Pixel 6 avrà un processore progettato da Google

Prodotto insieme a Samsung, il nuovo chip Whitechapel apre interessanti orizzonti per gli smartphone alfieri di Android

(Render: Steve Hemmerstoffer / Voice @OnLeaks)

Google sta preparando una grossa novità a bordo del prossimo smartphone Pixel 6 che dovrebbe debuttare a breve: il processore sarà infatti proprietario, progettato in casa e realizzato in collaborazione con Samsung. Gli indizi erano apparsi già da mesi e si sono fatti sempre più insistenti fino a un prezioso indizio emerso nelle scorse ore. Quali sono i (numerosi) vantaggi di un chip Google sui prossimi Pixel?

I primi rumors erano apparsi a inizio aprile grazie a 9to5google che citava il nome in codice di Whitechapel per definire un processore 8-core Arm che Google e Samsung erano impegnati a progettare per la prossima generazione di Pixel. Circa un mese dopo, lo stesso portale riporta una conferma semi-definitiva del progetto, con la menzione del nome in codice che appare nel codice di una nuova versione di Android. Viene peraltro associato anche a uno smartphone chiamato P21 che è senza ombra di dubbio uno o una serie di Pixel (P) del 2021 (21).

whitechapel(Foto: GoogleSource)

Non è la prima volta che da Mountain View si monta un hardware dedicato sui Pixel, come già avvenuto con Pixel Visual Core per l’a.i. fotografica da Pixel 2 oppure Pixel Neural Core per Pixel 4 e 4 Xl che migliorava Google Assistant senza dimenticare il chip di sicurezza Titan M, per criptare informazioni sensibili e gestire i dati biometrici. L’implementazione di un chip proprietario sarebbe un passo quasi naturale per i Pixel, che così potrebbero sfruttare tutti i vantaggi esclusivi di un chip fatto su misura e non presente su altri modelli di altri brand, a tutto vantaggio di software e soluzioni che rimarrebbero prerogativa dei google-fonini.

Esempio pratico: la tanto apprezzata GCam, ossia la fotocamera dei Pixel che sfrutta algoritmi proprietari, utilizza il chip Snapdragon presente su molti altri smartphone col risultato che con un po’ di retro-ingegneria è possibile adattarla a molti altri cellulari. Una procedura sulla carta illecita, ma sulla quale Google può poco. Con un chip Google questo problema non esisterebbe più e al contempo si avrebbe molta più libertà di sviluppo rispetto alle precedenti generazioni.

Whitechapel potrebbe spingere ancora più intensamente dei precedenti componenti in tutte le direzioni in cui Google punta sui Pixel: fotocamera, sicurezza, assistenza vocale, text-to-speech e viceversa e anche realtà virtuale e aumentata. Insomma, tanta possibile carne al fuoco per Pixel 6 e per i modelli che verranno in futuro, non resta che attendere il prossimo 18 maggio per più informazioni in occasione del Google I/O 2021 in diretta streaming.

Fonte : Wired