Chi sostiene la proposta di sospendere i brevetti sui vaccini

Gli Stati Uniti ora si sono schierati a favore della proposta avanzata da India e Sudafrica alla Wto. Ancora non è chiara la posizione dell’Unione europea. In cosa consiste il piano

(Photo by Joshua Roberts/Getty Images)

Gli Stati Uniti hanno dichiarato il loro sostegno alla sospensione temporanea dei brevetti sui vaccini contro il coronavirus, al fine di consentirne la produzione anche ad aziende diverse da quelle che li hanno sviluppati e ne detengono la proprietà intellettuale. Lo ha annunciato ieri, 5 maggio, Katherin Tai, la rappresentate statunitense presso l’Organizzazione mondiale del commercio (Wto), cioè la più importante organizzazione internazionale di regolamentazione delle attività e degli scambi commerciali mondiali. Con questa decisione, gli Stati Uniti si sono schierati al fianco di molti paesi in via di sviluppo che, lo scorso ottobre, hanno avanzato alla Wto la proposta di rimuovere temporaneamente le protezioni dei brevetti sui vaccini contro il coronavirus.

I primi a presentare la proposta erano stati India e Sudafrica, alla guida di un gruppo di circa 60 paesi. Secondo loro, gli stati più ricchi dovrebbero fare di più per assicurare un maggior numero di vaccini ai paesi più poveri e in via di sviluppo – 1 persona su 4 ha ricevuto almeno un’iniezione di vaccino nei paesi più ricchi, mentre negli altri paesi la percentuale è di circa 1 su 500 – e la sospensione dei brevetti potrebbe contribuire in questo senso, consentendo di accelerare e aumentare la produzione delle dosi. Mentre dall’altro lato, gli oppositori della proposta sostengono che sia la complessità dei processi produttivi a causare i ritardi nella produzione e nelle consegne e non le problematiche legate alle limitazioni sulla proprietà intellettuale.

Finora i paesi a sostegno di India e Sudafrica sono arrivati a più di 100, ai quali si è aggiunto l’importante peso internazionale degli Stati Uniti. Tuttavia, per decisioni di questo tipo è necessario raggiungere il consenso unanime di tutti i 164 stati membri della Wto e questo richiederà un processo lungo e non privo di tensioni. Deve ancora chiarire la sua posizione l’Unione europea. L’unico commento ufficiale è arrivato dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen, la quale ha ribadito che l’obiettivo dell’Unione è di aumentare la produzione dei vaccini e sarà quindi necessario valutare se la mossa statunitense possa effettivamente contribuire a questo obiettivo o meno. E due giorni fa, durante la riunione dei membri del G7 a Londra, i ministri degli esteri non sono riusciti a trovare un accordo sulla sospensione dei brevetti.

Le tempistiche per ottenere i risultati sperati potrebbero essere quindi abbastanza lunghe. Sia per le difficoltà che sorgeranno nel trovare l’unanimità tra i membri della Wto, sia perché, oltre ai brevetti, le aziende farmaceutiche dovranno disporre delle giuste competenze, dei macchinari adeguati e delle materie prime adatte ad avviare la produzione.

Tuttavia, nonostante queste premesse, la posizione degli Stati Uniti è stata accolta con grande entusiasmo nella comunità internazionale. Il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom, la ha definita “un evento monumentale nella lotta contro il Covid-19”. L’evento è in effetti un caso unico, finora nessuna casa farmaceutica ha rinunciato alla proprietà intellettuale sui propri vaccini. Anche Moderna, che aveva annunciato la sospensione temporanea dei brevetti sul proprio vaccino, in realtà ha condiviso solo una parte delle informazioni sulla produzione, ma non abbastanza per consentirne la produzione di massa ad altre aziende.

Fonte : Wired