La rinascita di Suarez, da scarto del Barcellona a uomo decisivo per l’Atletico Madrid

L’Atletico Madrid è a un passo da quella che sarebbe l’undicesima vittoria della Liga nella sua storia. Se in panchina il trascinatore è lo stesso da ormai dieci anni, quel Cholo Simeone che ha già portato un campionato sulla sponda rojiblanca di Madrid, in campo si è affidato a un giocatore arrivato nel mercato estivo e dato da molti per finito, Luis Suarez. La società della capitale spagnola l’ha acquistato dal Barcellona per soli 6 milioni di euro e, a 34 anni, El Pistolero ha risposto segnando 20 gol nella Liga e smentendo clamorosamente chi pensava fosse al capolinea della sua carriera.

L’addio forzato al Barcellona

Nell’ottica di una rifondazione tecnica, il presidente del Barcellona Josep Maria Bartomeu ha pensato bene di dare il benservito a Suarez la scorsa estate, senza nemmeno preoccuparsi di monetizzare con una sua cessione. L’uruguaiano si è ritrovato fuori rosa, l’Atletico Madrid ha fiutato l’occasione e l’ha portato nella parte biancorossa della capitale per una cifra irrisoria. Il binomio con Simeone prometteva bene e si è confermato esplosivo in campo. I due, infatti, hanno la stessa fame di vittorie e lo stesso tecnico rojiblanco ha confermato come Suarez avesse preso sul personale il fatto di essere stato messo alla porta dalla società che ha contribuito a rendere grande per sei anni:

È venuto con una ribellione straordinaria, per dimostrare che la gente avesse torto a reputarlo un giocatore finito e che fosse ancora un attaccante al top delle sue potenzialità. Se non fosse stato per la decisione di Bartomeu e del suo consiglio di amministrazione, Suarez starebbe ancora giocando nel Barcellona.

I blaugrana, invece, hanno deciso di non puntare più su di lui e non hanno ottenuto ciò che speravano. Nè Griezmann né Dembele hanno approfittato dello spazio lasciato loro dal Pistolero, mentre Koeman non ha potuto avere a disposizione un cannoniere di primo livello come l’uruguaiano. Risultato? Catalani terzi in classifica e fuori dalla lotta per il titolo.

La centralità nell’Atletico Madrid

All’Atletico, invece, Suarez ha continuato a fare gol. Sono 20, che hanno portato ben 19 degli 83 punti con cui i Colchoneros sono in testa alla Liga a una giornata dalla fine. L’ultimo è arrivato nei minuti finali del match contro l’Osasuna, vinto dagli uomini di Simeone rimontando due gol negli ultimi 8 minuti di partita. D’altronde, già prima del match, El Pistolero aveva confessato in un’intervista di trovarsi benissimo a Madrid, città che lo ha fatto sentire importante dopo un anno difficile a Barcellona:

Mi piacciono le sfide, e venire qui è stata una sfida molto difficile per me per vari motivi. Lo scorso anno ho ricevuto critiche e mi hanno detto che non ero più all’altezza di competere per traguardi importanti. Questo mi ha spinto a continuare a dimostrare di far parte ancora dell’élite del calcio. Ho vissuto il passaggio all’Atletico come una grande sfida da affrontare con entusiasmo. Non sono rammaricato di come sono finite le cose a Barcellona, anzi: sono elettrizzato e pronto a continuare a fare bene.

Luis Suarez sa che ad attendere lui e il suo Atletico Madrid ci sono i 90 minuti più importanti della stagione. La partita contro il Valladolid, penultimo e ancora invischiato nella lotta per non retrocedere, sarà decisiva per l’assegnazione della Liga, con i Colchoneros avanti di due punti sui cugini del Real Madrid. Dopo il match vinto con l’Osasuna con il suo gol nel finale, Suarez ha raccontato il suo stato d’animo:

Questi sono momenti di felicità. Abbiamo sbagliato tante occasioni, io per primo, ma sappiamo che per vincere il campionato dobbiamo soffrire e oggi abbiamo fatto un altro passo avanti.

Ora manca l’ultimo tassello, poi l’Atletico potrà festeggiare davvero. Suarez è tornato, decisivo e felice. Alla faccia di chi lo dava per finito.

Fonte : Fanpage