Vaccini fino alle tre di notte e AstraZeneca anche ai giovani: “Solo così usciremo dalla pandemia”

“Andate in ospedale e vaccinatevi. Fate presto, senza ressa”. Con queste parole, pubblicate sul suo profilo facebook quando erano ormai passate le otto di sera, il sindaco Antonello Velardi ha dato l’ennesimo contrordine ai cittadini di Marcianise. Nel comune del Casertano quella di ieri è stata una giornata campale per la campagna vaccinale. Alla fine, a notte inoltrata, sono state 2.478 le dosi somministrate. Un risultato notevole, ma non tutto è andato per il verso giusto. Un cortocircuito comunicativo ha fatto sì che anziché andare per fasce di età, la Asl abbia dovuto aprire le vaccinazioni anche ai tanti giovani che si erano presentati nella speranza di essere immunizzati. 

Da dove è nato il disguido? Riavvolgiamo il nastro dall’inizio. Nella serata di domenica alcuni sindaci della zona, tra cui lo stesso Velardi e il primo cittadino di Portico, Giuseppe Oliviero, avevano comunicato che lunedì, dalle 14 alle 23, a Marcianise ci sarebbe stato un open day vaccinale aperto a tutti, senza prenotazione né limiti di età. Molti utenti avevano sottolineato la “stranezza della comunicazione” visto che il vaccino utilizzato, AstraZeneca, è stato raccomandato dall’agenzia italiana del farmaco (Aifa) solo per gli over 60, sebbene non ci sia il divieto di utilizzarlo sotto questa fascia di età. Ieri mattina il sindaco Velardi ha comunicato sui social il parziale dietrofront della Asl, informando i cittadini che il “vaccino day” all’ospedale di Marcianise era riservato solo ai cittadini con più di 50 anni e scudandosi per la comunicazione errata che però, scrive Velardi, “ci era stata comunicata dall’autorità sanitaria”. Ma ormai la frittata era fatta. 

Marcianise: il vaccino AstraZeneca somministrato anche ai giovani

Fin dal primo pomeriggio si è formata una vera e propria calca di persone, spesso giovani che chiedevano il numero per poter ottenere la dose. Stando a quanto ci hanno riferito nostri colleghi sul posto, il rispetto del limite ‘over 50’ è saltato ben presto. La tensione che si era creata ha spinto la Asl locale ad assumere la decisione di “vaccinare tutti”, prendendo altre scorte rispetto a quelle immaginate ed allungando il lavoro degli infemieri. Che doveva finire alle 23 e che invece si è concluso quasi all’alba.

“Le persone sotto i 50 anni hanno risposto meglio” ha spiegato il dirigente della Asl Michele Tari. “Per quello si è scelto di dar loro accesso a chi si era prenotato”. Il problema code è stato anche risolto “scaglionando le persone in fasce orarie così presso l’ospedale c’erano solo quanti dovevavo fare il vaccino ad una determinata ora”.

Del resto, spiega Giuseppe Perrotta su CasertaNews, immaginare di rimandare a casa tante persone che si erano presentate rischiava di creare “assembramenti pericolosi”. Così, dalle 600 dosi previste la Asl ha deciso di attingere alle scorte. Oltre duemila, alla fine, saranno le dosi somministrate.

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L’ultima dose è stata somministrata dopo le 3 di notte. Un’attesa lunghissima, trascorsa tra una chiacchiera ed una pizza ordinata col cellulare. A mezzanotte c’erano ancora più di duecento persone in attesa cercando di mantenersi a distanza il più possibile per evitare troppi contatti ravvicinati. La stanchezza negli occhi era palpabile, così come la voglia di normalità. “Solo così possiamo superare questa pandemia” dicevano ancora a notte fonda le persone rimaste in fila. Alla fine il turno del vaccino è arrivato per tutti. E qualcuno ha voluto omaggiare i sanitari con un biglietto. “Grazie per averci dato questa straordinaria opportunità”. Certo è che la decisione di non procedere per fasce di età farà discutere. Il direttore generale della Asl di Caserta Ferdinando Russo però mette le mani avanti: “Bisogna guardare in faccia la realtà e capire che il virus si combatte vaccinando quante più persone è possibile”. 

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Pubblicato da Antonello Velardi su Lunedì 3 maggio 2021

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Fonte : Today