Quali talenti arrivano oggi in tv?

Anche la ventesima edizione di Amici si è conclusa. La scuola di Maria De Filippi ha chiuso i battenti, le luci negli studi Mediaset si sono spente e i ragazzi che in questi mesi hanno partecipato al talent show di Canale 5 sono stati catapultati nel mondo reale, un mondo che li vuole già pronti a portare il “peso” di un talento e un successo da mantenere, una notorietà da gestire. Ma una volta spenta la tv con ancora i coriandoli della vittoria di Giulia Stabile roteanti nell’aria ad occupare lo schermo, sorge quasi spontanea una domanda: esiste ancora il concetto di talento amatoriale in televisione?

La risposta che potrebbe emergere da un’analisi attenta di ciò che siamo soliti vedere in tv è una: no. Ma questo responso non vuole in alcun modo sminuire la vittoria della giovanissima ballerina di Amici che, anzi, ha portato a termine un bel percorso all’interno della scuola di Cinecittà.

Le argomentazioni a supporto di questa tesi sono ben evidenti per altri motivi, e lungi dall’idea di distruggere la nomea di un programma ventennale che ha sfornato volti noti nel mondo della musica e della danza, ma è palese che con il passare del tempo il concetto stesso di “talento” si sia modificato, surclassato dall’idea che un determinato personaggio possa funzionare sullo schermo, sia adatto alle richieste discografiche del momento, si inserisca perfettamente in un contesto modaiolo e ben delineato dell’arte di fare spettacolo.

In questa edizione, probabilmente più che in altre, è stato lampante come i giovani allievi che sono poi arrivati in finale e hanno potuto contendersi la vittoria dell’ambito montepremi, non fossero del tutto alle prime armi, come un talent show di questo genere richiederebbe. E invece, ognuno di loro nelle rispettive discipline, ha dimostrato di avere alle spalle dei trascorsi formativi di non poco conto che, quindi, incidono sulla concezione di una “scuola” televisiva, nata con l’intento (mirabile) di offrire la possibilità a chi non ne aveva mai avuta una di mostrare il suo personalissimo fuoco sacro e davanti a milioni di italiani affermare la sua bravura, conquistare il titolo di vincitore.

in foto: Giulia Stabile vincitrice di Amici20

Se pensiamo alle prime edizioni di Amici, all’epoca Saranno Famosi, un ragazzo come Dennis Fantina, con la passione per il canto, non aveva mai avuto l’opportunità di mettersi in gioco e di realizzare il suo sogno, per cui uno show come quello di Maria De Filippi era il teatro ideale in cui esibirsi e cogliere al volo l’occasione di “farsi notare”. Sono trascorsi vent’anni e lo scenario è completamente cambiato.

Un ragazzo come Alessandro Cavallo, a cui è stato offerto un lavoro prestigioso in un musical come “Dirty Dancing” che ha fatto il giro del mondo, non è certo un ballerino che ha alle spalle la sola esperienza nella scuola di danza della sua città. Il 21enne pugliese è stato allievo del Teatro alla Scala di Milano e ha danzato con importanti compagnie, girando alcuni dei più noti teatri d’Europa. Inoltre, non era nemmeno estraneo al mondo televisivo, avendo partecipato ad una puntata di Domenica Live. Stesso discorso vale per Samuele Barbetta che già fa parte di una compagnia, la Arketype Performers, piuttosto affermata nel mondo dello spettacolo e degli eventi di danza. E, neanche a dirlo, i due erano senza dubbio tra i più talentuosi della Scuola, insieme a Serena Marchese che, infatti, pur non essendo arrivata in finale ha ottenuto un posto nella compagnia del Balletto di Roma e già poteva vantare qualche lezione con maestri importanti, tra cui proprio la sua coach Alessandra Celentano.

in foto: Alessandro Cavallo, ballerino di Amici20

Anche un ragazzo come Deddy, l’emblema di Amici a detta di Rudy Zerbi, da barbiere con la passione per la musica, un mese prima della sua entrata effettiva nel talent, sotto la supervisione di un manager aveva già pubblicato un suo singolo dal titolo “Forti e Fragili”, distribuito anche su Spotify. Il genio di questa edizione, secondo alcuni dei giudici sempre entusiasti delle sue performance, ovvero il vincitore della categoria canto Sangiovanni, tra le sue conoscenze vanta la giovane Madame, protagonista di Sanremo 2021 e già ampiamente conosciuta nel panorama musicale dei giovani talenti italiani. Possiamo, poi, citare anche Enula, la giovane cantante eliminata nelle fase iniziali del serale, fidanzata con Leo Gassmann, ex concorrente di X Factor e vincitore di Sanremo Giovani.

Dov’è la stranezza in tutto questo? Forse al giorno d’oggi, in un momento in cui la visibilità imperversa sulle piattaforme social, dove si ha la garanzia di una diffusione ben più capillare di quella che può offrire il mezzo televisivo, un talent show come Amici ha perso la sua accezione di “talent” per acquisire quella più adeguata ai tempi di “amplificatore di possibili talenti che si affacciano sul mercato”. L’impressione è che si voglia mettere il marchio, lo stemma di Amici, su giovani che si affacciano al mondo delle arti performative, attraverso la musica, la danza (sempre più riempitiva che altro) e che già hanno imboccato la possibile via del successo, per garantirglielo in via definitiva.

in foto: Sangiovanni, vincitore categoria canto Amici20

Tutti i ragazzi di Amici, almeno quelli che hanno avuto accesso alla semifinale, sono stati contattati da case discografiche, come è prassi del programma. Ma quello che prima era un riconoscimento sudato, che non spettava a tutti, adesso sembra semplicemente un percorso già stabilito, una via già tratteggiata che non aspetta altro di essere solcata dall’incedere verso il successo di ognuno dei partecipanti allo show.

Dov’è, quindi, volendo ritornare alla domanda da cui è nata questa riflessione, la promozione del talento amatoriale? Siamo sicuri che i ragazzi scelti, senza nulla togliere alle loro performance, alle loro capacità e alla loro creatività, siano stati individuati perché davvero dotati di qualità artistiche degne di nota, o perché in loro si era già intravista l’aura del “prodotto vincente”, soprattutto nel momento in cui si evince che ognuno di loro, a suo modo, ha già avuto la possibilità di esporsi a dovere?

Un po’ come è successo in passato con programmi dedicati ai cosiddetti Nip– termine antitetico a Vip con cui notoriamente si indicano le persone famose- coloro che vi prendevano parte non erano dei perfetti sconosciuti, ma spesse volte personaggi che avevano già avuto modo di assaporare l’essenza dello show business. E se in un programma di intrattenimento potrebbe non esserci niente di scandaloso, in uno show che dovrebbe promuovere il talento puro, il talento mai esibito e scevro delle sovrastrutture imposte dal mercato, questa piega non è poi così incoraggiante.

Quante possibilità può avere un ragazzo che ha avuto modo di farsi da sé e niente più, di costruirsi una carriera di successo assecondando la propria passione? Quanto conta, davvero, il talento in tv? Al netto di quanto vediamo oggi in televisione non è così immediato dare una risposta certa, definitiva. Forse, però, non abbastanza, se non è supportato da altro, o almeno questa sembra essere l’ipotesi più plausibile.

Fonte : Fanpage