Stadio della Roma, fari accesi su Ostiense: nel mirino gli ex Mercati Generali

Alla Roma serve uno stadio che sia “verde, sostenibile ed integrato con il territorio”. Alla proprietà giallorossa non interessa realizzare una cattedrale nel deserto. I Friedkin, nel bocciare il progetto dello “stadiofattobene”, sono stati categorici. Il nuovo tempio dell’As Roma dev’essere “green” e vicino ad un’area già urbanizzata.

Il toto stadio

In città non ci sono molte soluzioni in grado di rispondere a questi presupposti. Scartata l’idea di utilizzare l’area dell’ex Velodromo Olimpico che Eur spa vuole utilizzare per realizzare delle palazzine, è partito il “totostadio”. La zona più gettonata sembra essere quella di Ostiense. L’ipotesi di realizzare l’impianto nell’area dell’ex Gazometro non è nuova. Riemerge ciclicamente ed era stata infatti prospettata anche durante il passaggio di consegne tra l’amministrazione Alemanno e quella Marino.

Gli ex Mercati Generali

Il nome che circola con maggiore insistenza è però quello degli ex Mercati Generali. Il progetto di trasformazione urbanistica, affidato al gruppo Toti, è fermo al palo. Abbandonata l’idea veltroniana della Città dei Giovani – l’archistar Rem Koolhaas  ha da tempo ritirato la sua firma – resta in piedi l’ipotesi di realizzare un mix di funzioni commerciali e di servizi. Si tratta di un progetto sofferto e più volte rivisitato, che al M5s ha provocato profonde lacerazioni. Soprattutto nella compagine locale che, spaccata in due, ha finito per perdere il governo dell’VIII Municipio. 

I nodi legati alle viabilità

L’idea di realizzare il nuovo impianto nell’area degli ex Mercati risponderebbe al requisito di uno stadio integrato con il territorio. L’area si trova infatti tra due fermate metropolitane, quella di Piramide e Garbatella, ed è servita anche dal trasporto della Roma Lido, il cui capolinea si attesta a Piramide. Complicato invece sarebbe l’arrivo in auto, avendo i tifosi a disposizione solamente la via Ostiense e la via Cristoforo Colombo. I parcheggi, poi, andrebbero creati ma eventualmente potrebbero essere previsti nel sedime degli ex Mercati.

Tor Di Valle:una partita in sospeso

L’ipotesi di Ostiense, più suggestiva che reale, risponde soprattutto al clima di entusiasmo che l’arrivo di Mourinho ha restituito alla piazza giallorossa. Prima di parlare di un nuovo stadio, però, occorre chiudere la partita sul progetto di Tor di Valle. Il comune aveva presentato un ultimatum ad Eurnova, minacciando la società di Parnasi di voler ritirare la delibera sul pubblico interesse. La scadenza, di 30 giorni, è stata tuttavia ampiamente superata. Ma su quel progetto pende sempre la possibilità che il proprietario dei terreni  (il magnate Rodovan Vitek li sta rilevando da Eurnova)  possa chiedere un risarcimento milionario al comune. E non è un aspetto di poco conto.

Ostiense osservata speciale

Per comprendere quale sia il futuro di Tor Di Valle, bisogna rileggere con attenzione le dichiarazioni recentemente rilasciate dalla sindaca, ascoltata come testimone nel processo a Luca Lanzalone. Virginia Raggi ha infatti spiegato ai giudici che la sua maggioranza non ha ritirato la delibera sulla pubblica utilità votata da Marino, perchè temeva d’incorrerre in sanzioni legali e pecuniarie. Ed è stato per questo, ha chiarito Raggi, che si è cercata una mediazione con il proponente, puntando sull’opzione dello “stadio fatto bene”. E dunque non è affatto scontato che, anche questa volta, in Campidoglio non prevalga una prudenziale ricerca del compromesso. Opzione che privilegia dunque la scelta di Tor Di Valle. A meno che, Vitek, non decida di acquistare anche gli ex Mercati Generali. Conviene pertanto continuare a monitorare la situazione. In attesa di sviluppi, Ostiense, resta osservata speciale.

Fonte : Roma Today