La Russia vuole la propria stazione spaziale

Secondo alcune fonti, la Russia vorrebbe ritirarsi dalla Iss nel 2025 per motivi di deterioramento della struttura e dei materiali, e costruire una propria stazione spaziale

(foto: Nasa)

La Russia è al lavoro per costruire la propria stazione spaziale e rimpiazzare così la Iss, la Stazione spaziale internazionale lanciata nel 1998 dalla Nasa e dall’agenzia spaziale russa Roscosmos. Ad annunciarlo sono stati i funzionari russi, secondo cui la partnership di 23 anni tra Stati Uniti e Russia che ha permesso alla Iss di rimanere in orbita potrebbe presto terminare. Secondo una tv statale, Russa 1, infatti, il vice primo ministro russo Yury Borisov ha riferito durante una riunione che la nazione potrebbe ritirarsi nel 2025.

Il motivo? Borisov ha citato, come principale motivazione dell’abbandono, il deterioramento delle condizioni della stazione spaziale. Come racconta la Bbc, infatti, Borisov avrebbe detto: “non possiamo rischiare la vita (dei nostri astronauti). La struttura e i materiali stanno invecchiando e possono portare a conseguenze irreversibili, alla catastrofe”. Riguardo la data del 2025, il vice ministro avrebbe poi fatto marcia indietro, precisando che “è necessaria un’ispezione tecnica, poi potremo prendere una decisione e informare i nostri partner”, secondo la rivista Science.

Nel frattempo, i funzionari di Roscosmos hanno annunciato che i lavori per progettare una stazione spaziale nazionale sono già iniziati. Come precisato da Dmitry Rogozin, direttore generale dell’agenzia spaziale russa, “il primo modulo centrale della nuova stazione russa è in lavorazione” e potrebbe essere completato entro il 2025. Tuttavia, anche con preavviso, il potenziale ritiro della Russia potrebbe mettere a dura prova la Nasa e le altre agenzie che si affidano alla Iss.

Lo scetticismo russo sul futuro della stazione, infatti, potrebbe complicare ulteriormente gli sforzi degli Stati Uniti per mantenerla operativa fino alla fine del decennio.“I partner farebbero davvero fatica a mantenere la stazione funzionale senza la Russia, ha riferito a Science Vitaly Egorov, ex portavoce della compagnia russa Dauria Aerospace. “Il più grande risultato della Iss non è la tecnologia, ma la cooperazione tra i paesi”, ha ricordato Andrey Ionin, membro della Russian Academy of Cosmonautics, precisando che una nuova stazione russa rappresenterebbe un passo indietro.

Fonte : Wired