all’unanimità – ha ricordato Francesco Figliomeni , il consigliere di Fratelli d’Italia che portò in Aula quel provvedimento – senza che poi la giunta grillina la attuasse visto che un primo stanziamento di fondi, pari a 250 mila euro è andato perduto”. A distanza di due anni e mezzo, quindi, la Giunta non ha dato seguito alla richiesta dei consiglieri.

Cosa prevedeva il provvedimento

La delibera che mirava a rendere Roma una città Cardio Protetta prevedeva che  in ciascuno dei quindici municipi di Roma Capitale venisse attivato un progetto in grado di fornire la  formazione in materia di cardio-protezione, sulle  tecniche di disostruzione pediatrica e sull’uso dei defibrillatori semiautomatici esterni. Il caso Eriksen, fortunatamente conclusosi senza danni, contribuisce a riportare l’attenzione sul tema. 

Un tema sotto i riflettori

“Il prossimo 2 luglio ne parleremo in Campidoglio con gli esperti cardiologi della Sicsport nel convegno che, dopo vari rinvii causa covid, terremo nella sala della Protomoteca” ha annunciato Figliomeni. Poi sarà necessario trovare i fondi cui faceva riferimento il consigliere per finanziare quel provvedimento che, da oltre due anni e mezzo, aspetta di essere tradotto in pratica.
 

Fonte : Roma Today