Come potrebbe cambiare il piano vaccinale: se mancano dosi possibile eliminare limiti d’età

Niente vaccino agli under 60 e limitazioni per il siero di Johnson & Johnson, da somministrare solamente alle persone con più di 60 anni. Sono queste le principali novità del piano vaccinale italiano, comunicate ieri dall’Aifa e dal commissario straordinario all’emergenza Coronavirus. Questa mattina, in un’intervista a La Stampa, è il direttore generale dell’Agenzia italiana del farmaco, Nicola Magrini, a fare il punto sulla situazione e ad aprire a possibile modifiche della campagna di vaccinazione contro il Covid. Per quanto riguarda proprio i vaccini di AstraZeneca e Johnson & Johnson, la cui somministrazione è consigliata solamente agli over 60, Magrini sottolinea che “per il momento” è meglio utilizzare questi due vaccini “negli anziani”, ma “sapendo che potremmo anche usarli se necessario: se avessimo solo questi due vaccini a disposizione li daremmo senza esitazioni a tutti perché i benefici superano di gran lunga i rischi”.

Piano vaccinale, in arrivo anche Curevac

L’ipotesi di allargare la platea di coloro i quali potranno ricevere questi due vaccini, quindi, è concreta e potrebbe essere analizzata più avanti, quando verranno terminate le somministrazioni alle fasce d’età più avanzate. Per AstraZeneca e Johnson & Johnson sono stati riscontrati “casi rarissimi” di trombosi “in donne con meno di 60 anni”. In ogni caso, spiega il direttore generale dell’Aifa, “nei prossimi mesi avremo anche altre opzioni”. In particolare per la fine di maggio è “attesa anche la registrazione del vaccino Curevac che usa la tecnologia dell’Rna messaggero, come Pfizer e Moderna, e che ha dati preliminari molto buoni”. I vaccini AstraZeneca e Johnson & Johnson, comunque, “sono entrambi utilizzabili in tutta la popolazione sopra i 18 anni ma abbiamo seguito quella che anche la Fda americana ha definito una abbondanza di cautela”.

Vaccino Johnson & Johnson limitato agli over 60

Dopo il parere di Ema e della Commissione tecnico scientifica di Aifa, che “ribadisce l’estrema rarità degli eventi di trombosi” in seguito alla vaccinazione con Johnson & Johnson, le autorità sanitarie italiane raccomandano “le stesse condizioni di utilizzo del vaccino Vaxzevria”, ovvero AstraZeneca. Il che vuol dire che il vaccino resta approvato per tutti i cittadini con almeno 18 anni di età, ma “dovrà essere preferenzialmente somministrato a persone di età superiore ai 60 anni, ovvero a coloro che avendo un rischio elevato di malattia grave e letale, necessitano di essere protetti in via prioritaria”. Come detto da Magrini, però, questo criterio potrebbe anche cambiare e si potrebbe decidere di somministrare il vaccino anche a persone con meno di 60 anni.

Stop a vaccinazioni a persone sotto i 60 anni

Una nuova ordinanza del commissario straordinario per l’emergenza Coronavirus, Francesco Paolo Figliuolo, ha invece invitato le Regioni a concludere le vaccinazioni delle categorie e delle fasce d’età prioritarie, non somministrando più le dosi alle persone con meno di 60 anni. In particolare nell’ordinanza si ricorda che le categorie prioritarie, ovvero i fragili e le classi di età più esposte e vulnerabili, “non risultano ancora coperte da vaccino in proporzione tale da garantire, ad oggi, la loro messa in sicurezza”.

Motivo per cui la struttura commissariale raccomanda “di attenersi al dettato” della precedente ordinanza “fino ad assicurare la copertura delle categorie in essa indicate, senza estendere – fino a nuove disposizioni – le prenotazioni a soggetti di età inferiore a 60 anni”. La precedente ordinanza prevedeva di vaccinare gli over 80, i fragili e i caregiver, poi le fasce d’età 70-79 e 60-69, per via preferenziale con AstraZeneca. Era previsto anche il completamento della vaccinazione del personale sanitario e sociosanitario. Il richiamo del commissario lascia intendere che alcune Regioni non stiano rispettando questi criteri e stiano invece vaccinando persone con meno di 60 anni, non considerate come prioritarie.

Fonte : Fanpage