Pigneto: botte ed “insulti razzisti” allo street artist prima dell’inaugurazione del murales

Prima gli “insulti razzisti“, poi le botte. Choc al Pigneto dove nel pomeriggio di sabato, poco prima dell’inaugurazione del murales realizzato in via Macerata nell’ambito del festival internazionale di street art ‘Regeneration pandemic Pigneto”, due giovani si sono violentemente rivolti all’artista messicano Luis Alberto Alvarez “inveendo inizialmente con insulti razzisti per poi colpirlo ripetutamente al volto con due schiaffi e un cazzotto”. L’aggressione, confermata dalla polizia, è stata resa notada  Pigneto Pop e Waldo event network, organizzatori dell’evento.

Aggredito da due persone poco dopo le 16:00 lo street artist è rimasto ferito ad uno zigomo e poi trasportato al Policlinico Umberto I dal personale del 118. “La prognosi per ora rimane riservata. Il quartiere, il movimento Pigneto Pop organizzatore del festival insieme a Lo. PA esprimono solidarietà a Alvarez e conferma l’inaugurazione come previsto senza cedere ad alcun tentativo di intimidazione sociale, politica e culturale“.

Patrocinato dal V municipio, prodotto da Lopa future art e organizzato da Pigneto Pop e Waldo event network, l’inaugurazione del primo murales del Festival internazionale di Street Art che si sta svolgendo in questi giorni al Pigneto prevede la realizzazione di tre grandi opere su tre muri del quartiere che anche quest’anno è al centro della scena artistica della Capitale: il Pigneto.  

Gli artisti Alvarez, Carlos Atoche, Fabio Petani, e Chiara Vannucchi hanno iniziato a dipingere i muri del cinema Avorio in via Macerata, dove è avvenuta l’aggressione, per poi passare a Largo Venue sulla Prenestina e infine la Scuola Virginia Woolf, sulla circonvallazione Casilina.

Se la rigenerazione urbana dei quartieri di metropoli molto popolose come Roma non passa solo dalla street art – spiega Pigneto Pop in una nota – è però innegabile che la cultura attraverso grandi murales contribuisca a rigenerare spazi e strade soprattutto in un momento in cui gli abitanti si accingono a entrare in un nuovo momento storico. La pandemia è stata per tutti una grande sfida, che ha cambiato il modo di vivere, di sedersi a tavola, di interagire, di ascoltare“.

Attraverso la rappresentazione creativa dei cambiamenti sociali causati dal Covid, conclude il movimento di quartieri, i 3 murales si pongono come testimonianza storica e di passaggio da un mondo pre-pandemico a un nuovo mondo post pandemico. Regeneration Pandemic Pigneto rappresenta un esempio di rinascita, non solo di un quartiere ma di un Paese, e pone le basi per lanciare un messaggio profondo: ripartire non significa solo ripartire con l’economia, ma anche ripartire dalla società, dall’arte, dalla cultura e da una nuova attenzione vitale all’ambiente che ci circonda“.

Fonte : Roma Today