Gli fanno il verso della scimmia durante una partita di calcio: “Avversari più indignati di me”

in foto: Jared Zamble, 27 anni (Foto: Fanpage.it)

La storia è nota. Jared Zamble, 27enne italo-ivoriano nato a Cremona e calciatore del Codogno calcio, è stato raggiunto da insulti razzisti, versi della scimmia e altre offese durante una partita di calcio contro il Varzi, squadra di un paese in provincia di Pavia. Jared, appena entrato in campo, aveva realizzato un gol. Da lì la pioggia di offese, continuate poi da un solo individuo, presto allontanato dalle tribune. In campo lo sgomento. I compagni gli sono stati vicini, così come gli avversari. Lui, su domanda dell’arbitro, non ha voluto fermare il gioco, realizzando la seconda rete pochi minuti dopo che ha consegnato i tre punti al Codogno. Fanpage.it l’ha raggiunto per parlare di quanto successo. Un episodio che, purtroppo, non è stato il primo.

Ci racconti come è andata? 

Era il turno infrasettimanale di campionato, una trasferta a Varzi. Partivo dalla panchina perché di rientro da un infortunio e poco dopo essere entrato in campo ho segnato il primo gol. Da quel momento dagli spalti sono arrivati gli insulti razzisti e i versi della scimmia da parte di un gruppetto di persone. In particolar modo me la sono presa con un signore che ha proseguito nelle offese anche dopo che gli altri avevano smesso.

Come si sono comportate le altre persone? 

L’avevano isolato, ma lui continuava in maniera veramente fastidiosa. Proseguiva nel fare i versi della scimmia.

Tu come hai reagito?  

Non bene. Gli ho fatto capire senza giri di parole che è fin troppo facile offendere qualcuno quando questi è in campo ed è praticamente indifeso e impotente. Ero molto agitato.

E gli altri giocatori? 

I miei compagni e gli avversari stessi si sono indignati più di me per quello che stava accadendo. Questa cosa mi ha sorpreso molto. Tanto che mi sono detto: “Allora non sono il solo”. Sono questi gesti che ti fanno andare avanti.

Molti ti chiedono: perché non hai fermato la partita?

Non ce ne era bisogno. Il problema non era in campo, ma fuori. Alla fine è stata la decisione giusta anche in ottica classifica, perché pochi minuti dopo ho fatto il secondo gol. Quale occasione migliore per mettere a tacere la stupidità.

Era la prima volta che succedeva?

Magari. È successo parecchie volte, sia con il pubblico che con alcuni avversari in campo. È stato un po’ un cruccio di tutta la mia carriera.

Ti sono stati vicino anche fuori dal campo? 

Mi sono arrivati tantissimi messaggi di supporto, anche da gente che non conosco. Qualcuno mi ha scritto che si vergognava di essere italiano per quello che mi è successo. Io gli ho detto che non è giusto vergognarsene, anche perché io stesso sono italiano e non siamo tutti così.

Chi è Jared Zamble?

Un cittadino italiano che ha preso la cittadinanza a 18 anni nonostante sia nato qui 27 anni fa. I miei genitori sono ivoriani e vivono qui da trent’anni. Io dico sempre di essere al 99 per cento italiano e per l’1 per cento ivoriano.

Hai qualcosa da dire alle istituzioni?

No, più che altro non si capisce perché se sei nato qui, hai fatto tutto qui e non sei mai andato via, tu debba pagare per essere riconosciuto quale italiano.

(Ha collaborato Simone Giancristofaro)

Fonte : Fanpage