L’alternativa del centrodestra al ddl Zan ha avuto vita breve

La commissione Giustizia del Senato vota la discussione solo del testo già approvato alla Camera e blocca l’alternativa presentata dal centrodestra

Diritti lgbt+ (La presse)

La controproposta del centrodestra al disegno di legge Zan per il contrasto all’omolesbobitransfobia, alla misoginia e all’abilismo non passa. Con 12 voti a favore e 9 contro, la Commissione giustizia al Senato, dove è in discussione il ddl già approvato alla Camera, ha deciso che esaminerà solo la proposta firmata dal deputato del Partito democratico Alessandro Zan per riconoscere come reati le discriminazioni contro la comunità lgbt+, le donne e le persone con disabilità. Tuttavia, i membri della commissione hanno stabilito, con 12 voti a favore e 9 contrari, che terranno in considerazione esclusivamente il testo approvato alla Camera lo scorso 4 novembre, rifiutando del tutto la proposta del centrodestra, approdata nelle ultime ore sui banchi dell’assemblea.

Dopo mesi di polemiche, discussioni e rinvii, l’intervento della società civile e di personaggi dello spettacolo, il centrodestra ha deciso di cambiare strategia, passando dall’ostruzionismo a una sua versione del ddl Zan. Tuttavia, il testo presentato, anticipato dal segretario della Lega, Matteo Salvini, al Senato, avrebbe ridotto sensibilmente la portata delle garanzie e delle tutele che invece prevede il ddl Zan. La controproposta prevedeva soltanto di inserire tra le aggravanti comuni, previste dall’articolo 61 del codice penale, una specifica riguardante la “discriminazione e aggressione anche sull’orientamento sessuale”. Quindi nessuna tutela relativa all’istigazione alla violenza, al genere, alla misoginia o alla disabilità, come nessuna iniziativa positiva per il contrasto degli atti discriminatori e alla creazione di una cultura del rispetto e della solidarietà, come previsto dal testo originale.

Su Twitter, il deputato del Partito democratico e relatore della legge alla Camera, Alessandro Zan, ha definito il testo presentato dal centrodestra come un attacco alla legge Mancino” contro i reati d’odio: “Non solo cancella le tutele del ddl Zan ma, prevedendo solo un’aggravante comune, diminuisce le tutele per i crimini d’odio razziale, etnico, religioso”. Nel frattempo i deputati del Movimento 5 stelle hanno raccolto le 33 firme necessarie per portare il testo approvato alla Camera direttamente alla discussione in aula, senza relatore: il leghista Andra Ostellari, presidente della commissione Giustizia e principale oppositore nella commissione del ddl Zan. Dopo più di sei mesi di rinvii e ostruzionismo, il testo potrebbe finalmente arrivare in aula e venire trasformato in legge. Al Senato, a meno di sorprese dell’ultimo minuto, dovrebbero esserci i numeri necessari per approvare la norma.

Fonte : Wired