Raggi spaventa il M5s: arrivano il sostegno di Di Maio e la piattaforma anti Casaleggio

L’avvicinamento a Casaleggio da parte di Virginia Raggi non è passato inosservato. Anzi. Dalle parti del M5s la mossa della sindaca ha destato da un lato preoccupazione, dall’altra irritazione. Sì perché il passaggio di un volto molto esposto del M5s sotto l’ala di Casaleggio (e di Di Battista) significherebbe scissione. In tanti nel M5s si sono infatti esposti per la ricandidatura di Virginia Raggi e in tanti avrebbero seguito la sua scelta di rinunciare all’appoggio del nuovo partito di Giuseppe Conte.

Giuseppe Conte che continua a tacere. Al suo posto però hanno parlato due big, due ministri, nonché due esponenti di punta. Entrambi in tv. Stefano Patuanelli, ministro delle politiche agricole ad Agorà: “Alle amministrative dove ci sono le condizioni parleremo con il Pd, dove non ci sono andremo da soli. Lo faremo certamente in due città tra cui Roma – dove il nostro candidato è Virginia Raggi – e come Trieste”. Luigi Di Maio, ministro degli esteri, ha invece parlato a L’Aria che tira, sottolineando il dialogo in corso per le amministative con il PD, evidenziando come a Roma “il M5s ha un sindaco uscente che si candida e noi lo sosterremo”.

Usciti i big, a togliere motivi per lo strappo a Virginia Raggi ci ha pensato una nota congiunta del deputato del M5S Francesco Silvestri, la senatrice del M5S Giulia Lupo e il capogruppo M5S in Campidoglio Giuliano Pacetti. Ricordiamo che giovedì su Rousseau era emerso l’annuncio della partenza della discussione per il programma per le amministrative di Roma. Una notizia uscita poco dopo le parole durissime di Conte contro Casaleggio. Tutti avevano letto l’iniziativa come uno strappo, ricomposto ieri: “A giorni sarà presentata la nuova piattaforma per la redazione del programma partecipato M5S per le prossime amministrative di Roma. La redazione del programma partecipato M5S per le prossime elezioni amministrative di Roma – aggiungono – era partita diversi mesi fa, precisamente a dicembre del 2020, sulla piattaforma disponibile allora, ovvero Rousseau”.

Tutto a posto? La sindaca per ora tace, come tace Giuseppe Conte, che sulla ricandidatura di Raggi non si è mai espresso. C’è la trattativa per consolidare l’alleanza in regione Lazio e permettere a Nicola Zingaretti di candidarsi a sindaco di Roma senza doversi dimettere. Mai smentita, questa trattativa è il vero motivo d’irritazione per la sindaca: inaccettabile per lei il fatto che il Movimento, il suo Movimento, aiuti quello che i sondaggi indicano come il rivale più pericoloso per il raggiungimento del bis. Ecco perché il piano B è sempre nel cassetto, pronto ad essere messo in pratica. 

Da tempo ormai Raggi ragiona come se il M5s non l’appoggiasse ed ha pronto un piano B. Due liste civiche a suo sostegno, una capace di raccogliere i fedelissimi che in questi anni l’hanno affiancata, l’altra con personalità della società civile provenienti dal mondo cattolico, dalla lotta alla criminalità e dall’ambientalismo. Un piano B che è anche un piano di guerra perché prevede una lotta senza esclusione di colpi proprio contro Zingaretti. Contro di lui sarebbe pronta a lanciare una campagna durissima, sottolineandone le inadempienze nei confronti di Roma e il suo malgoverno in Regione Lazio. E in questo piano Rousseau e la sua seconda vita, dedicata alle liste civiche, è il partner ideale, per ora messo da parte, ma pronto ad essere tirato fuori laddove Conte il suo Movimento non fossero al 100% con lei. 
 

Fonte : Roma Today