Indiana Jones, I predatori dell’arca perduta compie 40 anni: quattro segreti sul film

Usciva per la prima volta il 12 giugno del 1981 il mitico I predatori dell’arca perduta, film diretto da Steven Spielberg e scritto da Lawrence Kasdan che sarebbe poi divenuto il primo capitolo del franchise di Indiana Jones, interpretato nell’amatissima saga prodotta da George Lucas dall’iconico Harrison Ford.

Essendo dunque oggi il 40° anniversario dell’uscita del film, mentre proseguono le riprese di Indiana Jones 5 di James Mangold vogliamo seguire l’esempio del New York Times e rivelarvi quattro segreti dietro la lavorazione de I predatori dell’arca perduta. Li trovate di seguito.

1. L’IMPEGNO MORBOSO DI SPIELBERG PER GLI EFFETTI PRATICI

Tutti i set del film, dalle location alle trappole, sono templi del vecchio artigianato hollywoodiano. La partenza dell’idrovolante di Indy, il saloon napalese e anche la scogliere a picco sul Cairo erano tutti dipinti opachi realizzati a mano dall’artista Michael Pangrazio. In media, per capire il trucco dietro al matte painting su schermo il pubblico impiega un paio di secondi, ma per la scena finale del magazzino Pangrazio ha impiegato 3 mesi per realizzare il dipinto, visto che questo doveva restare su schermo per circa mezzo minuto. Doveva essere dettagliatissimo e preciso. Per l’inseguimento in apertura, Spielberg commissionò una roccia in fibra di vetro e gesso di circa 4 metri montata in cima a una pista lunga 37 metri. Col peso di 136 (molto meno rispetto alle reali 80 tonnellate di vero granito), la roccia ha frantumato le stalagmiti di scena a ogni passaggio, costringendo i tecnici a sostituirle a ogni ripresa. E sempre il masso poteva pure investire e schiacciare Harrison Ford, che ha dovuto ripetere la scene per ben 10 volte. In una vecchia intervista Spielberg dichiarò: “È stato fortunato. E io sono stato un matto a farglielo provare“.

2. LE RIPRESE NEL DESERTO DISTRUSSERO IL MORALE DELLA CREW

Durante il periodo peggiore di riprese in esterna in Tunisia, la troupe egiziana desiderò per tutto il tempo che l’intera sequenza fosse stata disegnata a mano. Le temperature arrivarono infatti anche a 55 gradi e tutti tranne Spielberg vennero pure colti a una brutta intossicazione alimentare (il regista portò del cibo da casa, confezionato). Anche Spielberg, comunque, si lamentò, esausto, delle riprese in esterna, temendo che un George Lucas scottato dal sole potesse decidere di bloccare tutto. L’insofferenza di tutti scusa dunque gli errori di continuità nella scena del Pozzo delle Anime. Quello più eclatante è quando Indy e Marion irrompono nel Pozzo ad appena un metro di distanza da un uomo quasi svenuto in maglietta blu.

3. LA PIÙ GRANDE DEBOLEZZA DI INDY DIVENTA LA SUA FORZA

Anche Harrison Ford venne colpito dalla dissenteria quando arrivò il momento di girare l’epico duello spada contro frusta per il quale Spielberg aveva previsto un giorno e mezzo di riprese. Non proprio al 100% a causa dei fastidi e dei dolori provocati dalla dissenteria, Ford chiese al regista se fosse possibile chiuderla in un’ora, e l’autore rispose scherzando “sì, solo se gli spari”. Alla fine però così hanno fatto e la sequenza è divenuta iconica e immortale. Da sano, però, Ford lottò contro il meccanico nazista nella scena dell’aereo che ruota su se stesso.

4. L’INSETTO IMPROVVISATO

Sul set de I predatori dell’arca perduta vennero usati diversi animali reali, ma ci fu un momento durante una delle sequenze finali con l’Arca dell’Alleanza in cui una mosca improvvisatrice si posò inavvertitamente sulle labbra di Belloq, strisciando poi nella sua bocca mentre pronunciava la battuta “la tua persistenza sorprende anche me”. L’attore Paul Freeman ha quindi mangiato l’insetto? La cosa gli viene spesso chiesta e risponde sempre che l’uscita dalla bocca della mosca venne tagliata in post-produzione, ma Spielberg non è d’accordo: “Quella mosca è entrata in bocca a Paul e non è più uscita“, disse in una vecchia intervista, “ho ispezionato quei fotogrammi da cima a fondo e sono certo che Paul non si sia nemmeno reso conto di aver ingoiato la mosca“.

Fonte : Everyeye